Dopo anni
di miseria pecuniaria, prima ancora che intellettuale, il cinema italiano
sembra con Nirvana aver pensato alla grande: Gabriele Salvatores
ha trovato un budget ricco (si parla di 17 miliardi), la società
di produzione ha già venduto all'estero la pellicola (si dice in
ben 27 paesi), è stato anche istituito un apposito sito Internet
all'indirizzo www.nirvana.it ed esiste il Nirvana X-Rom,
cd-rom per giocare con il film. Insomma l'approccio è quello classico
dei kolossal oltreoceano. E i contenuti? Salvatores, ha dichiarato di adorare
la letteratura di Philip K. Dick, sicuramente gli piace la fantascienza,
è probabilmente cresciuto ascoltando la musica dei Traffic (la cui
celeberrima "John Barleycorn" affiora qua e là nella colonna
sonora). Questa miscela di passioni non ha purtroppo generato una rilettura
"propria" della tradizione visiva fantascientifica, per narrare
la storia di Jimi (Christopher Lambert), programmatore di videogiochi in
crisi. Assistiamo invece, in sequenza, ad un pastiche dove la pioggia di
Blade Runner diventa neve, le scenografie oscillano tra quelle dell'ormai
storico film di Ridley Scott e la megalopoli di Atto di Forza. Nel
frullatore di Nirvana trova persino spazio una reinterpretazione
del "sogno" di 2001: Odissea nello Spazio, lo "squid"
della realtà virtuale di Strange Days e la rilettura del
tema portante di Tron. Il tutto condito con triti apologhi zen,
tassisti milanesi e hacker che parlano con accento meridionale. |
Nirvana
Salvatores:"Il
mio Nirvana"
Gabriele Salvatores
Christophe Lambert
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