In Australia è guerra aperta tra fautori e oppositori dell'eutanasia.
In questo paese è in vigore da sei mesi una legge regionale che
legalizza la "dolce morte", mentre il parlamento nazionale dibatte
una legge mirante ad abrogarla usando i poteri federali. In contrasto con
i sondaggi, secondo i quali sono favorevoli al diritto all'eutanasia 75
australiani su cento, la Camera dei deputati ha votato a favore dell'abrogazione
della legge del Territorio del nord sui "diritti dei malati terminali",
mentre il Senato voterà fra breve.
Ma per contrastare le intenzioni della Camera, i sostenitori della "dolce
morte", guidati dal dottor Philip Nitschke che ha diversi pazienti
in lista di attesa per il "suicidio assistito", hanno lanciato
una campagna su Internet contro il tentativo di rimettere fuori legge l'eutanasia.
Il nuovo sito si chiama "Deliverance" (liberazione) e servirà
come punto di collegamento e informazione, oltre che per raccogliere fondi
per pubblicità sui giornali, mirante a influenzare il voto dei senatori.
Dal sito si può anche scaricare il programma omonimo, insieme con
le istruzioni per darsi una "dolce morte" governata dal computer.
La legge, che richiede la firma di tre medici (tra cui uno psichiatra e
uno specialista residente nel Territorio) finora è stata usata da
due sole persone. La prima, Bob Dent, di 66 anni, era un paziente del dottor
Nitschke che soffriva di cancro alla prostata. Lo scorso settembre si è
ucciso con un sistema inventato dallo stesso Nitschke, un'iniezione letale
autosomministrata con un computer portatile.
La seconda persona a scegliere la "dolce morte" secondo le procedure
autorizzate è stata Janet Mills, una signora di 52 anni che soffriva
di una rara forma di tumore alla pelle. La signora Mills ha deciso di uccidersi
il 2 gennaio e ha lasciato una lettera in cui scrive: "Credo che l'eutanasia
sia una grande cosa per gli ammalati senza speranza. E' un'idea meravigliosa,
e risparmia sofferenze inutili alle persone". |
Una
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