Cronaca

'Ndrangheta Scalea, gli appalti pilotati

L'alleanza tra criminalità organizzata e politica ha gestito di fatto la vita economica del comune del Cosentino

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Dalle carte dell'inchiesta che ha portato all'arresto di 38 persone, i principali appalti assegnati e gestiti dal "consorzio" 'ndrangheta-amministrazione comunale di Scalea.
- Appalto per la raccolta dei RSU: base d'asta 11.250.000 euro, che veniva aggiudicato alla ATI Avvenire  -  Balsebre di Gioia del Colle (Bari) dietro promessa di corresponsione della somma di 500.000 euro, in favore di Valente Pietro e Sollazzo Alvaro, quest'ultimo nipote di Mario Stummo, del sindaco Pasquale Basile e dell'assessore al commercio Francesco Galiano.

- Appalto per la concessione di porzioni di terreni demaniali per la realizzazione di attività turistiche. Le indagini hanno consentito di accertare come i gruppi Stummo-Valente si siano fronteggiati per l'ottenimento delle concessioni, fin dalla predisposizione del bando di gara, che veniva confezionato in maniera da consentire l'aggiudicazione a prestanomi dell'una e dell'altra fazione, e successivamente per ottenere i migliori lotti, fino a determinare la caducazione dell'unica concessione rilasciata in favore di un prestanome di Stummo. Ovviamente dalle intercettazioni si evince la assoluta consapevolezza, da parte degli amminiustratori, di chi fosse dietro le istanze di concessione. Nella vicenda risultava coinvolto anche il vice sindaco Ciancio Maurizio, il quale interveniva nella turbativa della gara.

- Appalto per la concessione del servizio di parcheggio a pagamento. Veniva affidato a trattativa privata a prestanomi di Mario Stummo nelle more della predisposizione di un bando di gara che avrebbe dovuto avere i crismi delle gare europee avendo un valore superiore ai 250.000 euro. Nella vicenda risulta coinvolto Stummo Antonio detto Giammarco, figlio di Stummo Mario nonché assessore alla viabilità.

- Appalto per la gestione della pubblicità delle aree demaniali. Si registrano sempre presso lo studio Nocito una serie di conversazioni dalle quali si evince che Stummo, Valente e gli amministratori (sindaco Basile e assessore al commercio Galiano) volevano costituire una impresa intestandola a loro prestanome in favore della quale avrebbero cercato di vincere la gara. Nelle more della costituzione dell'impresa la pubblicità viene gestita dagli uomini di Stummo che abusivamente hanno piazzato cartelloni di enormi dimensioni in violazione dei vincoli urbanistici e paesaggistici, con la piena consapevolezza del sindaco che ometteva di sporgere denuncia delle violazioni segnalategli.

- Appalto per la realizzazione di un impianto di compostaggio, che veniva fatto aggiudicare, dal Basile e dal Galiano ad una impresa di gradimento dell'assessore ai lavori pubblici De Rosa Raffaele.