Cronaca

Modena, il Pd non perdona il vicesindaco: “Battute sessiste, si deve dimettere”

Modena, il Pd non perdona il vicesindaco: “Battute sessiste, si deve dimettere”
Cavazza aveva preso di mira due assessore e una impiegata con considerazioni sull'aspetto fisico. I commenti per errore finiti in una chat
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E dire che il Comune di Modena aveva approvato, come suo primissimo atto, un regolamento sul rispetto della parità di genere nel linguaggio. Tutto in frantumi per colpa del vicesindaco Pd Gianpietro Cavazza, che due giorni fa al bar si lascia andare a commenti sessisti sull'aspetto fisico di due assessore e di una dipendente comunale, senza accorgersi che il suo smartphone lo sta registrando e sta inviando tutta la conversazione a una chat con ben 97 partecipanti. Una bomba che scoppia in mezzo al dramma coronavirus. E che il Pd ora è deciso a non dimenticare: "Non possiamo fare finta di nulla. Quelle di Cavazza sono parole inaccettabili " dice il segretario cittadino Andrea Bortolamasi.


La richiesta di dimissioni è già in agenda, subito dopo l'approvazione del bilancio e l'emergenza Covid- 19. Archiviare lo scivolone è del resto impossibile, nonostante i tentativi di Cavazza, esponente dell'area cattolica dem, di sdrammatizzare: "Le mie erano parole in libertà - diceva ancora ieri sera - registrate casualmente e diffuse per errore. Me ne dispiace. Mi sono scusato con le persone citate che mi hanno risposto con una risata". Una risata, in realtà, amarissima. L'assessora Ludovica Carla Ferrari, citata da Cavazza insieme alla collega Anna Maria Vandelli nell'audio, alza un sopracciglio di sarcasmo, affidando ai social il suo sfogo: "Sappiate uomini che le battutacce sul corpo delle donne non ci fanno piacere. Magari sorridiamo, ma non per complicità, solo per cambiare discorso, perché non abbiamo tempo di occuparci di queste cose".

Se il sindaco Giancarlo Muzzarelli, profondamente amareggiato, ha preferito finora defilarsi, la polemica scoppia invece nel Pd modenese, dove Cavazza è già non troppo amato dopo i cinque anni travagliati all'assessorato alla scuola. E il giudizio tra i dem è unanime. "Le dimissioni? Non ora, ma presto" si dice sottovoce tra dirigenti e consiglieri Pd, decisi ad affrontare il tema subito dopo la fine dell'emergenza contagio. La sinistra di Articolo 1, vicina in Regione alla lista "coraggiosa" guidata da Elly Schlein, nuova icona della sinistra radicale, è altrettanto decisa ad arrivare alla resa dei conti tra poche settimane. "Per noi l'episodio non è archiviabile nella categoria "battute senza cattiveria" e quindi non abbiamo alcuna intenzione di liquidarlo in fretta. Superata l'emergenza dovremo senza sconti aprire una riflessione" dicono in una nota Articolo Uno e Sinistra per Modena.

A rendere ancora più complicata la situazione del vicesindaco c'è, tra l'altro, il fatto che oltre alle considerazioni sull'aspetto fisico delle colleghe, il dirigente critica pure l'amministrazione, negli otto minuti di registrazione, e i ritardi del Comune di Modena nell'avviare lo smart working. Il tutto inviato alla chat del centro culturale Francesco Luigi Ferrari, di cui fanno parte 97 contatti, tutti dell'area cattolica del Pd. Un'area che a questo punto potrebbe prendere le distanze da Cavazza. La stessa consigliera regionale Francesca Maletti, a lui politicamente vicina, ha giudicato "negativamente" l'episodio, spiegando d'esser stata lei stessa vittima in sedici anni in politica di episodi analoghi, sia da parte di avversari che di compagni di partito. Senza contare la reazione delle associazioni femministe. "Con la Casa delle Donne questo Comune ha costruito un rapporto eccellente" si diceva ieri sera nello staff di Muzzarelli. E il segretario Pd Bortolamasi, pure lui assessore alla Cultura in giunta, allarga le braccia: "Abbiamo speso migliaia di euro per cambiare in tutti gli atti del municipio la parola "assessore" con "assessora". Il linguaggio di Cavazza non appartiene alla nostra comunità politica".

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