Cronaca

Migranti, il governatore della Puglia Emiliano: "Lo stato d’emergenza porterà al far west degli appalti"

Michele Emiliano
Michele Emiliano 
"Un paradosso per la destra che ha sempre puntato il dito sul business che ruota intorno alle migrazioni"
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Michele Emiliano è uno dei cinque governatori che ha detto no allo stato di emergenza sul tema delle migrazioni. Dopo l'incontro di ieri ammette che "passi avanti sono stati compiuti", che le "criticità restano tante, a partire dal tema della "protezione speciale, posto anche con garbo dal presidente Mattarella". E non nasconde le sue preoccupazioni su un aspetto che fin qui è restato silente: quello del denaro. "La destra ha sempre puntato il dito sul "business" dell'accoglienza, come lo chiamavano. E invece con questo provvedimento rischia davvero che il settore diventi un far west".

Perché, presidente?
"Alla base di questa scelta mi sembra ci sia la necessità di velocizzare gli affidamenti e soprattutto di rivedere al rialzo i prezzi. Ma uno stato di emergenza nazionale non è qualcosa che si dichiara perché si hanno delle difficoltà contrattuali. È una situazione imprevista e imprevedibile nella quale è necessario un provvedimento particolarmente pesante dal punto di vista delle deroghe giuridiche. Una procedura delicatissima, alla quale io voglio richiamare il governo, perché dichiararlo solo per semplificare l'acquisizione di beni e servizi, perché di questo si tratta per quello che posso aver dedotto dal testo dell'ordinanza, mi sembra un provvedimento che avremmo potuto discutere".

Lei ritiene non esista in questo momento un'emergenza?
"I numeri non mi sembra dicano questo. Prendo atto delle preoccupazioni per il futuro, visto quello che sta succedendo in Sudan e in Tunisia. Ma pongo due questioni. La prima è di merito: è inaccettabile che le regioni non siano state coinvolte da subito e su questo registro le scuse del ministro Piantedosi e per questo lo ringrazio. Nel merito, invece, se la dichiarazione dello stato di emergenza ha un fondamento fattuale, e ripeto questo ancora non l'ho capito perché non lo trovo scritto da nessuna parte, occorre una cabina di regia tra regioni e comuni, che ciascuno di noi sia in grado di comprendere e di utilizzare in modo adeguato. Se esisteva un problema così grave per l'acquisizione di beni o servizi o per la realizzazione di strutture, in un fenomeno che non è sicuramente emergenziale come quello migratorio, lo strumento giusto era il decreto legge".

Proprio in Puglia l'allora dirigente della Protezione civile è stato arrestato e condannato per la gestione dei fondi in emergenza. Tra l'altro in un'inchiesta che riguardava il Covid ma anche l'accoglienza.
"Su questi elementi occorre un'enorme vigilanza, come insegna l'esperienza della pandemia. Le deroghe alle normative ordinarie provocano una serie di disfunzioni, e sì io ne ho patita una, che vanno gestite con estrema cautela solo quando è strettamente necessario. Se si vuole affrontare il problema, che va affrontato e risolto, come purtroppo non hanno fatto nemmeno i precedenti governi, servono scelte politiche: i viaggi non possono essere considerati un reato, come se le vite delle persone che fuggono fossero un carico di droga. Bisogna superare la Bossi-Fini, creare ingressi legali e organizzati in modo da rendere impossibile la vita dei trafficanti. La strategia fin qui annunciata, quella dell'inseguimento sul globo terracqueo, non mi sembra stia dando i frutti sperati".