Cronaca

Uccisa a botte nel parco: “Quell’uomo era pericoloso non doveva essere libero”

Uccisa a botte nel parco: “Quell’uomo era pericoloso non doveva essere libero”
Rovereto: l’assassino, un senza fissa dimora nigeriano, era già stato denunciato per violenze. Il ministro Matteo Piantedosi chiama il capo della polizia: “Voglio capire cosa non ha funzionato”
2 minuti di lettura

Trento — Un nuovo pacchetto di norme da varare a settembre «per rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine per contrastare i più ricorrenti fenomeni criminali e di insicurezza dei cittadini». Risponde così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al barbaro omicidio commesso in Trentino, da un senza fissa dimora di circa 40 anni. Il cittadino di origini nigeriane, sabato sera, ha massacrato di botte una pensionata di 61 anni, Iris Setti, la aveva incrociata nel parco Nikolajewka di Rovereto, un’area verde a ridosso di numerosi edifici residenziali e a due passi dall’ospedale cittadino, il Santa Maria del Carmine.

Arrestato un anno fa

Un delitto che fa discutere, perché meno di un anno fa l’assassino, alterato dall’alcol, si era reso protagonista di un episodio violento sempre nella città della Quercia, danneggiando le auto in sosta e aggredendo passanti e carabinieri intervenuti per calmarlo. Una vicenda che si era conclusa con l’arresto dell’uomo (al quale non è stato rinnovato il permesso di soggiorno), noto alle forze dell’ordine anche per altri episodi.

La vittima

Iris Setti, nubile, pensionata da un paio di anni dopo una vita di lavoro nella Cassa Rurale di Rovereto, sabato sera, intorno alle 22.30, è uscita di casa per andare ad assistere la madre che si sentiva poco bene. La donna ha attraversato il parco Nikolajewka, un’area verde tutt’altro che appartata. A far scattare l’allarme sono state le grida di aiuto di Iris, che hanno richiamato l’attenzione dei residenti. Raccapricciante la scena cui hanno dovuto assistere quando si sono affacciati alla finestra: l’uomo, a cavalcioni su Iris, la colpiva ripetutamente, forse anche con una pietra in mano. In alcuni video, davvero cruenti (e già acquisiti dalla Procura), si vede l’assassino picchiare la sessantunenne senza sosta e si sentono i testimoni oculari gridare contro l’aggressore, del tutto incurante di chi gli chiedeva di smetterla di accanirsi su quel corpo ormai inerme.

Comunità sotto shock

L’uomo (al momento gli inquirenti escludono che si conoscesse con la vittima) è stato rintracciato poco dopo dai carabinieri nella vicina via Maioliche e arrestato per tentato omicidio. Una posizione che poche ore dopo si è aggravata, quando Iris Setti è spirata all’ospedale Santa Chiara di Trento, dov’è arrivata in condizioni disperate. Sotto shock la comunità di Rovereto, una cittadina di quarantamila abitanti che in meno di dieci giorni si è ritrovata a fare i conti con due delitti efferati. Il 28 luglio scorso Mara Fait, infermiera di 63 anni, è stata uccisa a colpi di accetta dal vicino, epilogo drammatico di una tensione tra i due che durava da tempo e che la vittima — inascoltata — aveva più volte denunciato. Molti, primo fra tutti il sindaco di Rovereto, Francesco Valduga, ora si chiedono se il delitto potesse essere evitato, se qualcosa nella macchina della sicurezza e della prevenzione si sia inceppato.

La relazione del capo della polizia

Un interrogativo che si pone anche Piantendosi, che ieri ha chiesto al Capo della polizia, Vittorio Pisani, una relazione su quanto accaduto nella cittadina trentina: «Il barbaro omicidio della donna a Rovereto è un fatto gravissimo. Ho richiesto al Capo della Polizia di disporre ogni necessario approfondimento e una dettagliata ricostruzione della vicenda, anche per capire se c’è stato qualcosa che non ha funzionato». «Questi accertamenti sono doverosi nei confronti della vittima e dei suoi familiari — ha aggiunto il ministro —. Inoltre, sono necessari anche per capire cosa dobbiamo mettere ulteriormente in campo per assicurare una sempre maggiore protezione dei cittadini». «Andremo fino in fondo — aggiunge il leader della Lega, Matteo Salvini — per capire come mai un delinquente del genere fosse ancora a piede libero». E il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni: «Serve una risposta forte sulla sicurezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori