Cronaca

Dengue, un caso autoctono anche a Roma. E’ il secondo quest’anno in Italia dopo Lodi

Dengue, un caso autoctono anche a Roma. E’ il secondo quest’anno in Italia dopo Lodi
Il virus tropicale ha contagiato nel 2023 anche 47 persone rientrate da viaggi. La febbre West Nile, trasmessa dalle zanzare, ha colpito finora 94 persone
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Non ha riferito viaggi all’estero. Questo vuol dire che il settantenne che si è ammalato di dengue è stato contagiato a casa sua. L’uomo vive a Castiglione d’Adda, in provincia di Lodi. E’ stato ricoverato all’ospedale di Crema, ma ora sta meglio.

Il suo è il primo caso di dengue autoctona (non importata con viaggi all’estero) di quest’anno in Italia. Subito dopo un secondo caso autoctono è stato segnalato nella piattaforma di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità. La sorveglianza riguarda il municipio IX (Eur) e il XIV (tra Ottavia e la Città del Vaticano), dove sono state momentaneamente sospese le donazioni di sangue”.

Entrambi “i pazienti sono in via di guarigione e sono state attivate tutte le procedure per la profilassi e la disinfestazione dei luoghi coinvolti" fa sapere il Ministero della Salute.

Gli ultimi casi autoctoni dell’infezione tropicale, causata da un virus trasmesso dalle zanzare, risalivano nel nostro paese al 2020. Allora il focolaio raggiunse gli 11 casi, ma senza vittime.

“La dengue al momento è molto diffusa in America Latina. Il Brasile ad esempio è una meta di viaggio comune” spiega Spinello Antinori, infettivologo dell’università di Milano e dell’ospedale Sacco. “Da noi si sono presentati vari casi quest’anno: persone che avevano viaggiato in paesi a rischio, si erano contagiati e poi erano stati punti da una zanzara in Italia”. Un altro focolaio di casi autoctoni si è sviluppato di recente in Francia.

Contro le zanzare di Castiglione d’Adda è stata subito emanata un’ordinanza del Comune: vietato lasciare contenitori in cui si può raccogliere acqua piovana o acqua stagnante, sia in luoghi pubblici che privati. Obbligatorio tenere sgombri i cortili e le aree aperte da erbacce, sterpi e rifiuti di ogni genere. Nemmeno al cimitero si possono immergere i fiori nei vasi. Meglio usare sabbia umida al posto dell’acqua, per prosciugare ogni possibilità di incubazione agli insetti. Anche le donazioni di sangue fra i cittadini dell’area coinvolta vengono interrotte per qualche giorno.A trasmettere la dengue sono soprattutto le zanzare Aedes aegypti (non presenti da noi), anche se in alcuni casi la colpevole è stata individuata nella Aedes albopictus (zanzara tigre), molto diffusa anche in Italia. “A differenza di altre specie, ha bisogno di poca acqua per deporre le sue uova e svilupparsi. Questo le ha permesso di diffondersi ovunque anche nel nostro paese” prosegue Antinori. “I casi che vediamo sono probabilmente solo la punta di un iceberg”.

"Un medico di famiglia o di pronto soccorso – prosegue l’infettivologo – dovrebbe pensare alla dengue di fronte a pazienti con febbre, mal di testa, dolori articolari e soprattutto con esami del sangue che mostrano globuli bianchi bassi e scarso numero di piastrine”.

Nel nostro paese prima dei casi autoctoni di Lodi c’erano state altre 47 infezioni fra i viaggiatori, secondo il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità del 30 giugno. Al conteggio ieri si è aggiunto un altro caso importato a Bologna. 

Il fatto che i sintomi si manifestino subito dopo il ritorno da un paese tropicale fa classificare un caso come importato, anche se le misure di prevenzione e disinfestazione attorno alla casa della persona colpita restano identiche. Il virus infatti circola nel sangue di un infetto per 2-7 giorni. In questo lasso di tempo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri.

Il sintomo principale della dengue è la febbre, accompagnata da dolori, spossatezza, sintomi gastrointestinali ed eruzioni cutanee. Gli anziani hanno in genere manifestazioni più severe. “Contro la dengue esiste un vaccino, appena approvato dalle autorità regolatorie Ema e Aifa, che però non sarà disponibile prima di settembre, cioè alla fine della stagione in cui si presentano i contagi” prosegue Antinori. Per il momento non esistono terapie ad hoc. “I sintomi in genere si esauriscono dopo due o tre giorni di febbre. Solo nei paesi dove il virus è endemico e sono possibili infezioni ravvicinate vediamo casi gravi, soprattutto per i bambini”.

In Italia è diffusa un’altra malattia tropicale, la febbre del West Nile. Viene trasmessa dalla Culex, la zanzara notturna più comune da noi. Da qualche anno è endemica e causa focolai più ampi che in passato. Quest’anno le persone contagiate sono state 94, quasi tutte casi autoctoni. Poco più della metà ha avuto anche sintomi neurologici e 3 persone sono morte.

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