Nel bilancio delle vittime del bus precipitato sotto il cavalcavia vicino ai binari della Mestre-Marghera ci sono 21 morti, di cui due bambini – uno è un neonato – e una adolescente, e 15 feriti. Cinque sono gravi: due sono fratellini tedeschi di 7 e 13 anni. Tutte le vittime sono state identificate. Tra i morti anche una giovane sposa in viaggio di nozze, il cui marito è in gravi condizioni. I feriti sono stati trasportati, oltre che negli ospedali del luogo anche a Padova, Dolo e Milano. La procura di Venezia ha aperto un fascicolo di inchiesta sulla strage. Tra le ipotesi resta quella di un malore del conducente. Sotto accusa anche le condizione del guardrail travolto dal mezzo: «Sembra una ringhiera», dice Massimo Fiorese, ad de La Linea, l'azienda di trasporto che svolgeva il servizio per i turisti tra il camping di Marghera e Venezia.
Identificati 13 su 15 feriti ricoverati
Quanto ai feriti, al momento sono state identificate 13 delle 15 persone ricoverate negli ospedali: si tratta di cinque cittadini ucraini, quattro tedeschi, due spagnoli, un croato e un francese. Gli ultimi due feriti, sui quali sono invece ancora in corso gli accertamenti, dovrebbero essere un cittadino ucraino e un tedesco.
Identificate tutte le vittime, 9 ucraini
Il prefetto di Venezia Michele di Bari ha comunicato che sono state identificate tutte le vittime dell'incidente del bus. Sono nove ucraini, 4 rumeni, 3 tedeschi, un italiano (l'autista), un croato, due portoghesi, un sudafricano.
Giovane coppia di sposi in luna di miele: lei è morta, lui è grave
Tra le ventuno vittime del pullman c'è anche una giovane donna croata, di una ventina d'anni, Antonela Bakovic, in viaggio di nozze con il marito. Il coniuge, connazionale, Marko Bakovic è invece ricoverato in rianimazione a Milano.
A riferire della presenza della coppia in luna di miele in Italia è il sito croato di informazione 24Sata.hr, spiegando che si tratterebbe di due giovani provenienti dalla zona di Spalato, in Dalmazia. Sposati una ventina di giorni fa avevano scelto proprio Venezia come tappa del viaggio per coronare il loro sogno d'amore.
Gravissima bambina di 4 anni
Versa in gravissime condizioni con ustioni e diversi traumi la bimba ucraina di 4 anni, ricoverata nel reparto di Rianimazione del centro grandi ustionati dell'ospedale di Padova. Lo riferiscono fondi dell'azienda ospedaliera. La bimba è stata identificata questa mattina, dopo che il suo passaporto è stato ritrovato a Mestre. Nello stesso ospedale è ricoverata da ieri in gravissime condizioni anche una 52enne spagnola, identificata anche lei grazie al ritrovamento dei documenti. Per entrambe la prognosi è riservata. Al centro grandi ustionati sarà trasferita entro sera anche una paziente ricoverata fino a oggi nella terapia intensiva dell'ospedale Dell'Angelo di Mestre.
Lavori sul cavalcavia, modifiche alla circolazione
Il comune di Venezia ha emesso un'ordinanza per regolare la viabilità sul cavalcavia superiore di via della Libertà a Mestre. La carreggiata sarà ridotta a una corsia per consentire lavori di adeguamento normativo e sarà istituito il limite massimo di velocità di 30 km/h. Non sarà più possibile per i veicoli percorrenti le corsie di circolazione provenienti dal cavalcaferrovia di Corso del Popolo immettersi sul cavalcavia superiore per dirigersi verso la tangenziale. La circolazione sulle corsie di rampa Rizzardi dirette verso via F.lli Bandiera o verso via Durando è così regolata: la corsia esterna dedicata ai veicoli provenienti dal cavalcaferrovia di Corso del Popolo e la corsia interna dedicata ai veicoli provenienti dal cavalcavia superiore. Inoltre, saranno disattivate le paline semaforiche sulle corsie di circolazione interessate dai lavori.
Direttrice dell’ospedale: “I pazienti sono sotto i 50 anni, tutti con più traumi”
"Sono giovani, tutti pazienti sotto i 50 anni" i sei feriti dell'incidente del bus precipitato dal cavalcavia a Mestre e ricoverati all'ospedale dell'Angelo, due in reparti chirurgici e quattro in rianimazione. Lo ha riferito in un punto stampa il direttore medico dell'ospedale, Chiara Berti. Per quanto riguarda le loro condizioni fisiche, la dottoressa ha fatto sapere che si tratta di pazienti "tutti politraumatizzati, quindi hanno traumi più o meno importanti".
Al Dell'Angelo ci sono al momento sei persone: "Due signore in rianimazione non identificate e non coscienti. Degli altri quattro due donne in rianimazione e due uomini in reparti chirurgici. I quattro di cui conosciamo la nazionalità sono tre ucraini e un tedesco". Una delle donne ricoverate in terapia intensiva - ha fatto sapere il direttore sanitario - "ma una delle signore che è in rianimazione andrà al centro grandi ustionati dell'ospedale di Padova" entro fine giornata.
Incidente Mestre: ancora critiche condizioni bimba ricoverata a Padova
Sono ancora critiche le condizioni della bambina di 3 anni gravemente ustionata dopo l'incidente di Mestre e ora ricoverata a Padova. La piccola è tra i feriti più gravi e le sue condizioni non sono migliorate da ieri sera. Gravi altre tre persone le cui condizioni sono al momento stabili così come tutti i pazienti, 11 in totale, in terapia intensiva.
Fiori sul luogo della tragedia
Bus Mestre: in Aula alla Camera un minuto di silenzio
L'Aula della Camera ha osservato un minuto di silenzio e tributato un applauso unanime in memoria delle vittime del disastro di Mestre.
"Questo tragico incidente ha suscitato sgomento e profondo dolore in tutti gli italiani. Desidero dunque rivolgere, a nome dell'Assemblea e mio personale, l'espressione del più sentito cordoglio ai familiari delle vittime. Voglio inoltre esprimere la nostra vicinanza alle persone ferite, cui auguriamo una pronta guarigione", ha detto il presidente Lorenzo Fontana.
"Rivolgiamo un particolare ringraziamento ai Vigili del fuoco, alle Forze dell'ordine, al personale sanitario e a tutti coloro che si sono subito prodigati nelle operazioni di soccorso e di assistenza", ha concluso.
Bus Mestre, bollettino: 15 ricoverati di cui 3 minori, 11 in intensiva
Attualmente risultano ricoverati presso gli ospedali del Veneto 15 pazienti coinvolti nell'incidente del pullman a Mestre. Undici di loro sono in reparti ad alta intensità di cura (terapie intensive). I ricoveri riguardano 12 adulti e 3 tre minori. Lo rende noto la Regione Veneto. All'ospedale di Mestre sono ricoverati 5 pazienti, tre di nazionalità ucraina, un tedesco, una persona in corso di identificazione. All'ospedale di Dolo: un paziente di nazionalità francese. All'ospedale spedale di Mirano un paziente di nazionalità croata
All'ospedale di Treviso, 5 pazienti, di cui due minori austriaci, uno spagnolo, un austriaco, un'ucraina. E infine all'ospedale di Padova: ricoverati due pazienti, una donna spagnola, una donna ucraina, una in corso di identificazione.
Nella notte è stato trasferito un paziente dall'ospedale di Treviso al centro grandi ustioni di Padova. Un ulteriore paziente è stata trasferita poco fa da Mestre a Padova (una donna ancora in corso di identificazione). Gli aggiornamenti, fa sapere la Regione, saranno resi noti alle 11 e alle 17 dei prossimi giorni, salvo evoluzioni.
Bus Mestre: impianto interno ha registrato dati
Nel bus precipitato dal cavalcavia ieri a Mestre, oltre a una scatola nera, c'era anche "un impianto che ha registrato dati, come quelli relativi alla velocità, alla posizione e alla frenatura, che restano salvati in cloud per sei mesi e messi a disposizione in tempo reale del Comune di Venezia". Lo spiega Massimo Fiorese, amministratore delegato della società proprietaria del mezzo. La scatola nera "mantiene in memoria registrazioni continue di quello che accade all'interno e all'esterno".
Bus Mestre: 1' di silenzio prima di Venezia-Parma
La Lega calcio di B del presidente Mauro Balata ha diffuso una nota per esprimere "il proprio profondo cordoglio per il grave incidente avvenuto a Mestre. Il pensiero va alle vittime, ai loro familiari e alla città di Venezia, territorio che fa parte della famiglia della Lega B attraverso il club del presidente Duncan Niederauer a cui va il nostro simbolico abbraccio".
Così, fa sapere la lega di B, in accordo con il Venezia è stato "disposto un minuto di silenzio da osservare prima della gara che i lagunari giocheranno con il Parma sabato 7 ottobre".
Bus precipitato a Mestre: 21 morti e 18 feriti, ipotesi malore dell’autista
Per la prefettura il bilancio del tragico incidente della scorsa notte a Mestre è di 21 morti, tra cui due minori, e 18 feriti. E' stata interrotta anche la linea ferroviaria, su cui il mezzo è caduto. Il bus si è incendiato dopo l'impatto. Era stato noleggiato per portare gli ospiti del campeggio "hu" di Marghera di ritorno da Venezia. Tra i documenti delle vittime, stando a quanto detto per primo dal sindaco brugnaro, ci sono documenti ucraini e di altri paesi stranieri. Tra le ipotesi sulle cause dell'incidente c'è quella di un malore dell'autista. Il mezzo sarebbe stato ibrido, a gasolio e gas metano. Tra le ventuno vittime del pullman precipitato ieri sera da un cavalcavia a Mestre c'è anche una giovane donna croata, di una ventina d'anni, in viaggio di nozze con il marito. Anche il coniuge, connazionale, sarebbe ricoverato in un ospedale veneto: è rimasto ferito nello schianto ma non si conoscono con precisione le sue condizioni.
Bus Mestre: ad La Linea, guardrail vecchio possibile concausa
Il guardrail del cavalcavia di Mestre "è vecchio, degli anni '50, e potrebbe essere stato una concausa dell'incidente". Lo afferma Massimo Fiorese, l'ad della società La Linea, proprietaria del bus precipitato. Fiorese propende per un malore dell'autista Alberto Rizzotto "che non mi risulta avesse problemi di salute, come confermano le visite annuali a cui veniva sottoposto, come tutti i suoi colleghi".
Per Fiorese, "quello che è successo è stato meno immaginabile di un meteorite". E' toccato proprio a lui, ieri sera, il riconoscimento della salma dell'autista che viveva coi genitori in provincia di Treviso.
Incidente Mestre: Comune Venezia, alloggio e supporto a familiari vittime
Il Comune di Venezia si occuperà di ospitare in strutture alberghiere tutti i familiari delle vittime dell'incidente di Mestre. Lo ha stabilito il sindaco Luigi Brugnaro. Per l'alloggio dei familiari delle vittime e dei feriti, d'accordo con la Protezione Civile, il Comune ha messo a disposizione il Pronto Intervento Sociale, attivo h24, alle ambasciate e consolati per le sistemazioni alloggiative, che saranno a carico del Comune.
La Protezione Civile del Comune di Venezia si occuperà dei trasporti dei familiari e contatterà le Asl per acquisire la disponibilità di psicologi dell'emergenza da impiegare fuori dalla sede ospedaliera. Oltre a questo il Comune ha messo a disposizione mediatori culturali e linguistici per favorire in ogni modo la comunicazione con i familiari. Inoltre l'Ulss 3 ha allestito in ospedale una sala di accoglienza per i familiari con psicologi e interpreti.
Incidente Mestre: procuratore Cherchi, anche esame dna per identità vittime
"Dare una identità alle vittime è difficile perché molti non avevano documenti con sé. Stiamo operando per il riconoscimento delle salme". Lo ha detto il procuratore di Venezia, Bruno Cherchi, nel corso della conferenza stampa convocata in seguito all'incidente, avvenuto ieri, del bus voltato giù dal cavalcavia, nel quale hanno perso la vita 21 persone e altre 15 sono rimaste ferite.
"Ci sono loro parenti presenti, ma è difficile dare dei nomi con certezza - ha affermato - per questo ho dato l'incarico al medico legale e alla polizia scientifica affinché, se è necessario, si ricorra all'esame del Dna".
"Oggi verrà disposta un'attività medico legale sia per l'attività ordinaria di controllo sia per identificare quanti erano privi di documenti", ha aggiunto.
Bus Mestre: psicologa Lorio, “Feriti chiedono dei loro cari tra angoscia e incredulità”
“I feriti chiedono dei loro cari tra angoscia e incredulità, nella sala accoglienza allestita dalla Regione Veneto nell'ospedale Dell'Angelo di Mestre per dare sostegno anche ai familiari delle vittime. Ma soprattutto piangono o restano in silenzio. Fanno domande, cercano notizie sulla sorte di mogli, mariti, figli ma con assoluta compostezza e tutto questo addolora, perché il silenzio parla e fa male". Rita Lorio, responsabile della Psicologia Ospedaliera del Dmpo Dipartimento medico presidio ospedaliero Mestre, fa parte del team dei 7 psicologi che da ieri si alternano con turni di 6 ore nell'ospedale Dell'Angelo per accogliere feriti e familiari delle vittime e fornire loro sostegno psicologico. Come si dice in questi casi è 'sul campo' per lenire ferite e dare speranza in tutte le lingue, dal tedesco al russo, dall'inglese all'italiano. "Sì perché i familiari di alcuni feriti vivono da anni in Italia - racconta la psicologa - ragione che ha spinto alcuni di loro a venire a Venezia per una vacanza in campeggio".
Bus Mestre: procuratore, “Accertamenti su velocità, andava lento per testi”
"A breve avremo la velocità del mezzo, ma dalla testimonianza di chi era all'esterno o viaggiava sui sedili del bus andava lentamente". È uno dei dettagli forniti da Bruno Cherchi, procuratore capo di Venezia, in merito all'incidente che ha coinvolto un bus a Mestre, precipitato da un cavalcavia a pochi passi dalla ferrovia, in cui hanno perso la vita 21 persone. Al momento sono stati sentiti i feriti meno gravi, gli otto in terapia intensiva saranno sentiti successivamente quando le condizioni di salute lo consentiranno.
Oltre ad accertare la velocità del mezzo verranno disposti accertamenti sulla salma dell'autista, così come sulle batterie al litio e le scatole nere presenti sul mezzo elettrico - "dobbiamo accettare se è un intervento ripetibile o no" specifica il procuratore capo - si procederà, inoltre, a controllare le condizioni del pullman sequestrato. "In questo momento stiamo cercando di fare le prime cose urgenti, rispetto alla situazione sanitaria, il resto potremmo farlo con più calma" con avviso alle parti e incarichi ai consulenti, conclude il procuratore.
Pm: “Sos da autista di un altro mezzo, gli ha lanciato estintore. Il mezzo andava piano”
"Il primo a dare i soccorsi è stato l'autista di un altro bus che è stato affiancato, non toccato, dal mezzo precipitato". Lo ha detto il Procuratore di Venezia Bruno Cherchi sull'incidente di ieri a Mestre. "Nel dare l'allarme - ha sottolineato - ha anche lanciato un suo estintore verso il mezzo precipitato, che sprigionava fiamme". Proprio le testimonianze escludono che il bus precipitato andasse veloce. "I testimoni - ha aggiunto Cherchi - hanno detto che andava piano, il tratto stradale prima è in salita e comunque, oggettivamente, non permette alte velocità. Comunque ci arriveranno i dati a certificare anche questo", ha concluso.
Prelievi del dna per accertare l’identità delle vittime
Il riconoscimento delle salme delle persone morte nell'incidente di Mestre "non è semplicissimo perché molti non avevano un documento". Così il procuratore di Venezia, Bruno Cherchi, spiegando che, proprio per agevolare gli accertamenti sull'identità delle vittime, "è stato disposto che i medici legali prelevino il dna qualora non si abbia certezza sulla salma”
Autopsia sull’autista ed esami tossicologici
"Sarà conferito al più tardi domani l'incarico per l'autopsia sul corpo dell'autista del bus precipitato a Mestre". Così il procuratore di Venezia Bruno Cherchi. "Si sta provvedendo - ha aggiunto - anche all'esame del suo cellulare e di quanto possa permettere di dare certezze su quanto è accaduto". "Parliamo di certezze - ha sottolineato - anche se in questi momenti vengono dette molte cose. Noi non parliamo di ipotesi".
Procuratore: “Stiamo sentendo i superstiti, solo tre o quattro sono in grado di parlare”
"Stiamo sentendo i superstiti, tutti feriti, e solo 3 o 4 sono in grado di parlare". Lo ha detto il Procuratore di Venezia Bruno Cherchi. "I carabinieri - ha rilevato - hanno il compito di sentire quelli ricoverati fuori comune, alla Polizia locale è stato affidato il compito di sentire quelli ricoverati a Venezia.
Nessuno - ha sottolineato - si è accorto di quanto stava accadendo, ma sono troppo pochi quelli in grado di parlare per avere ulteriori elementi. A noi ora interessa l'aspetto sanitario, poi l'approfondimento". Il bus precipitato dal cavalcavia di Mestre "andava lentamente", come hanno testimoniato le persone sopravvissute.
Bus Mestre: cordoglio ordine dei medici Venezia, sito listato a lutto
Cordoglio per le vittime della tragedia di Mestre e un grazie ai soccorritori arriva dall'Ordine dei Medici di Venezia, il cui logo sui social media è listato a lutto, in omaggio alle vittime. "Nei momenti drammatici, come sempre, entrano in scena i Vigili del fuoco, le ambulanze, le forze dell'ordine e tutto il personale degli ospedali che ricevono e curano le vittime. Loro in questi momenti ci sono sempre, con il loro impegno e la loro dedizione al dovere", afferma Giovanni Leoni, presidente dell'Ordine di Venezia e vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). "Ringraziamoli per quello che hanno scelto di fare nella vita - prosegue - questi e solo questi sono i corretti esempi per i più giovani, le persone con i più elevati ideali, quelli che contemplano altruismo e solidarietà, per la salvezza della nostra e di tutte le comunità", conclude.
Bus Mestre: procuratore, nessun urto con altri mezzi e non ci sono segni di frenata
Il bus precipitato dal cavalcavia a Mestre non ha avuto nessun impatto con altri mezzi prima dell'incidente, secondo quanto riferito dal procuratore di Venezia, Bruno Cherchi, in conferenza stampa. “Una fuoriuscita di gas dalle batterie al litio si è verificata sul bus precipitato dal cavalcavia”, ha chiarito ancora il procuratore. Il fascicolo è aperto per omicidio plurimo stradale. “Il mezzo è stato sequestrato in attesa di consulenze che possano certificare le condizioni del bus, così come le batterie al litio del mezzo elettrico su cui "occorre operare in sicurezza", e l'intera area - guardrail e parapetto esterno che dà sul baratro - "dal punto di contatto a quello di caduta", conclude Cherchi.
Bus Mestre: Zaia, ricorderò sempre la telefonata ricevuta “è una tragedia”
"Ringrazio il dottor Rosi, coordinatore del Suem 118, che mi ha avvisato subito della tragedia. Ricorderò per tutta la vita le sue parole 'è caduto un pullman, dalle registrazioni che abbiamo deve essere una tragedia'. Ed è così". Lo ha detto Luca Zaia, alla fine della sua visita all'ospedale di Mestre. Rispetto alle cause, "è giusto lasciare che la magistratura le chiarisca".
Bus Mestre, condoglianze di Zelensky a famiglie vittime
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso le sue "condoglianze a tutte le famiglie di tutte le parti del mondo" coinvolte nel terribile incidente di Mestre. "Sfortunatamente questa tragedia ha unito tanti paesi oggi", ha dichiarato Zelensky in diretta a Sky Tg24.
Bus Mestre, bollettino: 4 dei 15 feriti ancora da identificare
Quattro dei 15 feriti sono ancora da identificare, a rendere più complicato dare un nome a chi da ieri è ricoverato in un ospedale veneto dopo che il bus su cui viaggiava è precipitato da un cavalcavia di Mestre è che sul pullman viaggiavano turisti stranieri, ospiti di un camping poco distante. Le condizioni dei feriti sono piuttosto gravi - ben otto in terapia intensiva - tre i minori: una bimba ucraina di quattro anni è ricoverata a Padova, due fratellini tedeschi a Treviso. Il bilancio delle vittime è di 21 persone, anche in questo caso non tutte hanno un nome.
Zaia, attendiamo ma tutto fa pensare ad un malore. 'L'autista del bus abita a pochi chilometri da casa mia
Ha avuto contatti con i familiari dell'autista del bus precipitato? "Io no, peraltro abita a pochi chilometri di casa mia". Lo ha detto Luca Zaia.
"Adesso - ha aggiunto il presidente del Veneto - aspetteremo il lavoro dei tecnici e della magistratura per capire la dinamica. Tutto fa pensare a un malore, però è prudente non avanzare ipotesi e usare il condizionale", e considerare "il guasto tecnico o altri fattori".
I vigili del fuoco sul luogo della tragedia
(fotogramma)Zaia, a Padova bimba di 3 anni ustionata grave; oggi i pazienti divisi su cinque ospedali
"Da un lato abbiamo il tema del riconoscimento delle vittime, dall'altro quello di occuparci dei pazienti. Ringrazio i medici, non solo quelli intervenuti stanotte in strada, ma anche quelli negli ospedali che sono rientrati. A Treviso abbiamo svuotato il pronto soccorso e abbiamo dirottato pazienti. Oggi sono in cinque ospedali. A Padova abbiamo una bimba di tre anni grande ustionata, per cui siamo preoccupati". Lo ha detto il presidente Luca Zaia, fuori dall'ospedale di Mestre. Aggiunge il presidente del Veneto: “Tra i feriti 4 possono parlare, siamo preoccupati per 5-6 feriti gravi”.
Incidente Mestre: Zaia, riconoscente ringraziamento a soccorritori
“Ci sono uomini e donne della sanità del Veneto che da ieri sera stanno mettendo in campo energia, coraggio, abnegazione, preparazione tecnica, resistenza alla fatica. A tutti questi nostri professionisti, in questo momento di dolore, va tutta la nostra gratitudine. Hanno fatto e stanno facendo ancora di più di quanto si poteva loro chiedere". Con queste parole, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, rivolge il suo pensiero alla macchina dei soccorsi che si è immediatamente attivata per intervenire sul tragico incidente del bus a Mestre.
"Un grande plauso anche ai fondamentali Vigili del Fuoco, alle forze dell'ordine, ai rappresentanti delle Istituzioni impegnati in queste ore. Molte vite sono purtroppo state perdute - aggiunge - ma quelle che si sono salvate lo devono a soccorsi veloci, efficienti, caratterizzati da un'organizzazione encomiabile e da una grande capacità d'interazione".
Incidente Mestre: al vaglio pm coinvolgimento altro mezzo
“E’ al vaglio della procura l’ipotesi del coinvolgimento di un altro mezzo nell’incidente di Mestre”. Lo dice il prefetto di Venezia, Michele Di Bari, rispondendo alle domande dei cronisti al termine della conferenza stampa convocata per fare il punto sulla strage del bus precipitato dal cavalcavia a Mestre, nella serata di ieri. "Come sempre accade in queste tragedie c'è attività pm che farà gli accertamenti su tutta la vicenda - ha affermato - Su questo credo che la magistratura darà le notizie più appropriate al momento giusto"
I vigili del fuoco sul luogo della tragedia
(fotogramma)
Mestre: bollettino, dei 15 feriti sono 8 in terapia intensiva
Ben otto dei 15 feriti dell'incidente che ha coinvolto ieri un bus sul cavalcavia di Mestre sono in terapia intensiva. Lo si apprende da fonti ospedaliere. Sia le vittime (21) che i feriti sono in gran parti stranieri di diverse nazionalità tra cui ucraini, tedeschi e spagnoli. Stamane all'ospedale dell'Angelo a Mestre, dove si trovano sei dei feriti (tre in intensiva) sono arrivati i primi parenti delle vittime per i quali è stato garantito un supporto psicologico con sette psicologi e tre psichiatri.
Incidente Mestre: Prefetto, ci saranno 3 giorni di lutto
Sono 21 i deceduti nell'incidente del bus di Mestre, di cui due minorenni non ancora identificati e sette identificati: cinque cittadini ucraini, l'autista italiano e un cittadino tedesco. Lo ha riferito ai giornalisti il prefetto di Venezia, Michele Di Bari. Dei 15 feriti, quattro sono ucraini, uno tedesco, un francese, un croato, due spagnoli e due austriaci. Undici sono identificati e quattro da identificare. Tre sono minorenni, di cui una ucraina ricoverata a Padova e due tedeschi a Treviso.
Incidente Mestre: sindaco Monteforte, strage che genera ricordi terrificanti
"L'incidente del pullman a Mestre è una notizia struggente, una di quelle capaci di generare ricordi terrificanti e indelebili. Siamo fortemente vicini alle famiglie delle vittime di questa tragedia, ancor di più perchè abbiamo provato sulla nostra pelle, dieci anni fa, il dolore e lo strazio della strage di Acqualonga. Ancor più devastante è il dolore per la scomparsa di due bambini tra le 21 vittime: non riusciamo e non possiamo accettare che due giovanissime vite siano state spezzate così". Lo scrive in un post sui social Costantino Giordano, sindaco di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino, in merito all'incidente di Mestre. Il 28 luglio 2013, un autobus di pellegrini di ritorno da Pietrelcina precipitò dal cavalcavia Acqualonga, causando la morte di 40 persone.
Mestre, Piantedosi: immagini drammatiche, si capiranno cause e responsabilità
Le immagini dell'incidente di Mestre "sono drammatiche. Il tragico incidente di ieri ha spezzato vite umane, tra queste anche quella di un neonato. Il mio pensiero va alle famiglie delle vittime e a tutti i feriti, alcuni di loro stanno lottando tra la vita e la morte". E' quanto afferma, su Facebook, il ministro dell'interno Matteo Piantedosi. "Non vorremmo mai assistere ad episodi drammatici come questo. Ci sarà tempo e modo per individuarne le cause e le eventuali responsabilità", intanto Piantedosi ringrazia forze dell'ordine e vigili del fuoco "che fin da subito hanno avviato le operazioni di recupero di tutte le persone presenti all'interno del mezzo.
Bus Mestre, acquisite due scatole nere sul pullman.
Acquisite due scatole nere sul pullman che chiariranno meglio quanto accaduto a Mestre.
Ad società bus, da video guard rail sembra ringhiera: "Dalle immagini si vede il pullman che si appoggia"
"Dai video il guard rail sembra una ringhiera, le immagini dei filmati che abbiamo visionato mostrano il pullman che si appoggia alla protezione che è quasi una ringhiera". Così all'ANSA l'amministratore delegato de La Linea, Massimo Fiorese, sollevando dubbi sul guard rail a protezione del cavalcavia di Mestre che il pullman ha sfondato precipitando. La Linea è l'azienda di trasporto che svolgeva questo servizio dedicato ai turisti tra il camping di Marghera e Venezia.
Incidente Mestre: ambasciatore tedesco a Roma, tragedia immane
"Non ci sono parole per l'immane tragedia avvenuta ieri sera a Mestre. Esprimo il mio più sentito cordoglio alle vittime e le loro famiglie". Lo ha scritto su X-Twitter l'ambasciatore tedesco a Roma, Hans-Dieter Lucas, commentando il terribile incidente del bus precipitato da un cavalcavia a Mestre e poi andato a fuoco, nel quale sono morte 21 persone. Al momento, tra le vittime, risulta anche una persona di nazionalità tedesca.
Bus Mestre, assessore Mobilità: “Dinamica potrebbe essere legata a traffico”
"O è un malore o è una dinamica legata al momento di grande traffico". Lo ha detto all'Adnkronos l'assessore alla Mobilità del Comune di Venezia, Renato Boraso, a proposito dell'incidente avvenuto ieri sera sul cavalcavia Rizzardi vicino alla stazione di Mestre, in cui hanno perso la vita 21 persone. "Da quello che ho visto" dalle immagini riprese dalle telecamere, quello in cui il bus stava transitando sul cavalcavia "era un momento di grandissimo traffico". Si vede che "c'è stato un affiancamento", dice l'assessore, precisando però di non avere le competenze per comprendere cosa abbia determinato l'incidente. "Io mi sono fatto un'idea del traffico, speriamo che la procura capisca bene cos'è successo". La strada sul cavalcavia è a doppia corsia, ma a causa dei lavori in corso in un punto precedente a quello dell'incidente il traffico era ridotto solo su una. Il restringimento però - spiega Boraso - "c'è molto prima" del punto in cui il pullman è precipitato, ovvero quello della "discesa, tutto dritto". Al momento dell'incidente - dice - "il bus viaggiava a destra, lungo un rettilineo. La velocità era bassa", sia a causa del traffico, sia perché "in questa zona non puoi correre".
Incidente Mestre: allestita sala accoglienza parenti vittime
La Regione Veneto ha allestito e già attivato all'Ospedale dell'Angelo un servizio di accoglienza e una sala dedicata per i parenti delle vittime della tragedia del bus di Mestre. Nell'androne del nosocomio è attivo il punto di prima accoglienza che indica alle persone dove rivolgersi. In questi minuti sono già molte quelle arrivate all'ospedale. Per loro è stato attivato anche un servizio di interpretariato in lingua tedesca, ucraina, spagnola e francese. I parenti sono assistiti da un Team di specialisti composto da sette psicologi e tre psichiatri.
Bus Mestre: l'Aula del Senato osserva un minuto di silenzio
L'Aula del Senato in apertura dei lavori ha osservato un minuto di silenzio per le vittime dell'incidente avvenuto a Mestre dove ieri sera un bus è precipitato da un cavalcavia. Il presidente di turno Maurizio Gasparri ha parlato di "immane tragedia" e ha ricordato che ci sono state "21 vittime, feriti anche minori. Siamo tutti molto commossi".
Bus Mestre, riattivata la linea navetta del campeggio
È ripreso il servizio di bus navetta che dallo Hu camping di Marghera porta a Venezia, con un autobus elettrico uguale a quello precipitato ieri sera dal cavalcavia di Mestre. Ai turisti la struttura offre un biglietto che viene dato all'autista al momento della salita nel mezzo. "Siamo colleghi, ma lo conoscevo soltanto di vista" ha detto ai giornalisti il conducente del bus, a proposito di Alberto Rizzotto, l'autista vittima dell'incidente. "Eravamo dipendenti di due società diverse, io de La Linea, lui di Martini, anche se hanno la stessa proprietà", ha concluso.
Alberto Rizzotto, 40 anni, l'autista morto nell'incidente
(ansa)Il 118 Veneto: “Siamo al lavoro per identificare 14 morti e 4 feriti senza nome”
"Come 118 stiamo cercando di recuperare tutte le informazioni per stabilire l'identità delle vittime. Ci sono ancora 14 morti e 4 feriti ancora senza un nome. Un'attività marginale, certo, di supporto alle Forze dell'Ordine ma necessaria viste le condizioni. Il magistrato nominerà un perito incaricato di eseguire il riconoscimento, attraverso impronte dentali e digitali. Un lavoro fatto di concerto con la polizia scientifica". Paolo Rosi, direttore del 118 Regione Veneto, il giorno dopo la strage di Mestre è stremato. "Ho dormito pochissimo - confida all'Adnkronos - chi fa il mio mestiere di tragedie ne vede tante ma un episodio così straordinario con vittime ustionate, tra cui minori, è davvero straziante. Un bambino di appena 1 anno è morto, un'altra bambina di soli 4 anni è gravissima all'ospedale di Padova. Solo a Treviso una bambina non desta preoccupazioni, a parte qualche frattura. Ma qui è stata l'apocalisse".
I vigili del fuoco sul luogo della tragedia
(fotogramma)
Zaia: “Sarà lutto nazionale”
"Ho fatto issare le bandiere a mezz'asta sugli edifici della Regione e ho chiesto anche ai sindaci del Veneto. E' stato proclamato lutto cittadino ma penso che ci stia anche un lutto nazionale. Di fronte a una tragedia come questa, dobbiamo mostrare rispetto per le vittime è fondamentale". Lo ha detto il Presidente del Veneto, Luca Zaia, intervenendo nel corso di Non Stop News su RTL 102.5.
L’ad de La Linea: “Nelle immagini si vede il bus che frena”
"Nessuno sa ancora esattamente cosa sia successo, quello che sappiamo è che c'era una telecamera fissa sul cavalcavia. Da quel che ho visto delle immagini, per quel poco che si può vedere, si vede il bus arrivare a meno di 50 km/h, si vedono gli stop che si accendono, quindi avrebbe frenato. Poi si vede che il mezzo si 'appoggia' al guardrail, si ribalta e cade giù". Così a LaPresse Massimo Fiorese, amministratore delegato dell'azienda La Linea Spa, la società di proprietà del bus volato giù dal cavalcavia a Mestre ieri sera. "Specifico che l'autobus non ha preso fuoco, ha fatto solo qualche fiammella. Essendo elettrico, se avesse preso completamente fuoco sarebbe stata una tragedia anche peggiore", aggiunge Fiorese. Per il momento il bilancio della tragedia è di 21 morti e 15 feriti, tra le vittime anche l'autista Alberto Rizzotto.
Fiori sul luogo della tragedia
Biserni (Asaps), un tema è guard-rail troppo basso: “Alto un metro non può contenere un veicolo del genere”
"Parliamo di ipotesi, ma da quello che abbiamo potuto accertare attraverso i nostri referenti era un guardrail a unica onda altezza metro e non tripla, come sarebbe stato necessario per il contenimento di un veicolo che può raggiungere le 18 tonnellate". Lo dice all'Ansa Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, amici e sostenitori della Polizia stradale, sull'incidente del pullman precipitato ieri sera da un cavalcavia a Mestre.
"Dipende dall'angolatura che prende, un guardrail così può contenere un'auto, ma un bus del genere è difficile che possa essere contenuto e lo dimostrano anche altri incidenti simili. Andrebbero cambiati, sarebbe il nostro auspicio, ma i costi sono altissimi", aggiunge. Poi c'è "il fattore umano, che andrà indagato. Ogni conducente sotto i 50 anni deve essere sottoposto ad una verifica sanitaria ogni 5 anni e poi ci sono i controlli a sorpresa, su assunzione di alcol e stupefacenti". "Un grande aiuto lo daranno le telecamere".
Due fratellini rimasti orfani e 4 adulti gravi in ospedale Treviso
Tra le persone che si trovavano ieri sera a bordo del bus precipitato dal cavalcavia di Mestre e ricoverate all'ospedale di Treviso, ci sono quattro adulti e due fratellini tedeschi di 7 e 13 anni. Questi ultimi hanno entrambi riportato fratture del femore e traumi lombari, sono stati operati durante la notte e adesso sono giudicati fuori pericolo. Sono supportati dal servizio psicologico data la perdita di entrambi i genitori. Tra gli adulti trasportati c'è una donna spagnola con ustioni sul 60% del corpo, trasferita in seguito al centro specializzato di Padova. Gli altri sono ancora due spagnoli ed un ucraino, tutti con fratture costali e vertebral; si trovano nel reparto di terapia intensiva, in prognosi riservata.
Mestre, tra i feriti due bambine di 3 anni e un 13enne
Tra i feriti anche due bambine di 3 anni e un 13enne.
Ulss Serenissima: “In ospedale di Mestre 6 feriti, 4 gravissimi”
Ulss Serenissima: “In ospedale di Mestre 6 feriti, 4 gravissimi”.
"Dopo lo strazio dei soccorsi ora ci aspetta la parte più difficile: il ricongiungimento delle vittime con i familiari, quasi tutti stranieri. I feriti o non sono in condizioni di parlare oppure lo fanno a stento, per lo più in lingua ucraina. Per questo motivo abbiamo già attivato un servizio di interpreti ucraini e russi. C'è molto da fare per la gestione dei familiari, gravosa e penosa per il numero di morti e feriti, per le condizioni dei sopravvissuti e che per questo motivo richiede anche un supporto psicologico. All'ospedale dell'Angelo di Mestre ancora non si vede il via vai di familiari e amici ma solo perché le vittime si trovavano nelle nostre zone in vacanza. Da questa notte non ci siamo mai fermati e non lo faremo, c'è troppo lavoro da fare, sebbene il triste bilancio sia ormai consolidato". Così all'Adnkronos Giulio Giuliani, responsabile comunicazione dell'Ulss Serenissima di Venezia, il giorno dopo la strage sul cavalcavia di Mestre.
Tra i feriti 4 in rianimazione: tutti tra 20 e 30 anni
I quattro feriti più gravi nell'incidente del pullman precipitato ieri sera sarebbero tutte persone maggiorenni, tra i 20 e i 30 anni. Secondo quanto si apprende, tre sono ricoverate in Rianimazione all'ospedale dell'Angelo di Mestre e uno a Dolo.
Tra i morti due bambini e una ragazza minorenne: 7 finora le vittime identificate
Ci sono due bambini - un neonato di pochi mesi, e un 12enne - ed anche una ragazza minorenne tra le 21 vittime dell'incidente del pullman avvenuto a Mestre. Lo riferisce all'Ansa Paolo Rosi, coordinatore del Suem 118 Veneto. Non ci sono stati nuovi decessi nella notte tra i 15 feriti portati negli ospedali della regione. Quattro di essi, in terapia intensiva, non sono ancora stati identificati. Tra le 21 vittime, sono 7 quelle che hanno già un nome certo. Oltre a queste c'è una donna austriaca che si ritiene sia la mamma di due bambine, di 13 e 3 anni, ricoverate a Treviso, in condizioni non gravi.
Zaia annulla appuntamenti, bandiere mezz'asta
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha comunicato di aver annullato tutti gli appuntamenti odierni in segno di lutto per il tragico incidente del pullman accaduto ieri sera a Mestre.
Su indicazione dello stesso Zaia, le bandiere delle sedi regionali sono state poste a mezz'asta. Il nuovo calendario degli impegni pubblici del Governatore sarà reso noto appena approntato.
Kiev conferma, a Mestre morti 5 ucraini, i feriti sono 3
Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko ha confermato che cinque ucraini sono rimasti uccisi e tre feriti nell'incidente del bus a Mestre. Lo riferisce Rbc-Ucraina. I consoli ucraini stanno attualmente collaborando con le forze dell'ordine italiane per chiarire tutte le circostanze dell'incidente, ha detto il portavoce.
Arrivati i primi parenti al camping che ospitava le vittime dell’incidente
I primi parenti delle 21 vittime e dei 15 feriti coinvolti ieri nell'incidente che ha visto protagonista un autobus a Mestre stanno arrivando alla struttura Hu Venezia camping in town, dove i turisti stavano rientrando dopo una gita a Venezia. Ci vorrà tempo perché si tratta di persone che vivono all'estero: a bordo di quel bus c'erano ucraini, tedeschi, francesi, croati, spagnoli e austriaci. Da parte del gruppo Human Company, proprietario del camping che ospitava, c'è la massima disponibilità ad accogliere e a supportare i parenti insieme al Comune di Venezia che offrirà anche aiuto psicologico.
L'autista e i campeggiatori: chi sono le vittime
Quando le fiamme dell’autobus sono state domate e i feriti trasportati con urgenza in ospedale, è arrivato il momento straziante del riconoscimento delle vittime. Per i familiari dei sopravvissuti è iniziata invece una notte di preghiera e di speranza, benedetta dall’arrivo del patriarca di Venezia Francesco Moraglia.
Identificati 11 dei 15 feriti: molti gravi, due in terapia intensiva
Sono 11 le persone identificate tra le 15 rimaste feriti nell'incidente che ieri ha coinvolto un bus a Mestre, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Si tratta di 11 stranieri, in particolari di quattro ucraini (due donne, un uomo e una minore), un tedesco, una francese, un croato, una coppia spagnola e due minori (maschio e femmina) di origine austriaca. Molti di loro si trovano in rianimazione, in particolare due sono stati operati nella notte a Padova e sono ricoverati in terapia intensiva.
Per quanto riguarda le 21 vittime solo sette di loro sono state identificate, si tratta di 4-5 ucraini (sulla nazionalità di una delle quattro donne permane incertezza), un tedesco e l'autista del bus, Alberto Rizzotto, 40 anni, originario di Conegliano, in provincia di Treviso, e residente a Tezze di Vazzola. Il bus stava rientrando al camping Hu, dove i turisti alloggiavano, quando per cause ancora da accertare non ha percorso la strada dritta davanti a sé ma è precipitato per alcuni metri nel vuoto prima di prendere fuoco.
Comandante dei pompieri: “Complicata l’estrazione delle persone, tra le difficoltà il fatto che il pullman fosse elettrico”
"L'estrazione delle persone è stata complicata". A dirlo è il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mauro Luongo, mentre le bare con all'interno le salme dell'incidente del pullman avvenuto a Mestre man mano venivano portate via a bordo di alcuni furgoni della Protezione civile. Luongo racconta che il pullman "era abbastanza pieno: abbiamo contato 39 persone tra cui anche qualche minore". Si è trattato di un'operazione complessa. "Tra le difficoltà il fatto che il pullman era elettrico - spiega - quindi con le batterie. Purtroppo hanno preso fuoco con l'impatto. Le batterie hanno delle criticità quando sono calde. Ecco perché le operazioni - conclude - sono state un po’ più lunghe per rimuovere il mezzo"
Prefetto di Venezia: anche spagnoli e austriaci tra feriti
"Tra i 15 feriti, 11 sono stati già identificati: 4 ucraini, 1 tedesco, 1 francese, 1 croato, 2 spagnoli e 2 austriaci". È quanto fa sapere il prefetto di Venezia, Michele Di Bari, in collegamento a Tg1 Mattina.
Rimosso l'autobus precipitato sotto il cavalcavia a Mestre: sollevato con due gru e posto su un tir per portarlo in deposito
Sono stati rimossi nel corso della notte i resti del pullman precipitato ieri sera da un cavalcavia a Mestre. Il mezzo è stato sollevato dopo ore di lavoro ininterrotto dalle squadre dei vigili del fuoco con il supporto di due gru e poi posto su un pianale per essere portato in un deposito.
Morti 21 passeggeri, due sono bambini, 15 feriti di cui 5 gravi
È di 21 morti, due sono bambini, e 15 feriti, di cui 5 gravi, il bilancio dell'incidente avvenuto a Mestre. Il pullman, precipitato dal cavalcavia, era stato noleggiato da 40 turisti, molti stranieri, che si trovavano nel camping Hu di Marghera.
Colleghi dell'autista sotto shock: “Era esperto”
I colleghi lo definiscono un autista esperto che svolgeva l'attività da 7 anni. Sono tanti i messaggi che in queste ore stanno comparendo in rete per ricordare Alberto Rizzotto, il 40enne originario di Conegliano ma residente a Tezze sul Brenta che si trovava alla guida del bus precipitato ieri sera a Mestre. Un indicente costato la vita a 21 persone. "Così orgoglio del tuo lavoro, dovevi portarci tutti nel tuo autobus alla festa della classe", le parole di Laura. Rizzotto era dipendente della Martini Bus che aveva noleggiato il mezzo alla società La Linea con una quale aveva un contratto per il trasporto dei turisti a Venezia.
Un operaio: “Ho salvato una bambina dalle fiamme”
Un operaio gambiano che, assieme ad un collega, si è trasformato ieri sera in uno degli eroi dei soccorsi ai turisti del pullman precipitato dal cavalcavia di Mestre. Boubacar Toure ha raccontato al Gazzettino di aver aiutato i vigili del fuoco intervenuti per primi sul mezzo in fiamme a portar fuori dal mezzo quattro persone, tra le quali una bambina, che poi ha affidato ai sanitari del 118. "Oltre a loro sono riuscito a portar fuori anche un cagnolino" ha detto il giovane.
I due operai, terminato il turno - la fabbrica dista qualche centinaio di metri dal luogo dell'incidente - hanno visto quasi in diretta la scena dello schianto, e subito sono corsi verso il pullman che si era incendiato, per cercare di dare un aiuto. "Ho visto l'autista, nella cabina del pullman, ma era già morto - ha raccontato Boubacar -. Il vigile del fuoco allora mi ha detto che dovevamo pensare ai vivi, ai feriti, così l'ho aiutato ad estrarre quelle persone, per portarle all'esterno".