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Strage di Mestre, ora il Comune studia la chiusura del varco lungo il guardrail

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Quello ancora aperto si trova alcuni metri dopo il punto dal quale è precipitato il bus pieno di turisti. L'assessore: "Valuteranno gli uffici". Indagini sulla parte di marciapiede crollata
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Uno degli elementi al centro dell’inchiesta sulla tragedia di Mestre è il varco di circa due metri che, in alcuni punti, separa in due il guardrail. La procura, nel disporre una perizia sulle barriere di protezione del viadotto, cercherà di capire se questo spazio abbia influito sulla dinamica che ha portato la navetta piena di turisti a precipitare nel vuoto, causando 21 morti e 15 feriti. Ma intanto il Comune valuta se “chiudere” un altro varco che si trova alcuni metri più avanti rispetto al luogo dell’incidente. “Gli uffici tecnici stanno valutando se chiuderlo”, spiega l’assessore alla Mobilità Renato Boraso, che ribadisce: “Ma non chiamatelo ‘buco’. Erano varchi che, quando venne realizzata l’opera, servivano per motivi di sicurezza e manutenzione. Il nuovo progetto non li prevede”.

Riguardo all’inchiesta sulla navetta precipitata, aggiunge: «Siamo a disposizione della procura per gli atti. Ma sono anche ore di an…

Uno degli elementi al centro dell’inchiesta sulla tragedia di Mestre è il varco di circa due metri che, in alcuni punti, separa in due il guardrail. La procura, nel disporre una perizia sulle barriere di protezione del viadotto, cercherà di capire se questo spazio abbia influito sulla dinamica che ha portato la navetta piena di turisti a precipitare nel vuoto, causando 21 morti e 15 feriti. Ma intanto il Comune valuta se “chiudere” un altro varco che si trova alcuni metri più avanti rispetto al luogo dell’incidente. “Gli uffici tecnici stanno valutando se chiuderlo”, spiega l’assessore alla Mobilità Renato Boraso, che ribadisce: “Ma non chiamatelo ‘buco’. Erano varchi che, quando venne realizzata l’opera, servivano per motivi di sicurezza e manutenzione. Il nuovo progetto non li prevede”.

Riguardo all’inchiesta sulla navetta precipitata, aggiunge: «Siamo a disposizione della procura per gli atti. Ma sono anche ore di ansia in attesa dei risultati dell’autopsia», cioè gli esami su Alberto Rizzotto, il conducente della navetta, unico italiano tra le vittime. Su tre varchi, dunque, uno è quello in prossimità dell’incidente, dove l’area è sotto sequestro. Un altro è precedente e di fatto sarà superato dai lavori di ammodernamento e “messa a norma” che riguardano l’intero cavalcavia. L’ultimo, tuttora aperto, è invece ben visibile e successivo di alcuni metri al luogo della tragedia. Su questo punto i tecnici decideranno se e come intervenire.

Il marciapiede crollato

Intanto la Polizia locale, anche oggi, ha effettuato rilievi sul punto dal quale è precipitato il bus. Nei 50 metri di cavalcavia “strisciati” dal mezzo sono stati individuati 27 elementi tra segni delle ruote, pezzi di una porta, uno specchietto retrovisore, un bullone del guardrail. In prossimità del precipizio, è invece ben visibile una porzione di marciapiede letteralmente crollata: la perizia stabilirà come ha influito sulla caduta nel vuoto della navetta.  Per chi fa le indagini è evidente che il marciapiede ha una potenza di carico limitata, che può tenere pedoni e biciclette ma non un autobus di tredici tonnellate. Dalla scatola nera del bus è stata estratta la scheda di gestione. Il telefono dell'autista, provvisto di due schede Sim, è stato acquisito e sono stati sentiti dei testimoni.

Il video della Control room

Tra gli elementi raccolti c'è il video tratto dalla telecamera della “Control room” della polizia locale, al quale, attraverso la scatola nera, dovrebbero venire aggiunti quelli delle telecamere interne del mezzo e quelli di cittadini che hanno ripreso la scena, non ritenuti comunque fondamentali. Sono stati sentiti, e hanno fornito “sommarie informazioni”, un ferito e l'autista del bus fermo che si è visto passare a destra il mezzo con i turisti e lo ha visto precipitare. Vi era anche un uomo delle forze dell'ordine fuori servizio che ha assistito a quanto accaduto. “Credo che i tempi per il rimpatrio saranno brevissimi, è in corso di predisposizione la documentazione, entro domani sera (sabato 7 ottobre, ndr) tutte le salme saranno ricomposte e saranno nell'obitorio dell'ospedale di Mestre, e da quel momento in poi è opportuno che siano trasferite”, ha spiegato ai giornalisti il prefetto di Venezia, Michele Di Bari, a proposito delle vittime dell'incidente del bus. “Ho suggerito di attendere domani - ha aggiunto - perché domani alcuni familiari raggiungeranno Mestre, e quindi per dare loro la possibilità di vedere per l'ultima volta i propri cari”. “Le salme - ha poi detto Di Bari - potrebbero ripartire da domenica” e il Comune “si è detto disponibile a sostenere le spese”, comprese quelle “dell'alloggio per i familiari arrivati a Venezia”.

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