Trentamila tra artisti, scrittori, musicisti e registi proveniente da 161 Paesi con le loro opere stanno per arrivare sul nostro satellite preferito. Il primo allunaggio è previsto per dicembre: a questo ne seguiranno altri tre. Hanno l’ambizione di far conoscere a eventuali alieni la Terra. Attraverso l’arte.
Il progetto si chiama, appunto, The Lunar Codex e arriverà sulla Luna a bordo di razzi senza pilota. Il loro contenuto – miniaturizzato – racconterà la storia del mondo, il nostro mondo, attraverso opere di arte figurativa, poesia, musica, film, persino podcast.
L’idea è venuta a un fisico (che ha conseguito il dottorato di ricerca in fisica presso l'Università del Galles) e poeta canadese, Samuel Peralta, che, attraverso gallerie ed editori, ha contattato gli artisti chiedendo di partecipare al progetto. Alcuni hanno preso la proposta per uno scherzo, altri hanno aderito entusiasti, altri ancora si sono proposti da soli. Ci sarà anche l’Ucraina devastata dalla guerra, poesie da Paesi stravolti dai cambiamenti climatici, e poi riviste, immagini, dipinti, oltre a una raccolta di poesie da ogni continente. Qualche scetticismo lo hanno provocato proprio le scelte: non ci sono per dire i grandi classici della letteratura. Ma le opere dovrebbero riuscire a raccontare, negli intenti dell’ideatore, la vita sulla Terra.
Il precedente
La Luna già dal 1969 ospita opere d’arte della Terra grazie al The Moon Museum, una piastrella di ceramica che reca incisi disegni di Forrest Myers, Andy Warhol, Claes Oldenburg, Robert Rauschenberg, David Novros e John Chamberlain. Era stata portata dalla Missione Apollo 12, attaccata al modulo lunare, e lasciata lì. Nel 1971 era stata invece depositata dall’equipaggio dell’Apollo 15 sulla sua superficie l’opera "Fallen Astronaut” (L'astronauta caduto), una scultura in alluminio dell'artista belga Paul van Hoeydonck.
La tecnologia ‘NanoFiche’
La tecnologia utilizzata da The Lunar Codex è la NanoFiche: "NanoFiche è una tecnologia analogica che memorizza ordini di grandezza di più contenuti nello stesso spazio delle microfiche, è impermeabile alla temperatura e all'umidità e ha un fattore di degradazione vicino allo zero”, spiega Peralta. "Come mezzo di archiviazione, si può prevedere che duri centinaia di migliaia di anni, se non di più. Alcuni lo hanno definito il mezzo migliore per un archivio di milioni di anni”. La micrografia di un disco NanoFiche di nichel ha le dimensioni di una monetina: contiene centinaia e centinaia di piccole immagini quadrate, ciascuna di dimensioni 2Kx2K pixel, in gruppi di tre: un canale ciascuno per il rosso, il verde e il blu.
Un sogno condiviso
“Sognavo di andare sulla Luna e sapevo che un giorno sarebbe stato possibile. Condivido quel sogno con molti artisti, autori, musicisti e registi di cui amo il lavoro”, racconta Samuel Peralta. “Il Lunar Codex è quel sogno realizzato, una raccolta di opere di decine di migliaia di artisti creativi da tutto il mondo, lanciate in capsule temporali sulla Luna”.
La Nasa (National Aeronautics and Space Administration) prevede, con il programma Artemis, di riportare gli esseri umani sulla Luna nel 2026, per la prima volta dopo oltre 50 anni. Parallelamente al programma Artemis, tra il 2023 e il 2026 la Nasa invierà strumenti scientifici sulla Luna. E lo farà tramite partner del Commercial Lunar Payload Service (Clps), come Astrobotic Technologies e altri. I loro lander lunari verranno lanciati come carico utile di piattaforme missilistiche commerciali dalla United Launch Alliance (ULA) o SpaceX. Insieme agli strumenti della NASA, queste missioni trasporteranno carichi commerciali, comprese le capsule temporali che compongono il Lunar Codex.