Cronaca

La morte di Dirk Hamer: gli spari, il processo a Vittorio Emanuele, il documentario di Netflix

Dirk Hamer in ospedale
Dirk Hamer in ospedale 

Da quella notte in Corsica nell’agosto del 1978 alla morte del 19enne tedesco, fino alla miniserie che cerca di mettere in fila i fatti e di raccontare cosa accadde veramente

3 minuti di lettura

Dirk Hamer, ragazzo tedesco di 19 anni, uno dei quattro figli del medico e teologo tedesco Geerd Hamer, morì il 7 dicembre 1978: era stato ferito nella notte tra il 17 e il 18 agosto dello stesso anno in una sparatoria sull’isola di Cavallo, in Corsica. Vittorio Emanuele di Savoia fu accusato di aver sparato da un'imbarcazione vicina a quella del 19enne tedesco. Finito a processo venne poi assolto.

Il libro e la serie Netflix

Tutta la storia è raccontata nel libro Il Principe – La vera storia di Vittorio Emanuele, scritto da Birgit Hamer, sorella di Dirk Hamer, con la prefazione di Beatrice Borromeo Casiraghi, che poi diretto una miniserie su Netflix, dedicata appunto alla vicenda umana e giudiziaria legata al fatto di cronaca avvenuto 46 anni fa.

Quella terribile notte

Il 17 agosto 1978 Vittorio Emanuele si trovava al largo dell’Isola di Cavallo, in Corsica, con il suo yacht: nello stesso posto si trovavano anche il Mapagia, imbarcazione in cui a bordo c’erano alcuni turisti tedeschi tra cui Dirk, e il Coke del medico romano Nicky Pende, ex marito di Stefania SandrellI, e alcuni ospiti. Sono loro a prendere “in prestito” lo Zodiac (un gommone) di Emanuele Filiberto, figlio del Principe, per arrivare fino il porticciolo. A questo punto Vittorio Emanuele (all’epoca in esilio), sale sul Coke di Nicky Pende con la sua carabina: vuole avere spiegazioni, ma subito inizia una colluttazione e Savoia, come dichiarò lui stesso, spara un colpo per “intimorire gli avversari".

Lo sparo che colpisce Hamer

Nicky Pende si getta allora su Vittorio Emanuele: parte un secondo colpo che raggiunge a una gamba un giovane che si trova sull'imbarcazione vicina: è Dirk Hamer. Il proiettile gli recide l’arteria femorale, e poi gli si conficca nel coccige. Hamer viene portato all'ospedale di Ajaccio e poi a quello di Marsiglia: le condizioni peggiorano di giorno in giorno: alla fine raggiunge una clinica di Heidelberg, in Germania, dove morirà l'8 dicembre 1978. Questo perché, invece di essere immediatamente trasportato in elicottero o in aereo o con un motoscafo veloce in un grande ospedale attrezzato, Hamer fu curato da un medico locale, in Corsica: “Dopo otto ore, fu messo nelle mani di un chirurgo ottantenne che si limitò a suturargli la ferita, mentre avrebbe dovuto fargli un bypass”, raccontò a Repubblica Nicky Pende. E così la gamba andò in cancrena e cominciò quell'atroce agonia che sarebbe durata 111 giorni.

Il processo

Il processo viene poi celebrato 13 anni dopo: l’unica presente era Brigitte, sorella di Dirk, e gli altri due fratelli: il padre era infatti morto per cancro, la madre, anche lei medico, fulminata da un attacco cardiaco. Vittorio Emanuele venne alla fine prosciolto dalle accuse di omicidio nel novembre del 1991 dalla Corte d'Assise di Parigi e condannato solo a 6 mesi di carcere per il porto abusivo della sua arma da fuoco, usata al di fuori della propria abitazione.

Vittorio Emanuele di Savoia durante il processo nel 1991
Vittorio Emanuele di Savoia durante il processo nel 1991 

"Nessuna ricerca del colpevole”

“Dovevo morire io al posto di quel ragazzo, era me che voleva colpire quel vigliacco, voleva darmi una lezione”, raccontò ancora Pende a Repubblica. Un processo che sempre Pende definì “comprato, una barzelletta, una vergogna”, domandandosi perché la magistratura francese, dopo avere assolto Vittorio Emanuele, “non abbia alzato un dito per cercare il vero colpevole”. E chiedendo un po' di giustizia anche per sé: “La nostra fu raccontata come una lite fra due gaudenti che conducevano una vita futile, mentre invece è esplosa perché quella notte c'era una persona che girava armata e non ha esitato a fare fuoco e a uccidere”.

Le intercettazioni a Potenza

Il 21 giugno 2006, poi, mentre Vittorio Emanuele era in custodia nel carcere di Potenza per un’altra vicenda giudiziaria – il pm John Woodcock lo aveva arrestato per lo scandalo Vallettopoli, una brutta storia di corruzione e sfruttamento della prostituzione – parlando con i suoi amici dentro il carcere e non sapendo di essere intercettato, disse di aver "fregato il tribunale francese" ammettendo di aver colpito lui stesso Dirk con il suo fucile.

Un frame delle intercettazioni nel carcere di Potenza
Un frame delle intercettazioni nel carcere di Potenza 

Nell’intercettazione dice: “Io ho sparato un colpo così e un colpo in giù, ma il colpo è andato in questa direzione, è andato qui e ha preso la gamba sua, che era steso, passando attraverso la carlinga”.

"Piccoli frammenti estrapolati”

Non appena il Fatto Quotidiano pubblicò le intercettazioni ambientali, scoppiò il caso. L’avvocata del principe, Giulia Bongiorno, si affrettò a dire che si trattava “solo di piccoli frammenti estrapolati da contesti molto più ampi”.

Il libro e la serie Netflix

Nel 2023 su Netflix uscì Il Principe, storia di un Delitto senza castigo, come recitava il titolo del libro che Birgit Hamer scrisse nel 2011. La prefazione era di Beatrice Borromeo, che poi firmerà la miniserie Netflix. Il 2011 era l'anno in cui le due donne riuscirono ad avere il video in cui Vittorio Emanuele di Savoia nel 2006 dal carcere di Potenza raccontava di essere stato lui a sparare a Dirk Hamer.

“Cosa accadde davvero”

Il documentario di Beatrice Borromeo, racconta poi a Repubblica Brigitte Hamer, “così ricco e documentato, ha per la prima volta svelato cosa accadde davvero la notte in cui mio fratello fu ferito a morte. I testimoni di allora, che mai avevano parlato, hanno raccontato la tragedia ora per ora, dagli spari alla vergogna dei soccorsi che non arrivavano. Mai così dettagliata è stata la descrizione dell’agonia di Dirk. E i depistaggi, l’occultamento delle prove, fino alla farsa del processo del 1991 in Corte d’Assise a Parigi che ‘in dubbio pro reo’ ha assolto Vittorio Emanuele”.

I commenti dei lettori