Cronaca

Caso Ilaria Salis, la cauzione, il braccialetto e l’appartamento dei domiciliari: la liberazione è questione di ore

Ilaria Salis in udienza a Budapest
Ilaria Salis in udienza a Budapest (ansa)

Il bonifico per la cauzione è arrivato sul conto degli avvocati magiari. Domani ci sarà la testimonianza del neonazista vittima della presunta aggressione

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BUDAPEST – “Oggi o domani”. Secondo il legale ungherese Balint Halmos sulla scarcerazione di Ilaria Salis e il trasferimento ai domiciliari in un appartamento di Budapest è questione di ore.

Il bonifico e la Corte dei conti ungherese

Il bonifico di poco più di 40 mila euro per la cauzione, necessario a farla uscire di prigione, inviato dall’Italia giovedì 16 maggio, è arrivato sul conto degli avvocati magiari. E da qui trasferito alla Corte dei conti ungherese che a sua volta deve avvisare il tribunale di seconda istanza che, dopo più di 15 mesi di carcere, ha disposto la modifica della misura cautelare per l’antifascista italiana ora candidata alle Europee con Avs.

Era il passaggio decisivo che mancava nella procedura burocratica per la scarcerazione, ora nelle mani degli ungheresi che, almeno sulla carta, non avrebbero ragioni per prolungare la detenzione.

Il braccialetto elettronico

Ulteriori ritardi per via del braccialetto elettronico con il quale Salis sarà controllata non ci saranno perché, spiega il legale, “prima andrà ai domiciliari e poi le verrà installato dalle forze dell’ordine”.

La campagna elettorale

“È in fremente attesa”, racconta il padre Roberto Salis seduto al tavolino di un bar nel centro di Budapest dopo aver visto sua figlia in carcere, lui spera per l’ultima volta. Un colloquio di più di due ore di cui racconta: “Abbiamo parlato della campagna elettorale, Ilaria sta pensando a qualcosa da fare prima del voto europeo, un intervento, un collegamento, e al libro che sta scrivendo sulla sua storia e su come per lei dovrebbe essere la società. Ora confido solo di riabbracciarla a casa”.

Ilaria Salis, l’ostaggio

Le minacce

Ieri si è anche parlato della sua sicurezza rispetto alle minacce ricevute negli ultimi mesi in Ungheria e della sua uscita dal carcere "complicata dal punto di vista logistico" perché "bisogna vedere come si sposterà ai domiciliari e, se questo accadrà prima dell'udienza, capire poi come si sposterà in tribunale. Io mi sentirò sicuro solo quando Ilaria sarà in Italia", spiega ancora il padre.

La testimonianza dei neonazisti

Domani mattina, 24 maggio, all’udienza non sarà la 39enne italiana a parlare: saranno ascoltati Zoltan Toth, una delle vittime della presunta aggressione di cui, in concorso con altri, è accusata Ilaria Salis, e due testimoni dell'accusa. Salis però sarà presente, assieme ai suoi familiari, ad esponenti di Avs e a chi sostiene la sua campagna #iostoconilaria. Resta da capire se ci arriverà ancora in catene o per la prima volta dal suo appartamento ai domiciliari.

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