Cronaca

Nuovi attacchi hacker russi ai siti italiani. Presi di mira i ministeri

Nuovi attacchi hacker russi ai siti italiani. Presi di mira i ministeri

A rivendicarli è ancora una volta il collettivo hacker NoName(057)16. Fra i target i portali di Difesa, Trasporti e Sviluppo Economico, più Guardia di Finanza e Carabinieri

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Nuovo attacco all’Italia del gruppo hacker NoName057(16). A ventiquattro ore dall’offensiva Ddos di ieri, lanciata “come risposta alle parole del presidente Mattarella su Russia e Terzo Reich”, gli hacktivisti filorussi da questa mattina alle 7 hanno nuovamente preso di mira siti italiani.

Se ieri gli obiettivi colpiti erano banche, banche, porti, aeroporti e aziende di trasporto locale, oggi i NoName057(16) hanno preso di mira portali istituzionali. Uno dopo l’altro sono stati saturati di richieste di connessione fino a paralizzarli i siti di Guardia di Finanza e Carabinieri, dei ministeri della Difesa, dell’Interno e dei Trasporti e dell’Agenzia Aerospaziale.

L’attacco è ancora in corso, ma come sempre, i danni sono relativi. Di tutti i target colpiti, a poche ore dall’inizio della cyberoffensiva solo uno è irraggiungibile, tutti gli altri risultano semplicemente rallentati.

Merito delle strategie di “fencing” progressivamente messe a punto da quando i collettivi hacker che gravitano attorno alla galassia NoName hanno iniziato a prendere di mira l’Italia, come della natura stessa dell’attacco: azioni dimostrative e di propaganda, che puntano a provocare più imbarazzi che disservizi. Sostanzialmente, un modo per dire: possiamo colpire quando e dove vogliamo.

Lo schema è sempre lo stesso: all’ora prestabilita una rete di computer, inclusi “zombie” precedentemente infettati all’insaputa dei proprietari, saturano i portali di richieste e interrogazioni, mandandoli a gambe all’aria. Non c’è sottrazione di dati, l’attacco è tanto veloce quanto efficace e i Noname057(16) ne hanno fatto una bandiera, firmandone migliaia negli ultimi anni. Dall’autunno scorso, in Italia colpiscono in media una volta al mese.

Una strategia inaugurata da quando la guerra in Ucraina è iniziata e che è ormai rodata, con la guerra psicologica, fatta di propaganda e disinformazione via web, che prosegue parallelamente a quella sul campo. I NoName057(16) sono stati uno dei primi collettivi arruolati da quando il conflitto è iniziato e forse quello più dichiaratamente politico, a partire dal logo - l’orso russo in mimetica – e dalla strategia di attacco, che arriva sempre “in risposta” a dichiarazioni sgradite al Cremlino e ai filoputiniani.

Non a caso quindi il collettivo torna in campo mentre l’Europa, esclusa da Trump dall’avvio dei negoziati per la chiusura della guerra, cerca una strategia comune, e l’Italia si presenta all’appuntamento con due anime, la linea di fermezza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le timidezze del governo Meloni.

È proprio il capo dello Stato il bersaglio dei nuovi attacchi. Contro di lui, sul nuovo canale italiano inaugurato ieri, il gruppo hacker ha promosso persino una petizione con cui si invita “il popolo italiano a prendere le distanze dalle parole del presidente” e “desidera scusarsi con la Federazione russa e tutto il popolo russo”.

Un’iniziativa che guadagna il plauso della portavoce del ministero degli esteri di Mosca Maria Zakharova, la prima a aver lanciato un attacco diretto (e più volte ribadito) al capo dello Stato: «La gente ha creato una petizione speciale in cui comuni cittadini italiani, giornalisti, personaggi pubblici hanno iniziato a scrivere di scusarsi con i russi per queste parole indegne».

In realtà, verificare chi abbia davvero firmato appare impossibile, i nomi sono oscurati. Al momento, in circa 17mila risultano averla sottoscritta, ma dire se si tratti di bot o reali sostenitori, rischia di essere complicato. Nell’era della cyberguerra, nulla è come sembra.

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