Papa, nell’Angelus la sua fragilità e l’appello per la pace: “Da qui la guerra è ancora più assurda”
di Andrea GualtieriCITTÀ DEL VATICANO – Racconta il suo stato d’animo, fa riferimento alla sua “fragilità”, ringrazia per le preghiere. E invoca sempre la pace, con una partecipazione particolare: “Da qui – scrive – la guerra appare ancora più assurda”. Papa Francesco manda il suo messaggio ai fedeli dal policlinico Gemelli, nel diciassettesimo giorno di ricovero. È domenica e tradizionalmente è prevista la recita dell’Angelus. Per la terza settimana consecutiva il pontefice non è nelle condizioni di affacciarsi e parlare direttamente. Se n’era prospettata l’ipotesi, poco più di una speranza in realtà, fino alla serata di venerdì. Poi la notizia angosciante della nuova crisi respiratoria aveva spazzato via ogni possibilità. Bergoglio, però sembra reagire bene: secondo gli ultimi aggiornamenti sta recuperando i livelli di ossigenazione precedenti al broncospasmo alternando la nuova maschera su naso e bocca alla meno invasiva ventimask precedente.
Intanto, non potendo far sentire la sua voce, affida …
CITTÀ DEL VATICANO – Racconta il suo stato d’animo, fa riferimento alla sua “fragilità”, ringrazia per le preghiere. E invoca sempre la pace, con una partecipazione particolare: “Da qui – scrive – la guerra appare ancora più assurda”. Papa Francesco manda il suo messaggio ai fedeli dal policlinico Gemelli, nel diciassettesimo giorno di ricovero. È domenica e tradizionalmente è prevista la recita dell’Angelus. Per la terza settimana consecutiva il pontefice non è nelle condizioni di affacciarsi e parlare direttamente. Se n’era prospettata l’ipotesi, poco più di una speranza in realtà, fino alla serata di venerdì. Poi la notizia angosciante della nuova crisi respiratoria aveva spazzato via ogni possibilità. Bergoglio, però sembra reagire bene: secondo gli ultimi aggiornamenti sta recuperando i livelli di ossigenazione precedenti al broncospasmo alternando la nuova maschera su naso e bocca alla meno invasiva ventimask precedente.
Intanto, non potendo far sentire la sua voce, affida il suo messaggio al testo scritto: “Vi mando questi pensieri ancora dall’ospedale, dove come sapete mi trovo da diversi giorni”, afferma dopo la parte in cui commenta il Vangelo domenicale. Sottolinea di essere “accompagnato dai medici e dagli operatori sanitari” nel suo ricovero e li ringrazia “per l’attenzione con cui si prendono cura” di lui.
Poi il Papa racconta le sue sensazioni in questa fase di malattia: “Avverto nel cuore la ‘benedizione’ che si nasconde dentro la fragilità, perché proprio in questi momenti impariamo ancora di più a confidare nel Signore; allo stesso tempo, ringrazio Dio perché mi dà l’opportunità di condividere nel corpo e nello spirito la condizione di tanti ammalati e sofferenti”.
Francesco, che ogni mattina legge i quotidiani, è consapevole dell’attenzione e delle iniziative di preghiera per lui: “Sento tutto il vostro affetto e la vostra vicinanza – scrive – e, in questo momento particolare, mi sento come ‘portato’ e sostenuto da tutto il Popolo di Dio”.
Afferma di ricambiare le preghiere: “Soprattutto per la pace”, dice. E sgrana come un rosario la lista delle zone martoriate che porta nel cuore: Ucraina, Palestina, Israele, Libano, Myanmar, Sudan, Kivu. Con quella frase: “Da qui la guerra appare ancora più assurda”. E il consueto saluto, che in questa fase appare anche benaugurante: “Buona domenica e arrivederci”