Cronaca

Un detenuto si uccide a Terni: è sempre più emergenza affollamento e suicidi in carcere

Un detenuto si uccide a Terni: è sempre più emergenza affollamento e suicidi in carcere

L’ultimo caso ieri. I dati e le accuse di Garante e sindacati: “Una sconfitta della civiltà giuridica”

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Si è ucciso il Primo maggio, a Terni: è l’ultimo detenuto a togliersi la vita nelle carceri italiane. A darne notizia è Fabrizio Bonino, segretario per l'Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Si tratta di un detenuto italiano, in carcere per reati contro la famiglia e in cella con un connazionale. Non si conoscono i motivi del gesto.

Il cordoglio del sindacato

“Esprimiamo innanzitutto il nostro profondo cordoglio per la perdita di una vita umana – dichiara Bonini – . È sempre doloroso, per chi lavora nel mondo penitenziario, trovarsi di fronte a simili tragedie che lasciano un senso di impotenza e di profonda amarezza. Ma ancora una volta, siamo costretti a sottolineare quanto la questione del disagio psichico e del rischio di suicidi all'interno degli istituti penitenziari rappresenti una vera emergenza nazionale. La Polizia Penitenziaria continua a operare in condizioni di costante tensione, spesso in solitudine operativa e senza gli strumenti idonei per affrontare adeguatamente situazioni così complesse".

"Questo ulteriore suicidio avvenuto nel carcere di Terni deve far riflettere sulla condizione in cui vivono i detenuti e su quella in cui è costretto ad operare il personale di Polizia Penitenziaria", commenta Donato Capece, segretario generale del Sappe. "Questi drammatici eventi, oltre a costituire una sconfitta per lo Stato, segnano profondamente i nostri Agenti che devono intervenire", prosegue. "Si tratta spesso di agenti giovani, lasciati da soli nelle sezioni detentive, per la mancanza di personale”.

Le accuse del Garante

"Con l'ennesimo suicidio di un detenuto nel carcere di Terni si ha la conferma della sconfitta della civiltà giuridica del sistema carcerario italiano", commenta il Garante dei detenuti dell'Umbria, l'avvocato Giuseppe Caforio. "Questa ennesima morte è sulla coscienza di tutti e le istituzioni hanno l'obbligo prima morale e poi giuridico di dare immediate risposte", aggiunge.

I numeri dei detenuti e dei suicidi

Continua a crescere il numero dei detenuti in Italia: nel 2023 erano 60.166, a dicembre 2024 erano 61.861 e a marzo 2025 sono 62.137. I posti disponibili continuano ad essere 46.839. Sono i dati diffusi dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
E dal sovraffollamento scaturiscono situazioni di criticità: nel 2024, negli istituti penitenziari italiani, i decessi sono stati 246, di cui 90 suicidi, un dato mai così alto. Nei primi tre mesi del 2025 i suicidi accertati sono 22.

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