Cronaca

Migranti, dopo il rinvio a giudizio, Mediterranea raddoppia. In mare con una nuova nave

Affiancherà la Mare Jonio e a breve partirà per la sua prima missione. Casarini: “Nasce dalla collaborazione con Sea Eye4 ed è la migliore risposta a chi vuole fermarci con spioni, dossier e processi”

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A poche ore dal rinvio a giudizio dei fondatori di Mediterranea, Luca Casarini, Beppe Caccia e Alessandro Metz, del comandante della Mare Jonio, Pietro Marrone, e di tre membri dell’equipaggio, l’ong risponde varando una nuova nave. “Al male noi rispondiamo raddoppiando il bene”, dice Luca Casarini, che ribadisce l’impegno a portare in aula come testimoni, dunque obbligati a dire la verità e impossibilitati ad avvalersi della facoltà di non rispondere “ministri, autorità e governi che hanno abbandonato 27 persone in mezzo al mare per 38 giorni”.

Il riferimento è al “caso Maersk Etienne” - lo stallo internazionale che ha costretto un gruppo di naufraghi a rimanere per oltre un mese su una petroliera a causa del rimpallo di responsabilità fra le autorità marittime costiere, Italia inclusa, che avrebbero dovuto accoglierli - che è costato il processo a fondatori e equipaggio dell’ong che li ha salvati. Ma Mediterranea, spiega Casarini, non ha intenzione di fare passi indietro. Anzi, in mare si presenterà con una nuova nave che andrà ad affiancare la Mare Jonio.

Era la vecchia Sea Eye 4, adesso si chiama Mediterranea, batte bandiera tedesca e a breve sarà in mare per la sua prima missione. “È la risposta più forte e concreta che possiamo dare a chi, nel governo italiano e nelle istituzioni europee, lavora con accanimento per impedire che le vite delle persone migranti vengano salvate”, afferma Casarini. Ma vuol dire anche, aggiunge, che la flotta civile si muove unita: “Grazie alla cooperazione tra Sea-Eye e Mediterranea, questa nave è anche un simbolo perché dimostra che un altro Mediterraneo è possibile, che un altro mondo è possibile”.

A dispetto dei tentativi di criminalizzazione, che solo nell’ultimo anno hanno portato 142 attivisti a giudizio in tutta l’Ue, fra cui 88 soccorritori delle navi civili “in Europa siamo tanti e tante a impegnarci per soccorre vite in mare, liberare i prigionieri dai lager, salvare i deportati nel deserto. Questa nave – annuncia Casarini – è il segno che lo faremo molto più di prima”.

Più grande e solida di Mare Jonio, dotata di lance di salvataggio più veloci, la nuova Mediterranea è pronta. L’equipaggio c’è ed è preparato, si è sperimentato in missioni congiunte nei mesi scorsi, l’imbarcazione ha tutte le carte a posto per partire. “Questa nave ci consentirà di essere pienamente dove dobbiamo essere – afferma la presidente di Mediterranea, Laura Marmorale – coscienti che prima si salva, poi si discute”.

Passi indietro l’ong non sembra avere intenzione di farne. “Non ci fermeranno con la diffamazione, lo spionaggio, i processi. Ci hanno definito una ‘minaccia alla sicurezza nazionale’, tentano di calunniarci, d’isolarci, d’intimidirci. Ma non ci riusciranno – promettono – La forza di chi salva vite è più grande del potere di chi le lascia morire”.

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