Roma- Un’ecatombe in Spagna, con oltre cento morti da sabato. Una minaccia a Creta e in Turchia, dove gli incendi divorano boschi, macchia mediterranea, case, e solo grazie a evacuazioni di massa non fanno vittime. Un incubo logistico e operativo in Italia, dove il caldo “spegne” la Reggia di Caserta, obbliga a rinviare manifestazioni artistiche e sportive, fa bollire le fabbriche, satura i pronto soccorso. Alla vigilia del picco delle temperature previsto per oggi, l’Europa si scopre fragile di fronte alla straordinaria ondata di calore che l’ha investita. Anche a livello infrastrutturale.
A Caserta, il caldo ha mandato in tilt la rete elettrica, provocando un black out che ha pa…
Roma- Un’ecatombe in Spagna, con oltre cento morti da sabato. Una minaccia a Creta e in Turchia, dove gli incendi divorano boschi, macchia mediterranea, case, e solo grazie a evacuazioni di massa non fanno vittime. Un incubo logistico e operativo in Italia, dove il caldo “spegne” la Reggia di Caserta, obbliga a rinviare manifestazioni artistiche e sportive, fa bollire le fabbriche, satura i pronto soccorso. Alla vigilia del picco delle temperature previsto per oggi, l’Europa si scopre fragile di fronte alla straordinaria ondata di calore che l’ha investita. Anche a livello infrastrutturale.
A Caserta, il caldo ha mandato in tilt la rete elettrica, provocando un black out che ha paralizzato la città per un’ora o più. Persino la Reggia, patrimonio dell’Unesco, ha dovuto chiudere i battenti e mandare via i turisti in fila. Ma pure al Nord, sull’autostrada Venezia-Milano, si registrano criticità: il caldo ha letteralmente sciolto l’asfalto all’altezza dei caselli di Verona Sud e Verona Est, rimasti a lungo chiusi. E in tutta la penisola, gli ospedali diventano termometro dell’emergenza: in Molise e a Roma si è registrato un aumento degli accessi che va dal 10 al 20 per cento, a Taranto l’Azienda sanitaria vara un piano di prevenzione, aumenta l’assistenza agli anziani soli e sospende i ricoveri programmati non urgenti, mentre i medici di famiglia lanciano l’allarme: «abbiamo assistito fino al 40 per cento di persone in più, anche giovani».
La risposta è a macchia di leopardo. A Milano, sulle Terrazze del Duomo, sono stati contingentati gli ingressi e è stato allestito un presidio medico permanente. Mestre rinvia la maratona, mentre all’Arena di Verona la programmazione va avanti, nonostante si registrino regolarmente malori sul palco. In fabbriche e capannoni di settori esclusi dall’ordinanza che obbliga allo stop nelle ore più calde, i lavoratori allo stremo minacciano di incrociare le braccia. Nei ghetti dei braccianti, come Borgo Mezzanone dove manca persino l’acqua, denunciano i sindacati, si soffoca. E anche nelle carceri, tuona Antigone, la situazione è al limite. «Per avere dei ventilatori è stato necessario chiedere donazioni», denuncia il Garante di Trieste.
Ma la situazione è critica in tutta Europa. Soprattutto in Spagna, il Paese che più di tutti ha fatto registrare temperature record. Solo ieri due persone sono morte per il caldo. Vittime che gonfiano un bilancio già tragico: più di cento morti da sabato, 380 da giugno.
Probabilmente solo grazie all’evacuazione di più di cinquemila persone fra residenti e turisti, a Creta non si contano vittime. Ma l’incendio che da più di ventiquattro ore divora le zone boschive nel sud est dell’isola non si placa: a causa del forte vento, focolai che sembravano spenti hanno ripreso forza e continuano a impegnare le squadre di vigili del fuoco arrivate pure dalla terraferma. E anche Atene, dove nel 2018 gli incendi hanno causato più di cento morti inizia a avere paura: a est della capitale, un rogo ha provocato l’evacuazione di tre insediamenti, chiusure stradali e ritardi dei voli all’aeroporto. Brucia anche la Turchia, soprattutto l’area di Smirne, dove da lunedì scorso più di 50mila persone sono state evacuate e già si piange già una vittima. E almeno per oggi, dal caldo non c’è da attendersi una tregua.