Dopo più di sei mesi di carcere, va ai domiciliari Rosa Vespa, la donna di Cosenza che ha rapito una neonata dopo aver simulato per mesi una gravidanza. Il gip ha accolto l’istanza della sua avvocata Teresa Gallucci, concedendo alla 52enne i domiciliari con braccialetto elettronico. Le indagini sono chiuse, il giudizio immediato è già deciso, con udienza fissata per il 25 settembre, non ci sono esigenze di sicurezza che impongano la detenzione.
La perizia psichiatrica
Per Vespa, che per mesi ha mentito ai familiari e al marito, per lungo tempo lontano da Cosenza, simulando una gravidanza mai esistita, i magistrati hanno anche chiesto una perizia psichiatrica per accertare se fosse capace di intendere e di volere al momento del rapimento. Il 21 gennaio scorso a tutti ha raccontato di aver partorito la donna alla clinica “Sacro Cuore”.
Il “parto” e il rapimento
Al marito aveva detto che avrebbero dimesso il bambino, trattenuto per un paio di giorni per accertamenti dopo aver contratto il Covid. Con lo stesso pretesto, ha tenuto l’uomo lontano dall’ospedale fino a quella sera, quando la 52enne è entrata in clinica e ha portato via la piccola Sofia. A tutti, inclusi i parenti invitati in casa per festeggiare il parto, l’ha presentata come Ansel, un maschietto.
L’archiviazione per il compagno
Un raggiro che ha tenuto per poco tempo. I familiari e il compagno si erano già resi conto che più di qualcosa non quadrava quando alla porta hanno bussato gli agenti della squadra mobile. In manette inizialmente è finito anche il marito della donna, ma è bastato il primo interrogatorio per convincere i giudici che anche lui era stato ingannato. Per la sua posizione si va verso l’archiviazione, mentre rimane ancora in piedi il secondo filone d’inchiesta aperto sulla clinica, che non sarebbe stata in grado di garantire sicurezza e salute dei pazienti.