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Leone XIV rientrato in Vaticano dalle “vacanze di lavoro” a Castel Gandolfo pensando a Gaza

(ansa)

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Andare nella Striscia? “Ci sono tanti luoghi dove personalmente vorrei andare, ma non è necessariamente la formula: bisogna incoraggiare tutti a lasciare le armi e insistere sulla dignità di ogni essere umano”
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Ferie sì, ma molto operose. Papa Leone XIV ha lasciato questa sera Castel Gandolfo per far rientro in Vaticano poco prima delle 21 dopo 16 giorni di vacanze segnate però da svariati impegni gravosi. Inevitabile per un Pontefice, eletto poco più di due mesi fa, alle prese con le mille incombenze di inizio pontificato, ancor più inevitabile nell’attuale contesto internazionale incandescente, in particolare nella Striscia di Gaza.

“Vacanza di lavoro”

Il soggiorno è andato "benissimo, sono molto contento per l'accoglienza e ho potuto cambiare un po’ l'aria", ha detto il Papa lasciando Castel Gandolfo, ma è stata "una vacanza di lavoro, non ho mai smesso di seguire cose che ho ricevuto" e sulla guerra a Gaza "grazie a Dio la voce della Chiesa è ancora importante: continuiamo spingere per la pace". Intrattenendosi con i giornalisti, il Pontefice ha risposto alla domanda se intenda recarsi in visita a Gaza: "Ma veramente ci sono tanti luoghi dove io personalmente vorrei anche andarci, però n…

Ferie sì, ma molto operose. Papa Leone XIV ha lasciato questa sera Castel Gandolfo per far rientro in Vaticano poco prima delle 21 dopo 16 giorni di vacanze segnate però da svariati impegni gravosi. Inevitabile per un Pontefice, eletto poco più di due mesi fa, alle prese con le mille incombenze di inizio pontificato, ancor più inevitabile nell’attuale contesto internazionale incandescente, in particolare nella Striscia di Gaza.

“Vacanza di lavoro”

Il soggiorno è andato "benissimo, sono molto contento per l'accoglienza e ho potuto cambiare un po’ l'aria", ha detto il Papa lasciando Castel Gandolfo, ma è stata "una vacanza di lavoro, non ho mai smesso di seguire cose che ho ricevuto" e sulla guerra a Gaza "grazie a Dio la voce della Chiesa è ancora importante: continuiamo spingere per la pace". Intrattenendosi con i giornalisti, il Pontefice ha risposto alla domanda se intenda recarsi in visita a Gaza: "Ma veramente ci sono tanti luoghi dove io personalmente vorrei anche andarci, però non è necessariamente la formula quella: bisogna incoraggiare tutti a lasciare le armi, il commercio che c'è dietro ogni guerra, tante volte il traffico delle armi, le persone diventano solo strumenti senza valori. Noi – ha detto Prevost – dobbiamo insistere sulla dignità di ogni essere umano, di tutti, cristiani, musulmani.. tutti sono figli di Dio".

La crisi di Gaza

Nei giorni scorsi la quiete della residenza estiva adagiata sul cratere del lago di Castel Gandolfo è stata squarciata dalla notizia della parrocchia di Gaza colpita dall’esercito israeliano. La macchina diplomatica vaticana si è messa in moto, il Pontefice si è messo in contatto con il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini che si è recato subito in visita nella Striscia. Prevost, che ha denunciato l’episodio in occasione dell’Angelus domenicale, ha avuto una girandola di telefonate ed ha ricevuto in particolare la chiamata del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha fornito la versione israeliana dell’episodio, e quella del presidente palestinese Mahmoud Abbas, che ha raccontato al Papa le condizioni di vita dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania.

Udienze e nomine

Non sono mancati per il Papa momenti di relax, di preghiera, nonché la possibilità di tornare a giocare a tennis, al quale Prevost è abituato, e che ha potuto svolgere in un campo al chiuso, ma la villeggiatura ai Castelli Romani, cominciata domenica 6 luglio nel pomeriggio, è stata velocemente segnata da due impegni. Mercoledì 9 luglio, infatti, il Papa nato a Chicago ha dapprima celebrato una messa per la custodia del creato, pregando per la conversione di chi ancora nega il cambiamento climatico, e poi ha ricevuto, per la seconda volta dall’inizio del pontificato, il presidente ucraino Volodimyr Zelensky, a Roma per la conferenza per la ricostruzione del paese invaso dalla Russia. Oltre agli appuntamenti previsti fin dall’inizio del periodo di ferie – la messa domenicale di domenica 13 a castel Gandolfo e quella di domenica 20 ad Albano – il Papa ha anche celebrato messa per i carabinieri, alla presenza tra gli altri del ministro della Difesa Guido Crosetto, ha concesso udienza ai membri dei capitoli di otto istituti religiosi e ad un gruppo di pellegrini cattolici ed ortodossi statunitensi accompagnati dal cardinale arcivescovo di Newark Joseph Tobin, ha visitato una casa di riposo e ha telefonato all'astronauta statunitense dello sbarco sulla Luna Buzz Aldrin in occasione dell’anniversario dello storico evento, ha continuato a fare nomine episcopali e ricevere collaboratori di Curia come il presidente dell’Apsa monsignor Giordano Piccinotti. Il Papa, che doveva tornare domenica in Vaticano, ha deciso poi di prolungare la villeggiatura di un paio di giorni.

Una trentina di tecnici

Papa Leone non ha vissuto nel Palazzo Apostolico, che papa Francesco ha convertito in museo, ma a Villa Barberini, il palazzo, affacciato sul lago, utilizzato tradizionalmente dai Segretari di Stato, e che si trova, oggi, immerso nel Borgo Laudato si’, iniziativa di formazione ecologica fortemente voluta da Bergoglio. Come ha spiegato su X padre Manuel Dorantes, che del centro è direttore operativo, Prevost di fatto è "il primo Papa della storia (il primo di 76 Papi dal 1596) ad aver scelto di stare non nel Palazzo apostolico ma vivere invece nei giardini”.

La decisione di Leone di tornare alla tradizione delle vacanze a Castel Gandolfo, che era stata sospesa da Francesco, ha comunque mobilitato il personale addetto. “I reparti tecnici sono stati fortemente coinvolti, sia per garantire la reperibilità per eventuali improvvisi disservizi idraulici ed elettrici, ma anche per sanare piccoli problemi che ogni giorno possono sempre accadere”, ha raccontato al sito del Governatorato vaticano Andrea Tamburelli, direttore della Direzione delle Ville Pontificie: “In alcuni momenti le attività sono state frenetiche e coordinare i diversi team è stato lavoro non facile, ma alla fine riteniamo di aver raggiunto in pieno gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Mi si consenta un ringraziamento a quanti hanno lavorato qui ed a quelli che hanno supportato da Roma, negli occhi di ognuno di loro, che ogni mattina arrivavano dall’Urbe - siamo arrivati in alcuni giorni anche ad oltre 30 persone -, leggevo la dedizione, l’impegno e soprattutto la gioia di offrire il proprio lavoro al nostro amato Papa Leone XIV”. Il Papa tornerà il 15 agosto, per la festività dell’Assunta, a Castel Gandolfo, dove celebrerà messa, e rimarrà a Villa Barberini due giorni, rientrando in Vaticano il 17 agosto.

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