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Femminicidio Cecchettin, la procura tira dritto: sì al processo d’appello per Turetta

Filippo Turetta in aula nel 2024

 (ansa)

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L’assassino di Giulia aveva scritto una lettera per comunicare la sua rinuncia al ricorso. L’accusa punta a ottenere il riconoscimento delle aggravanti della crudeltà e dello stalking, escluse in primo grado
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Si svolgerà comunque il processo d’Appello a Filippo Turetta, l’assassino di Giulia Cecchettin, uccisa con 75 coltellate la sera dell’11 novembre 2023. Due settimane fa, con una lettera scritta di suo pugno e recapitata ai giudici di Venezia, il 24enne aveva comunicato la sua intenzione di rinunciare all’Appello: “Sono pentito per quello che ho fatto. Accetto la pena che ho ricevuto. Voglio pagare”.

Ma la procura generale avrebbe deciso di andare comunque avanti. L’obiettivo: ottenere il riconoscimento delle aggravanti della crudeltà e dello stalking, escluse in primo grado. Nel dicembre del 2024 i giudici della Corte d’assise di Venezia avevano inflitto a Turetta l’ergastolo per l’omicidio dell’ex fidanzata. Ma la sentenza aveva scatenato polemiche: era stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione ma non quelle dello stalking e della crudeltà, a fronte di 75 coltellate che, secondo le motivazioni, non furono “un modo per infierire crudelmente o fare scempio della vittima”, m…

Si svolgerà comunque il processo d’Appello a Filippo Turetta, l’assassino di Giulia Cecchettin, uccisa con 75 coltellate la sera dell’11 novembre 2023. Due settimane fa, con una lettera scritta di suo pugno e recapitata ai giudici di Venezia, il 24enne aveva comunicato la sua intenzione di rinunciare all’Appello: “Sono pentito per quello che ho fatto. Accetto la pena che ho ricevuto. Voglio pagare”.

Ma la procura generale avrebbe deciso di andare comunque avanti. L’obiettivo: ottenere il riconoscimento delle aggravanti della crudeltà e dello stalking, escluse in primo grado. Nel dicembre del 2024 i giudici della Corte d’assise di Venezia avevano inflitto a Turetta l’ergastolo per l’omicidio dell’ex fidanzata. Ma la sentenza aveva scatenato polemiche: era stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione ma non quelle dello stalking e della crudeltà, a fronte di 75 coltellate che, secondo le motivazioni, non furono “un modo per infierire crudelmente o fare scempio della vittima”, ma una “conseguenza dell’inesperienza e della inabilità” di Turetta.

Di recente il 24enne – che non è più nella sezione “protetti” – è stato aggredito con un pugno da un altro detenuto. La prima udienza del processo d’Appello dovrebbe svolgersi il prossimo 14 novembre.

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