Dopo 423 giorni, Alberto Trentini è libero. È stato scarcerato nella notte, sta bene e ora si trova nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas insieme all’altro italiano Mario Burlò. “Posso avere una sigaretta? Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato”, le sue prime parole. La gioia della famiglia.
- Trentini appena liberato: “Posso avere una sigaretta? Non ci hanno torturato”
- La mamma dopo la videochiamata: “Finalmente. Feriti da questa prigionia”
- Dall'arresto alla liberazione, storia di una lunga prigionia
Domani mattina l'arrivo di Trentini e Burlò a Roma
Attesa per l'arrivo in Italia, a Ciampino, con un volo del servizio di Stato, di Alberto Trentini e Mario Burlò. L'arrivo è previsto in mattinata. Nessuna conferma sugli esponenti del governo che li accoglieranno. Anche se in ambienti parlamentari si ricorda che in altre circostanze ad accogliere gli italiani liberati era presente anche la premier Giorgia Meloni. Questa considerazione non fa escludere quindi che anche in questa circostanza possa esserci il capo del governo insieme al ministro degli degli Esteri, Antonio Tajani.
La madre di Trentini: “Gioia immensa, ringraziamo tutti”
"Ho difficoltà ad esprimermi perché la gioia è immensa per la notizia di stanotte e potete immaginare come stiamo vivendo anche queste ore". Armanda Colusso, la madre di Alberto Trentini, consegna a Marco Damilano durante la puntata de "Il Cavallo e la torre" di questa sera su Rai3, la prima dichiarazione pubblica dopo la liberazione del figlio: "Voglio darvi un merito, ci avete aiutato con la vostra presenza anche silenziosa ad arrivare al risultato che abbiamo ottenuto, grazie di cuore. E vorrei abbracciarvi tanta è la mia riconoscenza". "Stiamo andando a Roma - aggiunge Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia Trentini - e volevamo ringraziare tutta la redazione e tutte le persone che ci sono state vicine in questi 423 giorni di sofferenza e soprattutto in queste ultime ore di gioia. Grazie, grazie davvero a tutti voi. E' una liberazione per tutti questa".
Trentini: “Sono libero, grazie a premier e governo”
"Sono Alberto Trentini. Sono qui nella residenza dell'ambasciata italiana a Caracas. Sono libero. Desidero ringraziare il presidente del Consiglio, il governo, il ministro degli Esteri Tajani, il corpo diplomatico che si è attivato ed ha portato a termine la liberazione mia e di Mario". Così Alberto Trentini al Tg1, nel giorno della sua liberazione dopo oltre 400 giorni di prigionia nelle carceri venezuelane.
Trentini libero: Lido di Venezia in festa
Alberto Trentini torna libero: il Lido di Venezia in festa dopo 423 giorni
Salis: “So cosa si prova in questi momenti, felice per Trentini”
"Ovviamente sono molto contenta che questo incubo per Alberto e i suoi cari sia finito. Doveva finire molto prima, certo, ma sono molto contenta. È una buona notizia che possa tornare a casa. Capisco bene il sollievo che prova in questo momento. Quando sai che stai uscendo sei molto confuso, anche io non sapevo cosa avrei trovato fuori. Quando sei detenuto all'estero non hai molte notizie su quello che succede in Italia. Ci sono quindi due momenti, uno è quando esci proprio e l'altro quando torni a casa. Il sollievo, la gioia e la leggerezza come se si sciogliesse un nodo". Così Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, commenta la liberazione di Alberto Trentini.
Il legale: “Ci sarà tempo per accertare le responsabilità”
Il rientro a Roma e poi l'immediato trasferimento nella sua Venezia. E' questa la road map che attende molto probabilmente Alberto Trentini, il cooperante liberato dopo 423 giorni di detenzione in un carcere di massima sicurezza di El Rodeo. "Lo vogliamo riportare subito a casa", afferma chi è accanto ai familiari in queste ore. Segno che al momento non è previsto che il cooperante, una volta atterrato, venga ascoltato dagli inquirenti su mandato dell'ufficio giudiziario di Roma. A piazzale Clodio, in base a quanto riferiscono fonti qualificate, non ci sono procedimenti aperti sulla vicenda del 46enne anche se i genitori, per bocca della loro legale, l'avvocata Alessandra Ballerini, annunciano che "verrà il tempo per raccontare i fatti e accertare le responsabilità". Il 46enne, una volta che le acque si saranno calmate, dovrà mettere in fila tutti i tasselli della sua vicenda, a cominciare dall'arrivo in Venezuela il 17 ottobre del 2024 per la missione con le ong Humanity e Inclusion per portare aiuti umanitari alle persone con disabilità. L'obiettivo è cercare di capire "chi" possa averlo "venduto" alle autorità di Caracas che lo accusavano, in capi di imputazioni del tutto generici, di terrorismo. L'arresto avvenne ad un posto di blocco il 15 novembre di due anni fa. Trentini, insieme all'autista delle ong, venne portato in una struttura di detenzione. Per settimane non si è saputo nulla sulla sua sorte ma i familiari capirono da subito che il suo arresto poteva essere utilizzato dal regime allora guidato da Nicola Maduro come "pedina di scambio". "Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci", affermano oggi Armanda ed Ezio, genitori del 46enne. Invitano a rispettare il "silenzio e la riservatezza" annunciando che comunque ci sarà modo di accertare chi ha costretto Alberto ad un calvario lungo 14 mesi.
Conte: “Per la liberazione di Trentini va ringraziato anche il Governo”
Alberto Trentini "è un bene che sia ritornato, ho ringraziato tutti coloro che hanno lavorato" per la sua liberazione, "il governo ha lavorato quindi c'è anche il governo". Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, rispondendo alle domande dei cronisti in Transatlantico. Fdi polemizza sui social perché Schlein non ha ringraziato il governo? "Quando torna un italiano, chi l'ha fatto tornare va ringraziato", aggiunge l'ex premier.
Giulietti: 'la madre di Trentini ha ringraziato Mattarella e il patriarca'
Armanda Colusso, la madre di Alberto Trentini, "ha sentito Alberto, che l'ha rassicurata. Ha ringraziato il presidente Mattarella per la sua operosa solidarietà, il patriarca di Venezia e le associazioni che fin dal primo momento le sono state vicine". Lo ha detto il presidente nazionale di Articolo 21, Alberto Giulietti. Colusso è ora in viaggio per Roma, dove è previsto l'arrivo del figlio nelle prossime ore. "Voglio tanto ringraziare chi in questi mesi non si è mai arreso e ha sempre parlato di Trentini, tra cui non pochi giornalisti. È la dimostrazione che l'opinione pubblica quando si muove può ottenere un risultato, che onestamente si poteva ottenere anche prima", ha sottolineato Giulietti.
Trentini e il look completamente rasato, 'non l'ha scelto lui’
Il nuovo look di Alberto Trentini non è stato una sua decisione. A differenza delle foto scattate prima dell'arresto, in cui aveva barba e capelli, l'operatore umanitario è stato rilasciato dal carcere Rodeo 1 completamente rasato. Una volta arrivato all'ambasciata d'Italia a Caracas, Trentini, che appare notevolmente più magro rispetto alle immagini divulgate prima della sua cattura da parte del 'chavismo' al potere, ha comunque minimizzato il suo nuovo aspetto. Un esperto in diritti umani consultato in forma anonima dall'ANSA ha affermato che questo serve a dimostrare che il prigioniero rilasciato non presenta segni di tortura fisica sul viso o sulla testa, per testimoniare che non è stato maltrattato. "Ma le condizioni generali di reclusione nel Rodeo 1 sono di per sé un maltrattamento per chiunque", ha dichiarato a sua volta l'avvocato e attivista per i diritti umani Marino Alvarado.
Tra scarcerati anche spagnolo-venezuelano Alejandro Gonzalez
La ong Foro Penal, che si occupa della difesa dei prigionieri politici in Venezuela, ha riferito che tra i detenuti liberati dalle autorità di Caracas vi è anche lo spagnolo-venezuelano Alejandro Gonzalez de Canales. Si tratta di un militare dell'Aviazione venezuelana dalla quale si è ritirato nel 2011, che lavorava per Chevron. Gonzalez è l'ex marito dell'attivista Rocío San Miguel che è stata scarcerata nei giorni scorsi e che venerdì è rientrata a Madrid insieme ad altri quattro spagnoli liberati. Gonzalez era detenuto nel carcere El Rodeo, lo stesso del cooperante Alberto Trentini.
Annunciata liberazione di 116 detenuti, 53 politici
Il Venezuela ha annunciato il rilascio di 116 detenuti, 53 dei quali, secondo una Ong, sono prigionieri politici. Nonostante l'annuncio del ministero dei Servizi Penitenziari, tuttavia, sono finora state rimesse in libertà solo 48 persone, tra cui gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò. È stato un processo lento e angosciante dal primo annuncio di giovedì scorso: le famiglie si accalcano fuori dal carcere di El Helicoide a Caracas e dal quello di Rodeo I, alla periferia della capitale, nella speranza di vedere i propri cari. Resti di candele sono visibili sul marciapiede vicino all'ingresso del carcere di Rodeo I, dopo una veglia la notte scorsa. Le famiglie affermano che vengono condotti al quartier generale del controspionaggio a Caracas per il rilascio. "Quello che altri parenti ci raccontano è che li portano in un posto vicino a Rodeo, chiedono loro di togliersi l'uniforme, danno loro abiti civili e persino li profumano", ha detto Daniela Camacho, il cui marito, Josè Daniel Mendoza, è stato arrestato due anni e mezzo fa.
Valditara: “Trentini e Burlò è il risultato dell’impegno del governo”
"Accogliamo con gioia la notizia della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. Un risultato che conferma l'impegno del Governo e il lavoro svolto con responsabilità e discrezione dalle nostre istituzioni. Il pensiero va ai nostri connazionali e alle loro famiglie, in attesa del rientro a casa". Così il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Machado: “Rodeo 1, il carcere più duro del Venezuela”
Ultime ore di attesa per Alberto Trentini e Mario Burlò presso l'ambasciata d'Italia in Venezuela, situata nel municipio di Chacao, "cuore" finanziario di Caracas. La situazione davanti alla sede diplomatica appare tranquilla e non si nota nemmeno la presenza della polizia. L'operatore umanitario Alberto Trentini e l'imprenditore Mario Burlò sono pronti a tornare a casa dopo aver sopportato l'inferno del carcere di Rodeo 1, il più pericoloso del Paese, secondo una recente denuncia della leader dell'opposizione María Corina Machado. Le condizioni del penitenziario, destinato ai prigionieri politici, sono state descritte come "crudeli, disumane e degradanti", con situazioni che in alcuni casi possono costituire "tortura", anche da organizzazioni come Amnesty International e dalla Missione internazionale indipendente delle Nazioni Unite sul Venezuela. Secondo i rapporti dell'Osservatorio penitenziario venezuelano, i detenuti del Rodeo 1 sono sottoposti a un "periodo di riflessione" iniziale di 30 giorni in isolamento, dormono su letti di cemento senza materassi o coperte e non hanno accesso ad acqua potabile e prodotti igienici di base.
Il tabaccaio di Trentini: “Avevo sognato di rivederlo a casa”
“C'è stato un sogno premonitore di rivederlo a casa, l'ho confessato solo alla mamma, qualche settimana fa”. Lo racconta Davide Ghedin, tabaccaio a 100 metri dalla casa al Lido di Venezia in cui è cresciuto Alberto Trentini e in cui vivono ancora i genitori. Il suo esercizio, come tutti quelli della via, è addobbato con palloncini tricolore sull'onda di un'idea della fruttivendola alcuni civici più in là. "La cosa più bella, per me e il mio titolare, è di poter dire da domani a sua mamma ‘Buona giornata’ senza sentirci in colpa. Perché sembrava quasi una presa in giro dirlo a una signora che sta passando quella cosa". In questi 14 mesi, Ghedin ha spesso visto i genitori, clienti abituali, a cui mette ogni giorno da parte i giornali, ma "dopo che c'è stato il blitz contro Maduro sabato scorso i genitori hanno smesso di uscire, secondo noi qualcosa si stava muovendo". E anche con Trentini, vista l'età simile, la conoscenza dura da una vita: "Veniva a prendere le sigarette qua da me perché io ho tanti clienti e li associ per le sigarette che comprano, quelle cose semplici di tutti i giorni". Prima dell'età delle sigarette "siamo cresciuti assieme anche senza magari frequentarci quotidianamente, eravamo nella stessa scuola, ma io ero avanti di un anno". La felicità è quella di un'intera comunità: “Siamo tutti contenti, anche perché la maggior parte della gente nostra frequenta la parrocchia”. E ora "spero che il parroco e tutte le persone che frequentano la parrocchia organizzino una bella festa. Ecco, secondo me una festa a livello di quartiere sarebbe bella. Ad Alberto non saprei neanche cosa dire, perché penso che una parola sia poca e due siano troppe. Gli darei un abbraccio”.
Meloni: “Trentini e Burlò liberi. Una notizia che ci riempie di gioia”
“Alberto Trentini e Burlò torneranno presto a casa. È una notizia che ci riempie di gioia. Questo risultato è il frutto del lavoro discreto ma efficace portato avanti in questi non solo dal governo ma dalla rete diplomatica, dall’intelligence. Voglio ringraziare tutti i servitori dello Stato che a vario livello hanno dato il loro contributo per raggiungere questo obiettivo. L’Italia non si stancherà di sostenere il legittimo desiderio del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia”. Così la premier Meloni in un video postato su X.
Meloni: "Trentini e Burlò liberi di riabbracciare le loro famiglie, grazie ai servitori dello Stato"
Ong, altri 22 detenuti liberati con Trentini e Burlò
Altri 22 detenuti politici sono stati liberati con Alberto Trentini e Mario Burlò. Lo riporta l'Ong Foro Penal secondo cui i prigionieri erano nelle carceri di La Crisalida e El Rodeo 1. "Stiamo verificando altri rilasci di venezuelani e stranieri che, secondo quanto riferito, sono avvenuti questa mattina", ha dichiarato l'Ong sul suo account X, dove ha pubblicato un elenco con le identità dei 24 prigionieri rilasciati e confermati.
Tajani: “Oggi è una giornata positiva, ma in Venezuela ancora 22 detenuti”
"Oggi è una giornata molto positiva" perché "si pone fine alla sofferenza di due famiglie". Lo ha detto oggi dalla Farnesina il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel commentare la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, detenuti da più di un anno in Venezuela, ricordando come siano ancora 42 gli italiani detenuti nel Paese sudamericano, 24 dei quali per motivi politici.
La partenza di Armanda per Roma
Alle 12.15 la signora Trentini esce dalla sua casa del Lido. Sale a bordo di una Volkswagen t-roc bianca guidata da un parente per raggiungere il traghetto. Da qui arriverà all’aeroporto Marco Polo: destinazione Genova per incontrare l’avvocata Alessandra Ballerini e da qui raggiungere Roma e quell’abbraccio con Alberto che sogna da 423 giorni. L’aereo per Genova parte alle 15.15. La casa è frattanto meta di amici e residenti del Lido, alcuni dei quali hanno lasciato davanti al portone d'ingresso dei mazzi di fiori.
Luzzi, Presidente Generale di MCL: “L’inizio di un percorso di democrazia”
“Desidero esprimere un sentimento di vicinanza e felicitazione per gli italiani Alberto Trentini e Mario Burló che potranno finalmente ritornare a casa dopo oltre un anno di detenzione. Confidiamo che questo risultato, frutto dell’azione degli Stati Uniti nei confronti del leader venezuelano Maduro, possa rappresentare l’inizio di un percorso di ripristino della democrazia e della prosperità economica in un paese in cui vivono tanti nostri connazionali e di ricostituzione dei rapporti internazionali. A nome di tutto il Movimento Cristiano Lavoratori, mi congratulo con i rappresentanti del Governo italiano e le Istituzioni tutte per l’ottima azione diplomatica”, è quanto dichiara Alfonso Luzzi, Presidente Generale di MCL.
Tajani: “L'aereo di Trentini e Burlò tra stanotte e domani in Italia”
"L'aereo con Trentini e Burlò tra stanotte e domani rientrerà" in Italia. Lo ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina.
Landini: “La liberazione di Trentini è un’ottima notizia”
"La liberazione di Alberto Trentini e degli altri prigionieri italiani è finalmente un'ottima notizia. Chiediamo libertà e giustizia per tutti i prigionieri politici, i giornalisti, i sindacalisti e gli attivisti incarcerati dal regime di Maduro". Lo afferma, in una nota, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. "La Cgil - prosegue il leader della Confederazione - in coerenza e a sostegno delle posizioni del sindacato mondiale, è dalla parte della democrazia, dei diritti umani e del diritto internazionale, in Venezuela come in Iran, dove in queste ore si sta compiendo uno dei più gravi crimini contro l'umanità per mano del regime teocratico al potere. La Cgil è scesa in piazza sin dal 2022 con il movimento Donna vita libertà, dopo l'uccisione della giovane Mahsa Amini, e continuerà a essere al fianco di chi chiede libertà e democrazia in ogni parte del mondo". "La Cgil - conclude Landini - è per 'costituzione' contro ogni forma di dittatura e di autoritarismo: i diritti dei lavoratori, la libertà di manifestare e i diritti sindacali sono parte fondante della democrazia".
Crosetto: “Grande sollievo per la liberazione di Trentini e Burlò”
"Grande soddisfazione e profondo sollievo per la notizia della liberazione avvenuta a Caracas di Alberto Trentini e Mario Burlò. È un risultato significativo, che testimonia l'impegno costante dello Stato e delle Istituzioni nonché il valore del lavoro svolto dalla diplomazia italiana, con discrezione e determinazione". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Il Patriarca di Venezia parla con la mamma di Trentini: “Donna felice e grata”
"Ho parlato poco fa con mamma Armanda. Una donna e una mamma emozionata e soprattutto molto felice e grata, che si prepara ad incontrare Alberto". Lo afferma il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, che insieme alla Chiesa veneziana, al parroco don Renato e alla comunità di Sant'Antonio del Lido di Venezia, ha accolto con grande gioia la notizia dell'avvenuta liberazione di Alberto Trentini. Al telefono con mamma Armanda, stamattina, il Patriarca ha voluto esprimere affetto e vicinanza a lei, a papà Ezio e a tutti i familiari ed amici che in questo tempo hanno sofferto per la lontananza di Alberto. "Io ringrazio - aggiunge Moraglia - tutti quelli che si sono spesi e dò l'appuntamento ad Alberto per un momento in cui possiamo essere felici insieme, abbracciarci e insieme poter capire quanto è importante la libertà, quanto è importante uno stato di diritto, quanto è importante che le persone siano riconosciute nella loro dignità, soprattutto quando fanno il bene gratuitamente", sottolinea. Nel corso della telefonata è stato inoltre concordato di fissare, appena possibile, un incontro per abbracciare Alberto insieme ai suoi genitori: "Alberto, grazie, ti aspettiamo, ti abbracciamo e siamo contenti che non sei più solo uno di noi, ma sei con noi una persona libera", conclude.
Mattarella chiama madre Trentini, condivise attesa e felicità
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato la madre di Alberto Trentini per dirle che, dopo aver condiviso la sofferenza e l'attesa sua e di suo marito, “condividiamo tutti la vostra felicità”.
Boldrini: “La notizia ci riempie di gioia”
"Alberto Trentini è finalmente libero!”, dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della camera sui diritti umani nel mondo. “Qualche ora fa è arrivato all'ambasciata italiana a Caracas insieme a Mario Burlò, liberato insieme a lui. La notizia ci riempie di gioia. Un abbraccio alle famiglie che hanno attesto questo momento per tantissimo tempo e un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato perché ciò avvenisse. Aspettiamo Alberto e Mario in Italia prestissimo!”.
Bonelli: “Si apre una stagione di dialogo, cooperazione e pace”
“È una bellissima notizia la liberazione di Alberto Trentini, Mario Burlò e di tutti gli altri detenuti che sono stati finalmente rilasciati. È un risultato importante che restituisce dignità alle persone e alle loro famiglie e che va accolto con soddisfazione e responsabilità”, dice Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde. “Ora ci sentiamo ancora più impegnati a lavorare per aprire una nuova stagione fondata sul dialogo, sulla cooperazione e sulla pace, affinché prevalgano la democrazia, i diritti e il rispetto della vita umana, e non la violenza e la guerra”.
Magi: “Splendida notizia”
"La liberazione di Alberto Trentini e di Mario Burlò, oltre che degli altri italiani detenuti in Venezuela scarcerati nei giorni scorsi, è una splendida notizia che riempie di gioia. Un abbraccio alla madre e alla famiglia che non hanno mai smesso di lottare per la liberazione di loro figlio". Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Ronzulli: “Cambio di passo in Venezuela”
"Una bellissima notizia: Trentini e Burlò tornano a casa dalle loro famiglie. Le autorità venezuelane guidate dalla presidente Rodriguez stanno dimostrando spirito di collaborazione e cambio di passo". Così sui social la senatrice e vice presidente del Senato Licia Ronzulli.
Burlò chiama e rassicura la figlia
Una lunga telefonata alla figlia Gianna, dagli uffici consolari italiani a Caracas, per annunciarle la liberazione e rassicurarla sulle proprie condizioni di salute. Questo è stato il primo passo di Mario Burlò, imprenditore e immobiliarista torinese detenuto in Venezuela per circa un anno, dopo la sua scarcerazione. La chiamata è giunta nel cuore della notte per via del fuso orario. "Sta benone", dichiara Maurizio Basile, avvocato torinese che lo assiste dei processi che ha in corso in Italia. "È una persona dalla forza d'animo e dalla vitalità straordinaria", aggiunge il legale.
Calenda, Trentini libero: “Grazie a chi ha lavorato per questo risultato”
"Alberto Trentini è finalmente libero dopo oltre 420 giorni di detenzione senza accuse in Venezuela: è stato scarcerato insieme a Mario Burlò e si trova ora nella sede dell'ambasciata italiana a Caracas, pronti a tornare in Italia. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per ottenere questo risultato". Lo afferma il leader di Azione Carlo Calenda.
Per Alberto campane a festa e messa ringraziamento al Lido di Venezia
Campane a festa, stamani alle ore 7 dalla chiesa di Sant'Antonio al Lido di Venezia, frequentata dai genitori di Alberto Trentini, che vi abitano a pochi passi. Le ha suonate il parroco, don Renato Mazzuia, appena saputa la notizia della liberazione del cooperante veneziano. "È stata una sveglia gioiosa”, ha detto don Mazzuia, “contenta e piena di speranza. È stato un anno intenso di preghiera e di vicinanza ai genitori, che vediamo spesso qui dentro. Ho mandato un messaggino alla mamma, ho sentito l'avvocata Ballerini ho suonato le campane e adesso celebreremo una Messa di ringraziamento". Trentini non vive a Venezia da una ventina d'anni, per il suo lavoro nella cooperazione internazionale. "Non lo conoscevo direttamente - ricorda il sacerdote - ma attraverso i suoi parenti quando tornava ogni tanto qui. Ora è importante che torni a casa", ha concluso.
Tajani: “Meloni preallertata ma serviva riserbo”
"Ieri, verso le 20, mi ha chiamato il ministro degli Esteri venezuelano per annunciarmi che la presidente Rodríguez aveva deciso di far liberare Trentini. Stamane, verso le 4, lui e Burlò sono arrivati presso la nostra ambasciata. Li ho sentiti, sono in buone condizioni", queste le parole del ministro degli esteri Antonio Tajani nelle interviste che sta rilasciando. "È stato un lavoro molto discreto condotto da tutto il sistema Italia per portare a casa i nostri connazionali italiani detenuti in Venezuela". "Un grande lavoro della nostra diplomazia – ha aggiunto – un successo del governo che ha saputo interloquire e cogliere il cambiamento che c'è stato in Venezuela. La presidente Meloni ha espresso la sua soddisfazione, era in attesa della notizia perché glielo avevo preannunciato, ma il riserbo era necessario".
Legale Burlò: “Ho sentito il console, Mario sta benone”
"Ho appena sentito il console Jacopo Martino che mi ha detto che Mario Burlò sta benone quindi siamo veramente molto soddisfatti, penso che abbiamo fatto quello che si doveva fare per ottenere la sua liberazione, cioè rapportarci alle istituzioni dello Stato". Così l'avvocato Maurizio Basile, uno dei legali di Burlò, l'imprenditore detenuto in Venezuela e rilasciato nelle scorse ore. "Burlò dovrebbe rientrare domani con volo di Stato", ha aggiunto il legale.
Schlein: “Trentini e Burlò liberi, splendida notizia”
"Alberto Trentini è finalmente libero! È stato liberato insieme a Mario Burlò e si trovano all'ambasciata di Caracas. È una splendida notizia che ci dà tanta gioia, il nostro abbraccio stretto alla sua famiglia e all'avvocata Ballerini, e il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per riportarlo a casa". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.
Trentini: “Posso avere una sigaretta? Ci hanno trattato bene”
“Posso avere una sigaretta?”. Il primo desiderio di Alberto Trentini da uomo libero è stato fumare, cosa che non aveva potuto fare per i 423 giorni di detenzione al Rodeo I. “Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato”, hanno lui e Burlò detto appena scesi dall’automobile delle autorità venezuelane che, intorno alle 23 ora di Caracas (le 5 di mattina in Italia), li ha portati all’ambasciata italiana. (Leggi l’articolo).
Brugnaro: “Oggi per tutta Venezia è una giornata di gioia”
"Finalmente dopo tanti mesi di detenzione in Venezuela, Alberto Trentini è libero e potrà finalmente tornare in Italia e riabbracciare i suoi genitori e i suoi cari. Oggi per tutta Venezia è una giornata di gioia". Lo afferma il sindaco Luigi Brugnaro, commentando la liberazione del cooperante. "È un risultato importante - prosegue Brugnaro -, frutto di un lavoro diplomatico serio, costante e silenzioso che ha visto impegnate con determinazione le istituzioni italiane ai massimi livelli. Per questo desidero esprimere un sentito ringraziamento al ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, con cui abbiamo seguito da subito la vicenda, e alla presidente del consiglio Giorgia Meloni, per l'impegno profuso nel raggiungimento di questo obiettivo. La liberazione di Alberto restituisce serenità alla sua famiglia e a un'intera comunità che non ha mai smesso di sperare e di chiedere il suo ritorno".
Tajani: “Ieri sera la telefonata che ha annunciato la liberazione”
"Erano mesi che stavamo lavorando, in silenzio ma sempre tenendo alto l'impegno per liberare gli altri italiani" detenuti in Venezuela. Così Antonio Tajani commentando in diretta su RaiNews 24 la notizia annunciata poco prima su X della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, entrambi detenuti a Caracas da oltre un anno. La scarcerazione dei due connazionali, dopo quella del giornalista Biagio Pilieri e dell'imprenditore Luigi Gasperin, "è un successo del governo e della diplomazia italiana", ha aggiunto Tajani sottolineando come il risultato sia stato raggiunto anche grazie alla capacità di leggere e sfruttare la nuova congiuntura politica del Paese.
"Abbiamo continuato a inviare messaggi positivi e abbiamo continuato a parlare" con la nuova presidenza ad interim, ha spiegato il vicepremier riferendo di aver saputo "ieri sera" con una "telefonata del ministro degli Esteri, che Trentini sarebbe stato liberato". Tajani ha tenuto a ringraziare l'Ambasciata italiana a Caracas, dove i due italiani si trovano attualmente, e in particolare l'ambasciatore, Giovanni Umberto De Vito, "per come ha lavorato per ottenere un grande risultato politico" e tutti coloro che nei mesi, in silenzio, si sono adoperati per portare avanti trattative difficile in una situazione quanto mai delicata. "Soprattutto è importante che le famiglie li possano riabbracciare quanto prima", ha insistito il titolare della Farnesina ricordando la lunga detenzione dei due prigionieri nel carcere di El Rodeo, una cinquantina di chilometri dalla Capitale.
La famiglia di Trentini: “Feriti da questa prigionia”
"Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell'invisibilità, la sua liberazione". Lo afferma la famiglia Trentini, con l'avvocata Alessandra Ballerini.
"Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!", aggiungono i Trentini.
Meloni: “Gioia per la liberazione, ringrazio Rodriguez”
"Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l'Ambasciata d'Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa". Questo il messaggio della premier Giorgia Meloni. "Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle autorità di Caracas, a partire dal Presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato"