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Golfo, ancora 8.900 italiani bloccati. Big Mama atterrata a Bergamo. Chiusa l’ambasciata a Teheran

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Con i voli charter organizzati dalla Farnesina hanno fatto rientro circa 800 persone, la maggior parte si è mossa autonomamente. E c’è chi ne approfitta per fare business
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Cala il numero dei turisti italiani nel Golfo, ma è allarme sicurezza per il personale diplomatico in Iran. “La nostra ambasciata a Teheran – ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani - è stata temporaneamente chiusa e trasferita a Baku, capitale dell'Azerbaijan". Le cinquanta persone che facevano parte della missione “hanno passato il confine azero e sono in sicurezza, inclusa l’ambasciatrice Paola Amadei, “l'ultima a lasciare la sede diplomatica". Insieme a loro, anche il vescovo di Teheran, il cardinale belga Dominique Joseph Mathieu, e il vice nunzio.

Non si tratta di una rottura delle relazioni diplomatiche, “noi vogliamo continuare a volere un dialogo con l'Iran”, ha specificato il ministro. Nelle stesse ore, Israele ha annunciato la “fase 2” dell’attacco su Teheran, promettendo un’offensiva ancora più dura. Anche il Golfo progressivamente si svuota. Con il ritorno in attività di voli e compagnie dagli scali del area, il numero degli italiani bloccati negli Emirati e nei …

Cala il numero dei turisti italiani nel Golfo, ma è allarme sicurezza per il personale diplomatico in Iran. “La nostra ambasciata a Teheran – ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani - è stata temporaneamente chiusa e trasferita a Baku, capitale dell'Azerbaijan". Le cinquanta persone che facevano parte della missione “hanno passato il confine azero e sono in sicurezza, inclusa l’ambasciatrice Paola Amadei, “l'ultima a lasciare la sede diplomatica". Insieme a loro, anche il vescovo di Teheran, il cardinale belga Dominique Joseph Mathieu, e il vice nunzio.

Non si tratta di una rottura delle relazioni diplomatiche, “noi vogliamo continuare a volere un dialogo con l'Iran”, ha specificato il ministro. Nelle stesse ore, Israele ha annunciato la “fase 2” dell’attacco su Teheran, promettendo un’offensiva ancora più dura. Anche il Golfo progressivamente si svuota. Con il ritorno in attività di voli e compagnie dagli scali del area, il numero degli italiani bloccati negli Emirati e nei Paesi limitrofi scende vertiginosamente. Tra i 1.770 rientrati oggi anche la nota artista Big Mama, atterrata a Bergamo.

In tutta l’area, fa sapere la Farnesina, sono ancora circa 8.900 i turisti italiani presenti, sui circa 13mila in precedenza stimati: 92 in Bahrein, 948 in Qatar, 6.536 negli Emirati Arabi Uniti e 1.386 in Oman. Il tappo di Dubai è però saltato. Nonostante i missili continuino a piovere sugli Emirati – l’ultima esplosione è stata sentita ieri a tarda sera – i principali aeroporti, incluso Dubai, sono tornati operativi, come molte delle compagnie non europee operanti da e per il Golfo. Da Muscat, in giornata partiranno due nuovi voli charter speciali organizzati con la Oman Air.

Certo, ci vorranno giorni per recuperare le partenze saltate nei giorni di stop, che hanno portato effetti a cascata anche nel Sud Est Asiatico. Con Dubai e altri hub dell’area chiusi, chi lì doveva fare scalo è rimasto bloccato. “Da Malè, capitale delle Maldive, partiranno due aerei diretti rispettivamente a Fiumicino e Malpensa facilitati dalla Farnesina con a bordo circa 60 passeggeri, principalmente persone fragili”, fanno sapere dal ministero degli Esteri. Si sono mossi anche i tour operator, che in collaborazione con la compagnia Neos, starebbero organizzando dei charter che riportino a casa turisti rimasti bloccati in Paesi non direttamente coinvolti nel conflitto in corso, ma che nell’area avrebbero dovuto far scalo.

Nel frattempo, assicura la Farnesina, a chi si trovi bloccato all’estero è stata garantita assistenza, incluso a chi abbia avuto necessità di recuperare farmaci specifici dopo aver esaurito le scorte. A un gruppo di “fragili” con particolari necessità rimasto bloccato a Dubai, è stato garantito il rientro ieri notte su un charter partito da Muscat. “La macchina è avviata”, assicurano dalla Farnesina.

Tuttavia continuano ad arrivare le proteste da passeggeri rimasti bloccati in tutta l’area e inutilmente provano a capire cosa meglio fare per rientrare al più presto. “Ho contattato più volte l’ambasciata e l’unità di crisi per chiedere se fosse meglio provare ad arrivare in Oman o aspettare la riprogrammazione del volo – spiegaTeresa, in vacanza con il marito e figli piccoli – Non mi hanno detto nulla, mi hanno solo consigliato di rivolgermi a una compagnia privata, la Nirvana, che, a pagamento, fa dei transfert per Muscat”.

Per giunta, ha scoperto poi, i viaggi erano stati sospesi per motivi di sicurezza. In autonomia è riuscita a riprogrammare un volo, ma da giorni è costretta a sostenere anche gli extracosti di viaggio non previsti. “Ci hanno fatto un prezzo vantaggioso, ma qui anche l’alloggio lo paghiamo noi”. Non è l’unica ad avere fretta di tornare a casa, preoccupata delle conseguenze che la situazione possa avere sui figli. “Anche se organizzassero un charter con solo minori a me andrebbe bene”. Nel frattempo ,aspetta, mentre c’è chi che pur di andare a casa ha finito per comprare un biglietto per tre diversi voli.

Preoccupazioni che per alcuni sono business. Da giorni su Tik Tok e Instagram arrivano offerte di “voli garantiti” per uscire dal Paese. “Seimila euro per scappare dalla guerra”, offre la titolare di una compagnia di jet privat, provando a spacciare a dieci volte il prezzo di costo un posto su un volo di linea.

Se qualcuno abbia abboccato non è dato sapere. In molti iniziano a prenderla con filosofia, avere pazienza e approfittare per prolungare in modo assai inaspettato una strana vacanza.

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