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Leone XIV si trasferisce oggi nell’appartamento ristrutturato nel Palazzo apostolico

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Leone riapre l’appartamento pontificio snobbato da Francesco che scelse Santa Marta. I lavori durati mesi: ora c’è anche una palestra
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Dieci mesi dopo il Conclave, il nuovo Papa è entrato nella sua nuova casa. Leone XIV ha «preso possesso dell’appartamento nel Palazzo Apostolico», ha riferito la sala stampa della Santa Sede, «trasferendosi, con i suoi più stretti collaboratori, negli spazi a disposizione dei suoi predecessori». Un comunicato stringato, quasi a voler trattare la cosa come un passaggio tecnico di poco rilievo, e allontanare, così, il brusio di fondo che da mesi accompagna Oltretevere il trasloco pontificio. Che scontato, però, non è. Perché Leone XIV torna nel Palazzo apostolico disertato per dodici anni da Francesco, che aveva preferito vivere nella foresteria del Vaticano, Casa Santa Marta. Una rottura quella, e una normalizzazione questa? Il ritorno, in realtà, non è una ripetizione del passato.

Di giorno e di notte

Robert Francis Prevost abiterà - anzi, ha già iniziato ad abitare - l’appartamento pontificio della terza loggia di giorno, usando gli stessi ambienti utilizzati dai suoi predecessori, d…

Dieci mesi dopo il Conclave, il nuovo Papa è entrato nella sua nuova casa. Leone XIV ha «preso possesso dell’appartamento nel Palazzo Apostolico», ha riferito la sala stampa della Santa Sede, «trasferendosi, con i suoi più stretti collaboratori, negli spazi a disposizione dei suoi predecessori». Un comunicato stringato, quasi a voler trattare la cosa come un passaggio tecnico di poco rilievo, e allontanare, così, il brusio di fondo che da mesi accompagna Oltretevere il trasloco pontificio. Che scontato, però, non è. Perché Leone XIV torna nel Palazzo apostolico disertato per dodici anni da Francesco, che aveva preferito vivere nella foresteria del Vaticano, Casa Santa Marta. Una rottura quella, e una normalizzazione questa? Il ritorno, in realtà, non è una ripetizione del passato.

Di giorno e di notte

Robert Francis Prevost abiterà - anzi, ha già iniziato ad abitare - l’appartamento pontificio della terza loggia di giorno, usando gli stessi ambienti utilizzati dai suoi predecessori, da Pio X a inizio Novecento fino all’addio traumatico del dimissionario Benedetto XVI: la biblioteca, la cappella e lo studio privato dal quale ogni domenica si affaccia sul colonnato berniniano per l’Angelus. Ma avrebbe altresì deciso di vivere nelle ore notturne al piano di sopra, nei cosiddetti “soffittoni”, dove in passato hanno abitato segretari papali e suore che si occupavano della casa del Papa. Si tratta di un ambiente che si trova tra la terza loggia e il tetto, e che, a dispetto del nome, ha comunque il decoro, oltre che lo spazio e la luminosità, che si addice a un Pontefice. Qui – lontano dagli sguardi dei fedeli – con stile minimal e prevalenza del bianco, sarebbero state disposte le camere da letto con i servizi, una seconda cappella, una cucina, nonché una piccola palestra per permettere al Pontefice di conservare l’abitudine di tenersi in forma.

Le suore peruviane

Leone si trasferisce nel nuovo appartamento insieme ai suoi due segretari, don Edgar Rimaycuna, peruviano, e don Marco Billeri, toscano. A loro si dovrebbero affiancare nel prossimo futuro un gruppo di suore peruviane, che Prevost conosce sin dai tempi in cui è stato vescovo nel paese andino, e che sarebbero incaricate delle faccende domestiche e della cucina.

Secondo trasloco

Il Papa ha dovuto aspettare dieci mesi perché la ristrutturazione si è prolungata: oltre alle innovazioni strutturali un numero relativamente esiguo di operai ha dovuto rifare completamente il circuito elettrico e quello idraulico, nonché stabilizzare i cornicioni esterni, perché in dodici anni di abbandono l’appartamento, che aveva già iniziato a deteriorarsi negli ultimi anni di papa Ratzinger, si era ormai rovinato. Finora Leone ha continuato a vivere nel palazzo del Santo Uffizio: quando era giunto in Vaticano nel 2023 gli era stato assegnato un appartamento dall’altra parte della piazza, ma lui aveva voluto avvicinarsi alla chiesa di Santa Monica, dove era stato ordinato prete, e alla comunità degli agostiniani che aveva guidato da priore dell’ordine e continuava a frequentare quotidianamente da cardinale, per le lodi mattutine e per il pranzo. Ci si era trasferito poche settimane prima del Conclave, quando non sospettava che di lì a poco sarebbe stato eletto Papa.

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