Il caso Salis arriva in Parlamento: “Piantedosi spieghi il controllo”
di Alessandra ZinitiLe scuse e le giustificazioni non bastano. Il giorno dopo l’identificazione di Ilaria Salis, svegliata in albergo a Roma da due poliziotti arrivati poche ore prima della manifestazione No Kings per controllare quel nome associato ad un alert nel Sistema informativo Schengen, i leader di Avs confermano l’intenzione di depositare un’interrogazione parlamentare. «La polizia ci ha spiegato che era un atto dovuto - dice Nicola Fratoianni - ma resta il nodo che coinvolge il governo. È grave che, di fronte ad una segnalazione in quel sistema che però coinvolge un’eurodeputata italiana, loro non facciano nulla».
Nessun passo formale del Viminale
Dal Viminale, fino ad ora, nessun passo formale se non la richiesta al dipartimento di pubblica sicurezza di una puntuale ricostruzione di quanto accaduto. In aula, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi toccherà spiegare come mai i poliziotti incaricati di quel controllo non sapessero che si trattava dell’europarlamentare fino a quando la stessa…
Le scuse e le giustificazioni non bastano. Il giorno dopo l’identificazione di Ilaria Salis, svegliata in albergo a Roma da due poliziotti arrivati poche ore prima della manifestazione No Kings per controllare quel nome associato ad un alert nel Sistema informativo Schengen, i leader di Avs confermano l’intenzione di depositare un’interrogazione parlamentare. «La polizia ci ha spiegato che era un atto dovuto - dice Nicola Fratoianni - ma resta il nodo che coinvolge il governo. È grave che, di fronte ad una segnalazione in quel sistema che però coinvolge un’eurodeputata italiana, loro non facciano nulla».
Nessun passo formale del Viminale
Dal Viminale, fino ad ora, nessun passo formale se non la richiesta al dipartimento di pubblica sicurezza di una puntuale ricostruzione di quanto accaduto. In aula, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi toccherà spiegare come mai i poliziotti incaricati di quel controllo non sapessero che si trattava dell’europarlamentare fino a quando la stessa Salis, svegliata alle 7.30 del mattino, lo ha fatto presente, bloccando di fatto qualsiasi tipo di accertamento nei suoi confronti.
L’alert della Germania sull’eurodeputata
Ma il punto adesso non è più questo. Dal governo, Salis e Avs ( che hanno intenzione di interrogare sul tema anche le istituzioni europee) vogliono sapere come sia possibile che un’eurodeputata italiana possa essere oggetto di indagini, monitoraggio, controlli senza che le autorità italiane ne siano state informate. Perchè - ed è il punto centrale di questo inciampo - se è in qualche modo plausibile che i due poliziotti incaricati del controllo potessero non sapere chi fosse Ilaria Salis, altrettanto non si può ipotizzare per le autorità di polizia o della magistratura tedesca che hanno inserito l’alert sul suo nome all’inizio di marzo.
Monitoraggio 3 anni dopo l’arresto a Budapest
Le date sono fondamentali nella ricostruzione: la segnalazione nel Sistema informativo Schengen è del 2 marzo, quando ovviamente Ilaria Salis era già deputata europea. Sono già passati tre anni dal suo arresto a Budapest dopo i disordini alla Giornata dell’Onore, accusata di aver aggredito tre militanti neonazisti. È dall’indagine ungherese, in cui risultano coinvolti una decina di esponenti del gruppo di estrema sinistra Hammerbande, che nasce il proseguo dell’inchiesta in mano ai magistrati tedeschi che li accusano di organizzazione eversiva. Ilaria Salis non sarebbe indagata ma è evidente che gli investigatori tedeschi tengono ancora accesi i riflettori su di lei e sui suoi rapporti con questi gruppi. È per questo che il 2 marzo inseriscono la segnalazione chiedendo, in sostanza, alle polizie europee di informarli sulle eventuali presenze di Ilaria Salis nei loro Paesi, sui suoi accompagnatori, sui motivi dei suoi spostamenti. Un modo per monitorare eventuali attuali contatti con la galassia dei gruppi di antagonisti sotto inchiesta. Solo che Ilaria Salis è un’europarlamentare e non può essere soggetta a questo tipo di controlli.
L’interrogazione di FdI sul compagno di Salis
Che scattano però - va ricordato - solo in caso di un accertamento casuale per strada o di registrazione in una struttura alberghiera. Per questo l’alert non è scattato durante i numerosi viaggi in aereo delle scorse settimane ma venerdì a Roma dopo la registrazione all’hotel Varese. Dove Ilaria Salis era con il suo compagno e assistente a Bruxelles, Ivan Bonnin, attivista, condannato nel 2015 dopo alcuni scontri all’Università di Bologna. Circostanza ora nel mirino della destra che, con Giovanni Donzelli di FdI, preannuncia una interrogazione parlamentare «per sapere tutti i precedenti di questo accompagnatore di Ilaria Salis pagato con i soldi pubblici».