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Un anno fa moriva papa Francesco: oggi la messa a Santa Maria Maggiore e il messaggio di Leone

(afp)

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Nella parrocchia di Torvaianica ieri sera messa con alcune delle trans che Bergoglio aiutò: “E’ stato il padre degli ultimi, ha aperto le porte della Chiesa”
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Oggi alle 18 nella basilica di Santa Maria Maggiore si celebra una messa ufficiale in suffragio di papa Francesco, morto esattamente un anno fa, ma già ieri sera una celebrazione più famigliare si è svolta in suo onore nella parrocchia di Torvaianica, sul litorale romano, alla presenza di un gruppo di donne transessuali che Jorge Mario Bergoglio ha fatto uscire dall’invisibilità.

“Il padre degli ultimi”

“A un anno dalla sua morte ci rimane la sua carità, la sua compassione, tutto quello che ha fatto per gli ultimi, per i poveri, per i malati, per la gente che aveva bisogno”, racconta Marcela Demarco, uruguayana: “E’ stato il padre degli ultimi, ci ha riconosciuto, ci ha dato la dignità come persone, ha aperto la porta per tutti noi e questo per ognuna di noi transessuali è indimenticabile”.

“E’ in paradiso e veglia su di noi”

Era il 2020 quando, in piena pandemia, Francesco aiutò le prostitute transessuali rimaste senza…

Oggi alle 18 nella basilica di Santa Maria Maggiore si celebra una messa ufficiale in suffragio di papa Francesco, morto esattamente un anno fa, ma già ieri sera una celebrazione più famigliare si è svolta in suo onore nella parrocchia di Torvaianica, sul litorale romano, alla presenza di un gruppo di donne transessuali che Jorge Mario Bergoglio ha fatto uscire dall’invisibilità.

“Il padre degli ultimi”

“A un anno dalla sua morte ci rimane la sua carità, la sua compassione, tutto quello che ha fatto per gli ultimi, per i poveri, per i malati, per la gente che aveva bisogno”, racconta Marcela Demarco, uruguayana: “E’ stato il padre degli ultimi, ci ha riconosciuto, ci ha dato la dignità come persone, ha aperto la porta per tutti noi e questo per ognuna di noi transessuali è indimenticabile”.

“E’ in paradiso e veglia su di noi”

Era il 2020 quando, in piena pandemia, Francesco aiutò le prostitute transessuali rimaste senza clienti a causa del lockdown tramite il cardinale elemosiniere Konrad Krajewski, don Andrea Conocchia, parroco di Torvaianica, don Andrea Conocchia, e suor Geneviève Jeanningros, sua vecchia conoscenza dai tempi dell’Argentina. Religiosa francese delle piccole sorelle di Gesù, un anno fa rimase per ore in piedi in silenzio accanto alla bara del Papa esposta alla devozione dei fedeli a San Pietro. Ora non ha dubbi: “Papa Francesco è in paradiso accanto a Gesù”, dice a margine della messa di lunedì sera a Torvaianica, “ed è qui che veglia su di noi”.

Il messaggio di papa Leone

Se la messa di ieri sera aveva i caratteri dell’informalità, oggi è il giorno delle celebrazioni più ufficiali. A Santa Maria Maggiore, dove Bergoglio ha voluto essere seppellito – lontano dal Vaticano e vicino alla icona di Maria Salus Populi Romani – alle 17 viene recitato il rosario e subito dopo nella cappella Paolina viene svelata una lapide commemorativa a perenne memoria dello speciale legame tra Francesco e l’icona mariana di fronte alla quale in 12 anni di pontificato sostò e pregò per ben 126 volte. Alle 18 all’altare papale viene celebrata una messa in suffragio di Francesco durante la quale sarà data lettura di un messaggio di papa Leone XIV che in questi giorni è impegnato in un lungo viaggio in Africa.

"Misericordia e fratellanza”

Su X Leone ha scritto: “Nel primo anniversario della nascita al cielo del nostro caro Papa Francesco, le sue parole e i suoi gesti rimangono impressi nei nostri cuori. Raccogliamo la sua eredità proclamando sempre la gioia del Vangelo, annunciando la misericordia di Dio e promuovendo la fratellanza tra tutti gli uomini e le donne”.

Il film di Martin Scorsese

Scholas Occurrentes, intanto, fondazione impegnata nell’educazione dei giovani svantaggiati che Bergoglio incoraggiò già da arcivescovo di Buenos Aires, organizza sempre oggi in Vaticano diversi eventi. Alle 16, in particolare, nella Filmoteca vaticana proietta il film “Aldeas: The Final Dream of Pope Francis” realizzato da Martin Scorsese, un progetto di cinema comunitario nato per preservare e promuovere le diversità culturali. Alle 20 all’Auditorium della Conciliazione organizza una serata musicale dedicata a Francesco durante la quale si esibiscono, tra gli altri, Arisa, la Jakarta Concert Orchestra e i Batavia Madrigal Singer.

Un anno fa

La vita terrena e il pontificato di Jorge Mario Bergoglio giungevano a conclusione, secondo le informazioni ufficiali, alle 7.35 del 21 aprile 2025, a causa di un ictus cerebrale seguito da collasso cardiocircolatorio. Era nato 88 anni prima, il 17 dicembre del 1936, ed era stato eletto Papa all’età di 76 anni, il 13 marzo 2013. A darne la notizia furono, in un videocollegamento da Casa Santa Marta, la foresteria vaticana che Francesco aveva scelto come residenza, il cardinale camerlengo Kevin Farrell affiancato dal cardinale Pietro Parolin, dal Sostituto agli affari generali della Segreteria di Stato Edgar Pena Parra e dal cerimoniere pontificio Diego Ravelli. Il giorno prima, domenica di Pasqua, il Papa, quasi senza voce per i problemi respiratori che lo avevano costretto a un drammatico ricovero di 37 giorni, aveva presieduto la benedizione “urbi et orbi” dal loggione di San Pietro ed aveva poi fatto un ultimo giro in papamobile tra la folla di fedeli.

Le ultime parole

In un recente libro di memorie personali Salvatore Cernuzio, giornalista in Vaticano, ha ricostruito gli ultimi momenti e le ultime parole di Francesco. “Il malessere è sopraggiunto la notte tra il 20 e il 21 aprile; intorno alle 5 del mattino con il campanello ha chiamato l’infermiere in quel momento di turno, Stefano Compagno. Aveva bisogno di acqua. Ha bevuto e all’infermiere ha detto: ‘Grazie, scusi per il disturbo’. Parole di circostanza e cortesia: sono state le ultime pronunciate da Jorge Mario Bergoglio”. Una fake news, precisa il giornalista, quella che è stata scritta da alcuni sul fatto che il Papa sia morto senza aver ricevuto i sacramenti. Così com’è falso che il Pontefice sia morto in ascensore. Era stata chiamata un’ambulanza, quello sì, e si era provato a spostare il Papa per trasportarlo d’urgenza in ospedale, ma era già troppo tardi. Francesco non c’era più”.

“Ha aperto le porte della Chiesa”

Per ricordarlo ieri sera la parrocchia della Beata Vergine Immacolata di Torvaianica era piena di semplici fedeli. Molti si sono soffermati qualche istante dinanzi alla sua foto disposta sull’altare, accanto alla parola “Pace” a grandi lettere. Il parroco, don Andrea Conocchia, ha chiesto a Dio “il coraggio e la profezia di papa Francesco, perché la rivoluzione del Vangelo è sempre attuale”. Marcela Demarco non nasconde la nostalgia: “Ci manca”, dice. Ma Francesco, ne è convinta, “ha lasciato un’eredità, ha aperto le porte per la comunità lgbt e quelle porte restano aperte”.

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