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La riforma sulla caccia “sparatutto” in Parlamento. Schlein: “Ritiratela è incostituzionale”

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Voluta dalla maggioranza, allarga le specie che possono essere uccise. Consente di sparare anche di notte e sulle spiagge. L’Italia rischia la procedura di infrazione europea. Proteste anche di Bonelli e Conte
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“Il ddl sulla caccia è incostituzionale e va ritirato”. La segretaria del Pd Elly Schlein chiede l’abolizione del nuovo disegno di legge che abbatte molte limitazioni alla caccia e inizia oggi il suo iter in Parlamento. La discussione è già iniziata in Senato. “Il ddl 1552 è una resa incondizionata alla frangia venatoria più estremista, in barba alla scienza, al diritto europeo e al dovere costituzionale di tutelare l’ecosistema e la biodiversità” ha detto Schlein.

Norma voluta dalla maggioranza

Il disegno di legge è soprannominato “sparatutto”. Annamaria Procacci, responsabile dell’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), la definisce “una dichiarazione di guerra alla natura e agli animali”. La norma ha come primo firmatario Lucio Malan di Fratelli d’…

“Il ddl sulla caccia è incostituzionale e va ritirato”. La segretaria del Pd Elly Schlein chiede l’abolizione del nuovo disegno di legge che abbatte molte limitazioni alla caccia e inizia oggi il suo iter in Parlamento. La discussione è già iniziata in Senato. “Il ddl 1552 è una resa incondizionata alla frangia venatoria più estremista, in barba alla scienza, al diritto europeo e al dovere costituzionale di tutelare l’ecosistema e la biodiversità” ha detto Schlein.

Norma voluta dalla maggioranza

Il disegno di legge è soprannominato “sparatutto”. Annamaria Procacci, responsabile dell’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), la definisce “una dichiarazione di guerra alla natura e agli animali”. La norma ha come primo firmatario Lucio Malan di Fratelli d’Italia, ma è stata promossa soprattutto dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Il Wwf stima che in Italia i cacciatori siano meno dell’1% della popolazione: attorno al mezzo milione di persone. In una prima versione, poi emendata, il disegno di legge concedeva la licenza per portare il fucile già a partire dai 16 anni.

I limiti aboliti

La riforma allarga il ventaglio delle specie che possono essere uccise (c’è perfino il piccione di città) e le aree in cui è possibile praticare l’attività venatoria, inclusi i manti nevosi e le spiagge. Ammette la caccia anche nei periodi di migrazione e quelli immediatamente precedenti alla riproduzione.

Consente l’uso di visori notturni, di apparecchi silenziatori degli spari e di richiami vivi (cioè del canto di altri uccelli). Sostituisce al parere di un ente scientifico come l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) – obbligatorio per alcune specie – quello di un Comitato tecnico faunistico venatorio regionale, un gruppo di natura politica.

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, co-portavoce di Europa Verde, ha parlato a margine del flash mob organizzato questa mattina davanti al Senato. “Vogliono estendere l'attività venatoria fino a trasformare parchi, aree protette e perfino le spiagge in luoghi dove si può sparare. Arrivano persino a prevedere l'abbattimento di specie come l'oca selvatica e lo stambecco. Una scelta inaccettabile che contrasta con le direttive europee sulla tutela della natura”.

Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, annuncia battaglia: “Per noi questa scelta è incomprensibile e profondamente sbagliata. Ci siamo opposti in ogni sede utile e continueremo a farlo, dentro e fuori le aule parlamentari. Per noi la difesa dell'ambiente non è una battaglia ideologica, ma una responsabilità verso i cittadini e le nuove generazioni”.

Il rischio infrazione europea

Contro il nuovo disegno di legge si è già espressa la Commissione Europea, ma il governo non l’aveva reso noto. “Il governo ha ricevuto la lettera di Bruxelles già a dicembre 2025 – denuncia Schlein - e l’ha volutamente tenuta nascosta, mentre il Parlamento discuteva il provvedimento. Non ha mai risposto, su questo, alle nostre interrogazioni. Chiediamo quindi il ritiro immediato del ddl 1552”.

L’opposizione e molte associazioni ambientaliste hanno lanciato l’hashtag #iomioppongo per chiedere ai cittadini di mobilitarsi contro la norma anche via social. La riforma della caccia è considerata incostituzionale dai suoi oppositori, che citano l’articolo 9: “La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

Le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia hanno già organizzato diversi flash mob per protestare: “Si prefigura – hanno scritto in una dichiarazione comune – la distruzione della natura, l’uccisione di un numero ancora maggiore di animali selvatici per l’esclusivo divertimento dei cacciatori, la privazione della libertà per i cittadini di muoversi in sicurezza, lo sfregio del dettato costituzionale e del diritto europeo”.

L’appoggio del Vaticano

La Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) aveva espresso la sua preoccupazione in una lettera a Papa Leone XIV. Il pontefice ha risposto tramite la Segreteria di Stato, definendo la riforma della caccia “una questione di grande rilevanza sociale e morale” ed esprimendo “apprezzamento per la sensibilità e l'opera” svolta nei riguardi della natura.

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