Cronaca

Chiese sotto chiave: urina nelle acquasantiere e danni, quando il vandalismo entra nei luoghi sacri

Il danneggiamento dei candelabri a San Pietro a Roma del febbraio 2025
Il danneggiamento dei candelabri a San Pietro a Roma del febbraio 2025 

Da Lugo a Roma a Campobasso, tabernacoli divelti, statue decapitate, arredi distrutti. Dietro la stessa parola, “vandalismo”, si nascondono però fenomeni diversi: furti, disagio giovanile, fragilità psichiche e gesti di ostilità religiosa. Crescono allarmi e telecamere

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Dopo la messa del mattino, il portone si richiude. Non è una variazione estiva degli orari, ma una misura di sicurezza. La Collegiata dei Santi Francesco e Ilaro di Lugo, la chiesa più grande della cittadina ravennate, Lugo appunto, resterà chiusa durante il giorno finché non sarà installato un sistema d’allarme nel presbiterio. La decisione è arrivata dopo una serie di incursioni. Il 31 luglio il parroco, don Leonardo Poli, ha sorpreso intorno all’altare cinque ragazzi tra i 12 e i 15 anni. Erano riusciti a forzare le cassette delle offerte, avevano danneggiato le candele di plastica e rovinato, anche con degli sputi, un candelabro appena acquistato, del valore di circa duemila euro. Alla vista del sacerdote sono fuggiti. Le telecamere avevano già registrato altri episodi e la parrocchia ha consegnato le immagini alla polizia. Poi è arrivata la serratura: chiesa aperta soltanto per le funzioni, portone tra il parcheggio e piazza Savonarola chiuso anche la sera.

Tabernacoli, statue, candelabri

Pochi giorni prima, a Cattolica, qualcuno aveva divelto e portato via il tabernacolo della chiesa di San Giorgio in Conca. Le ostie consacrate erano state abbandonate nell’area verde circostante. Il furto è stato scoperto la sera del 7 agosto, al momento della chiusura, e denunciato ai carabinieri.

Il 16 giugno, nella cappella dell’Aurelia Hospital di Roma, era scomparso un altro tabernacolo. Era pesante, ancorato al piedistallo e conteneva particole consacrate. Chi è entrato nella cappella ha portato via anche le offerte custodite nei candelieri votivi: poche decine di euro lasciate dai pazienti e dai loro familiari. In quel caso il luogo violato non era soltanto una chiesa, ma uno spazio costruito dentro un ospedale proprio per accogliere la paura e la fragilità.

Ad aprile, a Frosinone, in pochi giorni sono state decapitate due immagini sacre. Prima una statua di Padre Pio nella chiesa abbaziale di San Benedetto, poi una Madonna di Lourdes collocata in una nicchia pubblica. In entrambi i casi la testa era stata lasciata ai piedi della figura. I carabinieri hanno acquisito le immagini della videosorveglianza, ipotizzando una possibile matrice comune.

Altri episodi

Nel febbraio 2025 un uomo salì sull’Altare della Confessione della basilica di San Pietro e scaraventò a terra sei candelabri ottocenteschi, stimati complessivamente trentamila euro. Fu fermato e denunciato. Nel maggio 2024, nella chiesa di Sant’Angelo Magno ad Ascoli Piceno, chiusa dal terremoto del 2016, gli intrusi fecero a pezzi paramenti, un crocifisso e una statua, danneggiarono un organo del Seicento e scoperchiarono alcune tombe. Nell’agosto dello stesso anno, a Montecilfone, in provincia di Campobasso, una statua della Madonna di Medjugorje venne gettata a terra e frantumata insieme ad altri oggetti sacri.

Nel febbraio 2025 il parroco, don Maurizio De Angeli, decise di chiudere la chiesa di San Pietro in Vincoli di via San Rocco, nel quartiere Cavoretto a Torino con l'eccezione degli orari delle funzioni. Un uomo, senza fissa dimora, aveva fatto ripetutamente i propri bisogni, liquidi e solidi, all'interno dell’edificio sacro. Arrivando anche a urinare nel fonte battesimale e a lasciare della carta sporca di escrementi sull'altare.

L'avviso apparso sul portone della Chiesa di San Pietro in Vincoli a Torino nel febbrario 2025
L'avviso apparso sul portone della Chiesa di San Pietro in Vincoli a Torino nel febbrario 2025 

A ottobre 2025, poi, approfittando di un momento di distrazione del personale, un uomo era riuscito a scavalcare le barriere che proteggono l’altare della Confessione. In pochi secondi aveva percorso i gradini più famosi della basilica di San Pietro, era arrivato davanti alla mensa sacra, si era sbottonato i pantaloni e aveva urinato. Tutto questo sotto gli occhi di centinaia di turisti.

Nel dicembre 2025 don Domenico Monteforte, cappellano di Roma Termini, che il 3 novembre, a causa del continuo degrado, era stato costretto a chiudere la chiesa della stazione nei momenti di mancanza di sorveglianza, aveva denunciato: “L’urina nell’acquasantiera è stato troppo. Finché si trattava di escrementi sparsi negli angoli della chiesa l’abbiamo presa con filosofia. Non so se sia volutamente blasfemo, qui alla stazione ci sono molte persone che hanno anche problemi psichiatrici, non vogliamo accusare nessuno, ma sicuramente è un gesto che preoccupa”.

Nel maggio del 2024 i vandali imbrattarono il muro dell'antica chiesetta della Madonna della Serra di Ruffano, nel Salento. "Vergogna! Un atto di vandalismo deturpa un luogo di fede e bellezza", disse il vicesindaco di Ruffano, Franco De Vitis. "Con profonda indignazione e rabbia, denunciamo l'ennesimo atto di vandalismo che ha colpito la Chiesa della Madonna della Serra, un luogo di grande valore storico e religioso immerso in un suggestivo ambiente naturalistico".

Scritte sul muro di una chiesa nel Salento
Scritte sul muro di una chiesa nel Salento 

Il video sui social

C’è anche chi danneggia una chiesa per realizzare un video e farlo circolare sui social. È successo per esempio nell’ottobre 2023 nella chiesa del Carmine di Noci, in Puglia. Quattro studenti tra gli 11 e i 12 anni, ancora con le divise scolastiche, sradicarono le porticine dei tabernacoli, manomisero l’organo, gettarono rifiuti e tentarono di appiccare il fuoco con i ceri votivi. Riconosciuti grazie alle telecamere, incontrarono il custode della chiesa insieme alla preside e ai genitori e presentarono le proprie scuse.

"Quando i colpevoli sono adolescenti, prima del fatto religioso va analizzata l’emergenza educativa”, spiega il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. Nel caso di Lugo, don Leonardo Poli parla di noia e di famiglie assenti.

I numeri

La domanda inevitabile è se gli attacchi contro le chiese stiano davvero aumentando. Per l’Italia non emerge dai dati pubblicamente consultabili una statistica nazionale omogenea che raccolga insieme furti, vandalismi e profanazioni, precisandone moventi e autori.

Nel rapporto relativo al 2024, l’Osce registra in Italia 893 reati d’odio segnalati dalla polizia. Tra le diverse tipologie compaiono 59 attacchi contro luoghi di culto e 27 episodi classificati come vandalismo, ma i numeri comprendono tutte le possibili matrici discriminatorie e non permettono di stabilire quanti casi abbiano colpito chiese cristiane. Lo stesso rapporto avverte che le segnalazioni della società civile sono volontarie e non rappresentano necessariamente il numero reale degli episodi.

Sul piano europeo, l’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani, organizzazione specializzata con sede a Vienna, ha calcolato 2.211 reati anticristiani nel 2024, ottenuti incrociando statistiche di polizia, dati Osce e proprie rilevazioni. Tra questi indica 94 incendi contro chiese o altri siti cristiani. Sono cifre importanti, ma provengono da sistemi nazionali differenti e non possono essere automaticamente trasferite alla situazione italiana.

La protezione

Dopo le ripetute intrusioni a San Pietro, il Vaticano ha deciso di rafforzare la protezione di alcune aree della basilica. Ma il cardinale Mauro Gambetti ha ricordato che nell’anno precedente erano passate da San Pietro oltre venti milioni di persone e che gli incidenti erano stati estremamente limitati rispetto al numero dei visitatori. La basilica, ha spiegato, deve conservare per chi entra un "sapore di libertà” e non può essere militarizzata.

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