Caso Resinovich, il dna sui jeans e sul sacco sono di un tecnico che maneggiò i reperti nel 2023
Nei giorni scorsi era stata depositata una perizia genetica che aveva rilevato tracce di Dna appartenente a un uomo ignoto su uno dei sacchi neri e sui jeans indossati da Liliana Resinovich, trovata morta nel boschetto dell'ex ospedale psichiatrico di Trieste il 5 gennaio del 2022.
Da una comparazione svolta dalla polizia scientifica è emerso che le tracce sono riconducibili a un operatore. In particolare, riporta Il Piccolo, appartengono a un operatore che il 28 luglio 2023 aveva maneggiato quei reperti durante accertamenti.
Altre tracce
Altre quattro tracce rilevate sui sacchi neri nei quali era chiuso il corpo di Liliana corrisponderebbero a un contatto con il guanto da lavoro nero che fu trovato nei pressi del corpo di Liliana. È quanto risulta dall'analisi dattiloscopica incaricata dalla Gip di Trieste.
Dalla perizia dattiloscopica, secondo quanto riferisce l'avvocato Nicodemo Gentile che assiste Sergio Resinovich, il fratello di Liliana, emerge che le quattro tracce sui sacchi neri "mostrano caratteristiche analoghe tra loro e si ritengono prodotte dal contatto di un medesimo tessuto". L'analisi comparativa tra le impronte sperimentali ricavate dal guanto da lavoro nero e le tracce in questione "ha evidenziato lievi corrispondenze morfo-dimensionali": pertanto "in assenza di elementi discordanti, le risultanze costituiscono un'evidenza di 'moderato' supporto all'ipotesi" che le quattro tracce "siano state generate per il contatto con il guanto nero in sequestro". Il guanto sinistro era stato rinvenuto a pochi metri dal cadavere di Resinovich, nel boschetto dell'ex ospedale psichiatrico di Trieste, e in passato era già stato oggetto di altre analisi.
Di ignoti le altre tracce
Al momento, ricorda il quotidiano Il Piccolo, resta invece di ignoti la traccia di Dna maschile trovata sul cordino che teneva legate le chiavi e il capello trovato sulla maglia di Liliana.
A oggi risulta indagato per omicidio il marito di Liliana, Sebastiano Visintin. Il 2 ottobre è stato convocato in Procura per essere interrogato dalla sostituta procuratrice Ilaria Iozzi, che coordina le indagini, e, alla presenza dei suoi legali, si è avvalso della facoltà di non rispondere. I nuovi risultati emersi dagli accertamenti scientifici saranno discussi nell'udienza fissata per il 30 ottobre.