Cronaca

Omicidio Resinovich, sono tre gli ignoti a cui si da la caccia

Liliana Resinovch
Liliana Resinovch 

Individuati i profili genetici di tre diverse persone. Non appartengono né a Visentin, né agli altri sei che sono stati mappati in passato

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Non un solo ignoto, ma tre. Le tracce di dna maschile individuate sui reperti del caso Resinovich non appartengono a un unico uomo, ma a tre persone diverse.

Qualcuno ha lasciato la propria impronta genetica sul cordino che Liliana usava come portachiavi, qualcun altro ha lasciato una traccia sui jeans e sul sacco nero trovato infilato sulle sue gambe, a un altro uomo appartiene il capello trovato sulla manica della maglia che la donna indossava. Quest’ultima traccia, Ancona1, è l’unica che sia stata denominata.

Al momento non si sa se possano portare a una svolta nel caso: oltre a dare un nome e un volto a quello che al momento è solo un profilo genetico, bisognerà tentare di ricostruire quando e come siano state lasciate. Anche perché – e i tanti pasticci del passato emersi nel corso dell’indagine, non permettono di escluderlo – non è detto che non si debba a un errore di manipolazione dei resti.

L’unico indagato

Di certo, al momento si sa di chi non quel dna non è. Il profilo non appartiene all’unico indagato per l’omicidio di Liliana Resinovich, a Sebastiano Visintin, marito della vittima e unico indagato per la morte della donna. E che si sappia, quelle tracce non riconducono neanche alle sei persone a cui nel corso delle indagini è stato prelevato il dna: al figlio di Sebastiano Visintin, Piergiorgio, all'amico del cuore di Liliana, Claudio Sterpin, all'ex vicino di casa Salvatore Nasti, all'amico Fulvio Covalero.

La perizia

Tutti elementi che probabilmente emergeranno il prossimo 30 ottobre, quando le risultanze emerse nella perizia saranno discusse davanti alla gip Flavia Mangiante. A breve, il giudice dovrebbe anche decidere sulla richiesta della pm Ilaria Iozzi, che ha chiesto di acquisire in sede di incidente probatorio anche la testimonianza cugina di Liliana Resinovich, Silvia Radin. È un modo per cristallizzare e rendere utilizzabili le sue dichiarazioni, come in passato è stato fatto con Claudio Sterpin, uno degli amici di Liliana, probabilmente quello che le stava più vicino, morto nei mesi scorsi.

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