Cronaca

Caso Resinovich, nuova perquisizione a casa del marito Sebastiano Visintin

Caso Resinovich, nuova perquisizione a casa del marito Sebastiano Visintin

Gli approfondimenti riguardano l’attività di arrotino. Sequestrati macchinari e utensili utilizzati per affilare le lame

1 minuti di lettura

Ancora una perquisizione a casa di Sebastiano Visintin, all’epoca della scomparsa marito di Liliana Resinovich, la sessantatreenne triestina sparita il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita due settimane dopo. Un omicidio, si è capito a tre anni di distanza grazie alla superperizia della nota anatomopatologa Cristina Cattaneo, per il quale Visintin è oggi l’unico indagato.

La pista che si segue è quella dei coltelli. Sebbene Resinovich non presentasse ferite da arma da taglio, ma sia morta per soffocamento, si cerca la lama che ha tagliato il cordino che è stato trovato attorno al collo della donna. Il 9 aprile scorso, a casa di Visintin sono stati sequestrati centinaia di coltelli, forbici, cesoie, altri sono stati consegnati da un uomo a cui lui li aveva in passato regalati, adesso sotto esame finiscono i macchinari e il materiale utilizzato dall'uomo per l'affilatura dei coltelli.

Ulteriori approfondimenti riguardano l’attività di arrotino. Secondo la sua versione, la mattina della scomparsa della moglie, Visintin avrebbe passato diverse ore nel suo ex laboratorio, quindi avrebbe fatto un lungo giro in bicicletta per testare la nuova go pro. Un filmato che potrebbe metterlo in difficoltà.

Quei video lo mostrano con indosso un maglione giallo, esattamente lo stesso colore di un filamento di tessuto che la superperizia ha individuato su uno dei sacchi neri in cui era infilato il corpo di Liliana Resinovich. Ecco perché ad aprile, gli investigatori hanno portato via anche un indumento apparentemente identico a quello indossato quel giorno e un paio di guanti. Materiale che a partire dall’8 settembre verrà analizzato presso l’Asl di Ancona.

Paolo Fattorini, Chiara Turchi e Eva Sacchi, i tre consulenti tecnici incaricati, avranno 120 giorni di tempo per espletare tutte le operazioni. Bisognerà attendere dunque i primi giorni del gennaio 2026 per avere risposte certe al riguardo, ma almeno fine marzo – l’udienza è calendarizzata per il 30 – perché dell’esito si discuta. Nel frattempo, l’indagine prosegue, come la battaglia legale.

Gli avvocati di Visintin hanno infatti annunciato di aver intenzione di chiedere una nuova perizia sul corpo della donna, alla luce del risultato contrastante delle due già svolte. La prima aveva concluso che si trattasse di un suicidio, la seconda, firmata dalla dottoressa Cattaneo, sulla sessantatreenne ha trovato tracce di un omicidio per soffocamento. Quello di Liliana Visintin al momento rimane un giallo.

I commenti dei lettori