Frena l'ottimismo delle scorse ore: i cardinali stanno realizzando che hanno bisogno di più tempo per trovare tra loro un consenso sulle linee della Chiesa del dopo-Francesco ma soprattutto sulla figura che dovrà prendere il suo posto. All'uscita della congregazione generale, sono diversi i porporati che sottolineano la necessità di parlare e confrontarsi ancora. Secondo quanto trapela il clima è buono, come anche loro ufficialmente dicono. Ma sono tanti e molto diversi tra loro i cardinali di questo conclave, come non era mai accaduto nel passato. E quindi la soluzione non sarebbe, almeno al momento, dietro l'angolo. Domani 5 maggio sarà raddoppiato il tempo di confronto, con due congregazioni, sia la mattina alle 9 sia il pomeriggio alle 17.
Zuppi torna (per poche ore) a Bologna
Il cardinale Matteo Zuppi è in mattinata arrivato a Bologna per degli incontri privati con i suoi più stretti collaboratori della diocesi. Dopo aver salutato i giornalisti che lo aspettavano fuori dall'arcivescovado di via Altabella ("Avete mangiato almeno?", ha chiesto mentre usciva a bordo di un'auto guidata dal suo segretario), il cardinale non è tornato a Roma, ma è andato a Bortolani, sull'Appennino bolognese, a un'ora di macchina dalla città, a celebrare una messa al Villaggio senza Barriere Pastor Angelicus, un impegno preso da tempo che il cardinale non ha voluto mancare. Domattina alle 9 è atteso a Roma per prendere parte alle Congregazioni.
Ritrovata a Monti la borsa rubata al cardinale Aveline: “Quasi un miracolo”
Arrivato a Roma per i funerali di Bergoglio e per partecipare all'elezione del nuovo Papa in Vaticano, al cardinale Jean-Marc Aveline era stata rubata la borsa con gli effetti personali, comprese le chiavi dell'auto. Ma è stata ritrovata nel quartiere Monti, alla vigilia del Conclave che si riunirà mercoledì prossimo. L'aneddoto è stato rivelato dopo la messa celebrata stamane dall'attuale arcivescovo di Marsiglia nella parrocchia della Madonna dei Monti, nel centro storico di Roma, in occasione della sua ultima apparizione pubblica prima di recarsi alla Cappella Sistina per la scelta del prossimo Pontefice. A rivelarlo è stato don Francesco Pesce, cappellano di Montecitorio e parroco della Madonna dei Monti: "La scorsa settimana la borsa del cardinale, contenente tra l'altro chiavi ed effetti personali, è stara rubata. Ma dopo tre giorni è ricomparsa… A testimonianza – ha scherzato don Pesce - che la Madonna dei Monti continua a fare miracoli, anche se in questo caso l'abbiamo un po’ aiutata...". La borsa cardinalizia è stata rinvenuta in via degli Zingari, giusto a un centinaio di metri dalla chiesa.
La Papamobile di Francesco diventa una mini clinica per bimbi di Gaza
La papamobile trasformata in una piccola stazione sanitaria mobile per i bambini di Gaza. È quanto ha chiesto Papa Francesco alla Caritas Gerusalemme, prima della sua scomparsa. L’auto è stata messa a disposizione della Caritas gerosolimitana che la sta già allestendo con l’aiuto di Caritas Svezia. “Con il veicolo, saremo in grado di raggiungere i bambini che oggi non hanno accesso, nel momento in cui il sistema sanitario di Gaza è quasi completamente al collasso”, afferma Peter Brune, segretario generale di Caritas Svezia. Il veicolo sarà gestito da un autista e da medici. Al suo interno attrezzature per la diagnosi, l’esame e il trattamento, tra cui test rapidi per le infezioni, kit di sutura, siringhe e aghi, fornitura di ossigeno, vaccini e un frigorifero per i medicinali. Da più di due mesi l’esercito israeliano non consente l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia, ma quando il corridoio riaprirà, la papamobile sarà pronta a fornire assistenza sanitaria di base ai bambini. “Questo veicolo rappresenta l’amore, la cura e la vicinanza dimostrati da Sua Santità per i più vulnerabili, che ha espresso durante tutta la crisi”, afferma al Sir Anton Asfar, segretario generale di Caritas Gerusalemme.
A San Pietro l’ultima messa in suffragio di papa Francesco
Iniziata nella basilica di San Pietro l’ultima messa in suffragio di papa Francesco, nel nono giorno dei Novendiali. La celebrazione è presieduta dal cardinale Dominique Mamberti, protodiacono del Collegio cardinalizio. "Abbiamo tutti ammirato quanto papa Francesco, animato dall'amore del Signore e portato dalla Sua grazia, sia stato fedele alla sua missione fino all'estremo consumo delle sue forze. Ha ammonito i potenti che bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini e ha proclamato all'umanità intera la gioia del Vangelo, il Padre Misericordioso, Cristo Salvatore. L'ha fatto nel suo magistero, nei suoi viaggi, nei suoi gesti, nel suo stile di vita", ha sottolineato il cardinale. E poi ha ricordato: "Ero vicino a lui il giorno di Pasqua, alla loggia delle benedizioni di questa basilica, testimone della sua sofferenza, ma soprattutto del suo coraggio e della sua determinazione di servire il popolo di Dio fino alla fine". "La sua intensa vita pastorale, i suoi innumerevoli incontri, erano fondati sui lunghi momenti di preghiera che la disciplina ignaziana aveva improntato in lui. Tante volte ci ha ricordato che la contemplazione è 'un dinamismo d'amore’ che ci eleva a Dio non per staccarci dalla terra, ma per farcela abitare in profondità. E tutto quanto egli faceva, lo faceva sotto lo sguardo di Maria", ha aggiunto. "Ci rimarranno nella memoria e nel cuore le sue centoventisei soste davanti alla Salus Populi Romani. E ora che riposa vicino all'amata Immagine, lo affidiamo con gratitudine e fiducia all'intercessione della madre del Signore e madre nostra", ha concluso Mamberti.
La stufa delle fumate compie 86 anni
Compie 86 anni di onorato servizio, sempre presente nei Conclavi dal 1939, la stufa in ghisa che dal 7 maggio prossimo segnerà, ancora una volta, i passaggi chiave per l'elezione del nuovo Pontefice. La fumata che tutti i fedeli attendono non arriverà però dal suo forno bensì da una "sorella" più giovane: una apparecchiatura del 2005 che verrà utilizzata per bruciare i fumogeni che dovrebbero dare il colore nero in caso di non elezione e quello bianco, assieme al suono a distesa delle campane, al momento della scelta del successore di Papa Francesco. Entrambe le stufe sono già state collocate all'interno della Cappella e la seconda, collegata al comignolo esterno, viene attivata elettronicamente. La sostanza che dà il via alla fumata nera è composto da un mix di sostanze che prevede perclorato di potassio, antracene e zolfo; mentre quello che dà il colore bianco è formato da clorato di potassio, lattosio e colofonia.
Benedizioni, selfie e battute per il cardinale Dolan in una chiesa di Roma
Lungo incontro con i fedeli per il cardinale di New York, Timothy Dolan, all'uscita dalla chiesa di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario a Roma, dove ha celebrato la messa a tre giorni dall'inizio del conclave. Dopo la funzione, Dolan ha dedicato molto tempo ai parrocchiani e a gruppi di americani residenti nella capitale, salutando ciascuno personalmente, scambiando qualche battuta, abbracciando e benedicendo i bambini, offrendo benedizioni a donne malate e non rifiutandosi nemmeno alle richieste di selfie. A una signora anziana ha chiesto scherzosamente: "Che cosa mangiamo a pranzo?" e lei ha risposto: "Faccio una pasta aglio e olio al volo". Prima di congedarsi, Dolan ha chiesto ai fedeli di pregare per lui, prendendo in prestito una frase spesso utilizzata da Papa Francesco.
Gli anziani preti “coinquilini” fanno il tifo per don Matteo Zuppi
“Se lo vedessi affacciarsi da quella finestra su piazza San Pietro come nuovo Papa, ne sarei felice perché noi tutti conosciamo che persona è, ma anche un pò dispiaciuto perché non lo avremo più qui con noi. Intanto, il nostro compito di cristiani è pregare". E' questo il sentimento di don Franco, comune agli altri preti, in tutto 25, che vivono alla Casa del Clero di via Barberia a Bologna, dove risiede anche l'Arcivescovo, il cardinale Matteo Maria Zuppi.
"Di solito si sveglia molto presto al mattino, esce prima delle 6, spesso va via in bicicletta, e rientra tardi, dopo le 23. Quando può, pranza con noi la domenica, parla tanto e mangia poco", confidano". Non appena inviato a guidare la Chiesa bolognese da papa Francesco, ormai dieci anni fa, don Matteo scelse come alloggio una stanza dell'ospizio San Vincenzo De’ Paoli, abitato da sacerdoti anziani, in pensione, alcuni malati, in sedia a rotelle, altri non più autonomi.
In questi giorni di attesa in vista del Conclave, alla Casa del Clero, l'emozione è doppia nel sapere che tra i nomi dei possibili successori di Pietro si faccia anche quello del cardinale Zuppi. Tanto affetto, stima, pensieri e preghiere per il "loro" don Matteo, di cui sono i primi sostenitori.
I cardinali celebrano messa nelle parrocchie romane
Questa mattina diversi cardinali celebrano messa nelle diverse parrocchie delle quali sono titolari. In origine, infatti, i cardinali erano il clero del Papa, vescovo di Roma, e al momento della loro creazione in un Concistoro il Papa attribuisce loro il titolo onorifico di una parrocchia romana. L'arcivescovo di Marsiglia Jean-Marc Aveline celebra messa a Santa Maria ai Monti, l'arcivescovo di New York Timothy Dolan a Monte Mario, Cristobal Lopez Romero a San Leone, Peter Erdo a Santa Francesca Romana. Altri cardinali, ad esempio Tagle, Parolin, Zuppi e Pizzaballa, a quanto si apprende non celebrano messa nella loro parrocchia romana. (i.sca.)
Il cardinale Dolan: “Trump vestito da Papa? Ha fatto una brutta figura”
La foto di Trump vestito da papa? "In italiano direste: ha fatto una brutta figura". Il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York, arrivando a Monte Mario per celebrare la messa domenicale nella chiesa della Nostra Signora di Guadalupe, boccia l'uscita social del presidente Usa. "Non è stata una cosa buona". E sull'endorsement a suo favore, in vista del Conclave, da parte del tycoon, il presule ha glissato: "Io papa? Voglio solo fare l'arcivescovo di New York". (a. gua.)
Il cardinale Timothy Michael Dolan, arcivescovo di New York
Suor Trigila: “Serve una parola concreta sul ruolo delle donne”
Il Conclave che si aprirà il 7 maggio porta con sé un tema cruciale: il riconoscimento del ruolo delle donne nella Chiesa. Suor Maria Trigila, prima suora giornalista professionista e salesiana, intervistata dall'Agi, sottolinea l'importanza di una "parola concreta" sulla dignità e il servizio delle donne, auspicando che venga dato loro il riconoscimento ufficiale come diaconesse. Trigila, pur rispettando il principio petrino, chiede che la Chiesa aggiorni la sua linea pastorale, accogliendo le donne non solo come figure di servizio ma come ministri della fede, proprio come lo erano nelle prime comunità cristiane.
Le suore nel mondo sono circa 500.000, ma in calo soprattutto in Europa e in America. In Italia, il numero è sceso da 70.000 a 66.000 dal 2020 al 2022, con un'età media molto alta. Papa Francesco ha più volte ribadito la necessità di superare la mentalità clericale e maschilista, cercando di dare opportunità al mondo religioso femminile. Recentemente, ha nominato due donne in ruoli di grande prestigio all'interno della Curia: suor Simona Brambilla e suor Raffaella Petrini, segnando un passo importante verso un cambiamento.
Suor Trigila ripercorre i tre passaggi fondamentali negli ultimi quarant'anni sulla questione della donna nella Chiesa: da Giovanni XXIII a Giovanni Paolo II, fino alla concretezza di Papa Francesco. Per Trigila, questo processo dovrebbe culminare nel riconoscimento ufficiale delle donne come diaconesse, come nel caso della diaconessa Febe nella Chiesa primitiva, che predicava e serviva la carità.
Infine, la religiosa propone una visione innovativa per il futuro della Chiesa: un rapporto paritario tra uomini e donne, che definisce "sororifrater", un neologismo che esprime una reciprocità basata sulla figura di Gesù. Suor Trigila spera che il prossimo Papa vada in questa direzione, aprendo nuovi orizzonti per la relazione tra i sessi nella Chiesa.
Con il Conclave in arrivo, suor Maria Trigila rivela anche le sue aspettative: spera che venga eletto un cardinale che rappresenti il "popolo", i giovani e i poveri, seguendo l'esempio del vescovo Antonino Bello, che amava dire "profumo di popolo".
Il cardinale Ramazzini: “Una Chiesa impegnata per i migranti e la giustizia sociale
l cardinale Álvaro Ramazzini, vescovo del Guatemala, arriva al suo primo conclave portando con sé l'esperienza di un decennale impegno a fianco dei migranti, dei poveri e delle popolazioni indigene nelle alture guatemalteche. Il suo spirito, che ha sempre cercato di rendere il Vangelo vivo e concreto, si riflette nelle sue parole: “La Chiesa deve essere un faro di giustizia sociale, un principio che spera venga continuato dal prossimo Papa.
Ramazzini ha detto all'Associated Press che “la Chiesa è chiamata a difendere i migranti, costretti dalla povertà estrema a intraprendere pericolosi viaggi su rotte controllate dai cartelli criminali, dove spesso subiscono estorsioni e traffici illeciti”. Per Ramazzini, “la missione della Chiesa non è solo teologica, ma anche profondamente sociale, e il futuro pontefice dovrà proseguire questo cammino di sostegno ai più vulnerabili”.
Il Cardinale Álvaro Leonel Ramazzini Imeri, Vescovo di Huehuetenango (Guatemala)
Vance: “Foto di Trump vestito da Papa? Solo uno scherzo”
Il vicepresidente JD Vance ha difeso il presidente Donald Trump dopo che quest'ultimo ha pubblicato su Truth Social un'immagine creata dall'intelligenza artificiale che lo ritraeva nelle vesti di papa, liquidando il post come uno scherzo. "Come regola generale, non ho problemi con le persone che raccontano barzellette e non con le persone che iniziano guerre stupide che uccidono migliaia di miei connazionali", ha scritto Vance in un post su X, in risposta a una domanda di Bill Kristol, caporedattore di The Bulwark, che chiedeva se Vance fosse "d'accordo con questa mancanza di rispetto e questa presa in giro del Santo Padre".
I cardinali: “Abbiamo bisogno di più tempo”
Frena l'ottimismo delle scorse ore: i cardinali stanno realizzando che hanno bisogno di più tempo per trovare tra loro un consenso sulle linee della Chiesa del dopo-Francesco ma soprattutto sulla figura che dovrà prendere il suo posto. All'uscita della congregazione generale, sono diversi i porporati che sottolineano la necessità di parlare e confrontarsi ancora. Domani 5 maggio sarà raddoppiato il tempo di confronto, con due congregazioni, sia la mattina alle 9 sia il pomeriggio alle 17.