Cultura

Un'alta onorificenza dalla Serbia, scoppia un nuovo caso Handke

Da sinistram Aleksandar Vucic e Peter Handke (ansa)
A consegnarla il presidente Vucic. Lo scrittore austriaco, premio Nobel 2019, è da tempo al centro delle polemiche per le sue storiche posizioni pro-Milosevic e per il negazionismo sui massacri in Bosnia
1 minuti di lettura

Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha conferito un'alta onorificenza a Peter Handke, Premio Nobel per la letteratura nel 2019, per i suoi particolari meriti nel rappresentare la Serbia e i suoi cittadini in campo culturale e "per la sua personale perseveranza nella responsabilità senza compromessi di fronte alla verità". Consegnandogli la Stella di Karadjordjevic di primo grado, Vucic ha ringraziato Handke per tutto quello che ha fatto per il Paese. Lo scrittore, ricordiamolo, è noto per le sue posizioni filo-Belgrado, per l'appoggio alla politica di Slobodan Milosevic nelle guerre balcaniche degli anni Novanta e per la negazione del genocidio di Srebrenica. Per questo la scelta di dare a lui - austriaco, 78 anni, considerato uno degli autori più originali e innovativi in lingua tedesca - il più alto premio letterario esistente, due anni fa, suscitò forti  polemiche e proteste. Non solo in Bosnia-Erzegovina e Kosovo, che lo dichiararono "persona non grata", ma anche in una parte del mondo culturale europeo.

Quanto al diretto interessato, ha detto che non si aspettava il riconoscimento appena ricevuto: "Sapevo solo che avrei incontrato il presidente col quale avrei bevuto un caffè. Non mi ero preparato". Anche se non era la prima volta: già nel febbraio 2020 era stato insignito di una prima onorificenza da Vucic. Stavolta, prima di recarsi a Belgrado, è stato a Banja Luka, capoluogo della Republika Srpska, l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina, dove gli è stata conferita un'analoga onorificenza per l'amicizia e la solidarietà nei confronti del popolo serbo. E in suo onore, davanti alla sede del governo, è stato inaugurato un monumento che lo raffigura. Alla cerimonia, insieme al al leader serbo-bosniaco Milorad Dodik e alla presidente della Republika Srpska Zeljka Cvijanovic, è intervenuto il regista Emir Kusturica, nato a Sarajevo ma naturalizzato serbo.

Handke nel 2006 parlò al funerale dell'ex presidente Slobodan Milosevic e arrivò a comparare i serbi agli ebrei sotto il regime nazista, un paragone che poi ritirò. Anche se, al momento della vittoria del Nobel, le ombre del suo passato sono tornate. E questa onorificenza è destinate a farle risaltare ancora di più. La prima protesta, immediata, arriva proprio dalla Bosnia: il Sarajevo Times ha titolato l'articolo sul caso definendo Handke "un negazionista del genocidio".