Ma quale libertà, quale democrazia!
Volevamo esportare Coca-Cola e mercanzia
prendere prendere come ai tempi di Kipling
e della regina Vittoria,
senza aver letto Goethe e il suo Divan biposto,
disimparati i dubbi di Montaigne
su chi fossero i barbari: i selvaggi del Nuovo
o i cannibali del Vecchio continente?
Dopo la caduta dell'Urss
il mondo su un piatto d'argento
era all'asta da Sotheby's.
Poi l'inaudito delle Torri Gemelle.
Quella che abbiamo alzato non era un'asticella,
era la sbarra di confine tra parto cesareo
e il forcipe di un nuovo assetto.
Ma quale libertà, quale democrazia!
Potevamo dire con molto rispetto
che il problema è il burka di regole imposte
da chi manipola il Libro
e che la verità non è una Gigantessa,
la Vergine di Pompei sul piedistallo,
fulgore di maiuscole e lustrini.
La verità è una milf poliglotta
figlia di mondi aperti,
non indossa dogmi, ma tailleur su misura
o jeans strappati.
C'è un'oasi di vero dentro ogni parola,
in questa, in quella, in tutte.
Ogni parola, perfino eresia
è un angolo di parrocchia e di moschea,
grida allegria.
Ma la sharia dei potenti mette tutti al palo
dal Tigri alla Silicon Valley
da Amazon all'Hindukush.
Dio vuole che si molesti il potere
con pretese di parte, richieste di udienza
e di indennizzi.
Chi bussa alle porte col calcio del fucile
per arrestare i sogni e la musica
è una bestemmia dentro il suo fumetto.
Chi bussa alle porte col calcio del fucile
per sincerarsi che le femmine non pensino
e il troppo non stroppi
ingioiella i poveri come dono di dio
e i più forti come tributo ai bisognosi.
Dio vuole che chi è in alto si inchini fino a terra
e che in basso, giù in basso, nella polvere,
non resti che la polvere, altroché!
Questo potevamo dire con molto rispetto
col traduttore automatico a loro e a noi stessi.
Ma quale libertà, quale democrazia!
Scambiare francobolli, piuttosto,
capirsi con un detto, un motto
un'alzata di sopracciglio
una graphic novel
una notte su mille, per mille e una notte.
Invece il target era esportare
algoritmi truffaldini,
i bingo-derivati delle banche
rastrellare rastrellare quei certi elementi,
come si chiamano? Terre rare.
Ne è pieno il sottosuolo, meglio dell'oro,
grasso che cola sui circuiti integrati.
Volevamo appiattire tribù e fondali,
ma sono capacissimi, se attaccati,
di riunirsi sotto un'unica tenda
e allestire un bazar di guai,
stesso gioco, dai e dai, del gatto preislamico
con il topo prototipo Alessandro Magno,
quando il Profeta era luce in bozze.
La prossima volta arruoliamo nell'intelligence
un pescatore di frodo, un acrobata
un archeologo e Mata Hari.
Paracadutiamoli sul campo
e vediamo se le loro antenne ci azzeccano.
Spifferiamo urbi et orbi il rapporto top secret:
dio non ha uscieri
non è un grossista di tappeti da preghiera
ha inventato le porte girevoli
i tappeti volanti
il vento tra i capelli delle donne
e soprattutto la Verità sottovuoto
da asporto, alta un dito,
nome in codice Frutto proibito.
Tra le opere di Ennio Cavalli, Libro grosso (premio Viareggio 2009), Poesie incivili (Aragno 2017), Se ero più alto facevo il poeta (La nave di Teseo 2019). In uscita da Castelvecchi il romanzo Parabola di un filo d'erba.