Come spesso accade nelle pagine di Giovanni Comisso, il paesaggio è un personaggio. Ha il suo temperamento, non è inerte. Parla, si agita, respira. Le stagioni. I loro «fremiti». Le colline, «distese una dopo l’altra in fila, tra le montagne e la pianura, lavorate verso mezzogiorno a frutteti e a vigne e verso settentrione ombrose di castagni». Le rive del torrente – «vasto di sabbie, di ghiaion…