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László Krasznahorkai vince il Premio Nobel per la letteratura 2025

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Il prestigioso riconoscimento all’autore ungherese di “Sátántangó”: “Per la sua opera avvincente e visionaria che in mezzo al terrore riafferma il potere dell’arte”. Lo scrittore dice di essere felice, ma poi aggiunge: “Mi rattrista molto pensare alla situazione attuale del mondo, l'essere umano è la mia ispirazione più profonda”
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Il premio Nobel per la Letteratura 2025 va a László Krasznahorkai. L’autore ungherese pubblicato in Italia da Bompiani ha scritto tra gli altri Sátántangó, Avanti va il mondo, Melancolia della resistenza. Autore di romanzi mondo che mescolano le piccole storie e le grandi storie dell’Europa dell’Est, è definito il profeta dell’apocalisse narrativa. Ha vinto, queste le motivazioni dell’Accademia, per "la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell'arte". L’autore, 71 anni, oggi considerato uno dei massimi scrittori ungheresi contemporanei, e sorpreso ed emozionato: “Sono molto felice, sono calmo e molto nervoso allo stesso tempo. È il mio primo giorno da vincitore del Premio Nobel", ha detto alla Sveriges Radio di Francoforte. Lo scrittore, parlando poi con Jenny Rydén del Premio Nobel che lo ha chiamato per una reazione a caldo, ha poi aggiunto: “Mi rattrista molto pensare alla situazione attuale del mondo, l'essere umano è la …

Il premio Nobel per la Letteratura 2025 va a László Krasznahorkai. L’autore ungherese pubblicato in Italia da Bompiani ha scritto tra gli altri Sátántangó, Avanti va il mondo, Melancolia della resistenza. Autore di romanzi mondo che mescolano le piccole storie e le grandi storie dell’Europa dell’Est, è definito il profeta dell’apocalisse narrativa. Ha vinto, queste le motivazioni dell’Accademia, per "la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell'arte". L’autore, 71 anni, oggi considerato uno dei massimi scrittori ungheresi contemporanei, e sorpreso ed emozionato: “Sono molto felice, sono calmo e molto nervoso allo stesso tempo. È il mio primo giorno da vincitore del Premio Nobel", ha detto alla Sveriges Radio di Francoforte. Lo scrittore, parlando poi con Jenny Rydén del Premio Nobel che lo ha chiamato per una reazione a caldo, ha poi aggiunto: “Mi rattrista molto pensare alla situazione attuale del mondo, l'essere umano è la mia ispirazione più profonda. L'essere umano ora o fino ad ora". Lazlo Krasznahorkai ha detto di essere felice e orgoglioso di “far parte di una stirpe che annovera così tanti grandi, davvero grandi scrittori e poeti mi dà la possibilità di usare la mia lingua, la mia lingua madre, l'ungherese".

Tra le voci più rilevanti della letteratura europea, nel 2015 aveva vinto il Man Booker International Prize. I giudici del Booker avevano elogiato le sue “frasi straordinarie, frasi di incredibile lunghezza, il cui tono passa dal solenne al folle, dal curioso al desolato mentre seguono il loro percorso capriccioso”.

Ancora dalle motivazioni dell’Accademia di Svezia: “Un grande scrittore epico nella tradizione centroeuropea che si estende da Franz Kafka a Thomas Bernhard, caratterizzata da assurdità e da un eccesso grottesco. Ma il suo repertorio è ancora più ampio: volge anche lo sguardo a Oriente, adottando un tono più contemplativo e finemente calibrato".

Con il Nobel l’Ungheria raddoppia: il primo autore ungherese ad aggiudicarsi il premio è stato nel 2002 Imre Kertész (Budapest 9 novembre 1929 - Budapest, 31 marzo 2016), premiato per la sua opera profondamente segnata dall'esperienza dell'Olocausto. Sul Nobel è intervenuto il primo ministro ungherese Viktor Orban definendo l’autore “l'orgoglio dell'Ungheria”.

(afp)

La casa editrice italiana di László Krasznahorkai, Bompiani, annuncia l’uscita nel nuovo libro nel 2026: Panino non c’è più. E nel comunicato riporta le parole dell’autore: “Io metto per iscritto un romanzo solo se quel romanzo vuole raccontare qualcosa di veramente, ma veramente, ma davvero molto molto importante”.

La vigilia è stata come sempre animata dal toto-nomi. Tra i favoriti c’erano l'australiano Gerald Murnane e lo svizzero Christian Kracht, uno degli autori più significativi e influenti della letteratura di lingua tedesca contemporanea. Tra i big le previsioni puntavano su Amitav Ghosh, Mircea Cartarescu e Haruki Murakami, autore giapponese superfavorito da anni. Il premio prevede un riconoscimento in denaro di 11 milioni di corone svedesi (1 milione di dollari) da un lascito lasciato dal creatore del premio, l'inventore svedese Alfred Nobel. L'Accademia svedese è responsabile della selezione dei vincitori del premio Nobel per la letteratura e conta 18 membri.

A valutare le candidature e presentare le sue raccomandazioni all’Accademia svedese è un Comitato Nobel per la letteratura, che comprende da quattro a cinque membri. I vincitori sono invitati a ricevere i loro premi durante le cerimonie del 10 dicembre, anniversario della morte di Nobel. Lo scorso anno ha vinto la coreana Han Kang, entrata nell’Olimpo con La vegetariana, "per la sua intensa prosa poetica che affronta i traumi storici ed espone la fragilità della vita umana".

Nel 2023: Jon Fosse (Norvegia) “per le sue opere teatrali e la prosa innovativa che hanno dato voce all'indicibile”. Nel 2022: Annie Ernaux (Francia) per “il coraggio e l'acutezza clinica con cui scopre le radici, le distanze e i vincoli collettivi della memoria personale”. Nel 2021: Abdulrazak Gurnah (Regno Unito) per "il suo resoconto empatico e intransigente degli effetti del colonialismo e del destino dei rifugiati intrappolati tra culture e continenti". Nel 2020: Louise Glück (Stati Uniti) "per la sua caratteristica voce poetica, che con la sua austera bellezza rende universale l'esistenza individuale". Nel 2019: Peter Handke (Austria) "per il suo lavoro influente che, forte dell'ingegno linguistico, ha esplorato la periferia e la singolarità dell'esperienza umana". Nel 2018: Olga Tokarczuk (Polonia) "per un'immaginazione narrativa che, con passione enciclopedica, simboleggia l'attraversamento dei confini come forma di vita". Nel 2017: Kazuo Ishiguro (Regno Unito) "che ha rivelato, in romanzi di potente forza emotiva, l'abisso sotto il nostro illusorio senso di conforto nel mondo".

Nel 2016: Bob Dylan (Stati Uniti) “per aver creato nuove modalità di espressione poetica nel quadro della grande tradizione della musica americana”. Nel 2015: Svetlana Alexievich (Bielorussia) "per la sua opera polifonica, memoriale della sofferenza e del coraggio del nostro tempo". Il Nobel per la Letteratura è uno dei premi (gli altri sono fisica, chimica, medicina o fisiologia, pace, economia) istituiti per testamento nel 1895 dal chimico svedese Alfred Bernhard Nobel (1833-1896), inventore della dinamite e della balistite, con i proventi ricavati tra l'altro dai suoi brevetti.

I premi sono tutti attribuiti a persone fisiche, tranne quelli per la pace, spesso assegnati anche a istituzioni e a movimenti.

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