Basta distrarsi un attimo e le chatbot “terapeutiche” basate sull’intelligenza artificiale iniziano a invadere il mercato inventando un nuovo spazio della mente che non è la stanza della terapia, non è la pizzeria con l’amica fidata, non è il silenzio delle nostre notti vulnerabili. È la pseudo-alterità incorporea dell’intelligenza artificiale, l’illusione che nella sua voce attenta ci sia una me…