Sulle questioni più scottanti del presente, oltre la più stretta cronaca quotidiana, i supplementi di Repubblica sono diventati un vero e proprio polo d’aggregazione integrato tra digitale e cartaceo.
Il motto: stare bene secondo la scienza
La più vasta piattaforma multimediale pensata ogni giorno per aiutarvi oggi a stare bene secondo la scienza; per raccontare le frontiere della medicina che offrono speranze concrete; per elencare senza timidezze quali sono i nostri diritti e denunciare chi, per pigrizia, cupidigia o stupidità, ce li nega; per creare un ponte tra la scienza, che sola può dare risposte, e i nostri sentimenti, la nostra cultura, la nostra anima perché la medicina è una scienza del tutto speciale giacché ha a che fare con la vita, il dolore, la perdita, e tutto questo non può essere dimenticato quando si fa informazione medica.
Vogliamo essere un punto di riferimento concreto, solido, affidabile, onesto. Perché sappiamo che la nota dolente oggi nel mondo-salute è soprattutto il disorientamento. Alimentato da un profluvio stonato di baggianate sparse dai tanti soggetti che hanno interesse a lucrare sulla nostra salute, a spingerci nelle mani di incompetenti, ad alimentare le nostre più che legittime paure.
C'è uno spazio difficile da riempire tra i nostri bisogni di salute e la macchina sanitaria che può risponderci. Qui, in questo spazio delicato, si trova l'Hub Salute di Repubblica.
L’enogastronomia, un viaggio creativo
La narrazione dell'enogastronomia oggi non significa più descrivere che cosa mangiamo e beviamo. Vuol dire interrogarsi su come viviamo, cosa scegliamo di salvaguardare e cosa siamo disposti, anzi propensi, a cambiare. Se in questi 50 anni Repubblica ha mostrato ai suoi lettori che ogni ambito della realtà merita uno sguardo critico e libero, Gusto nasce e cresce dentro questa stessa idea di giornalismo: il cibo è piacere, certo, ma anche fatto culturale, economico, politico, intrecciato alla società.
Parlare di ristoranti significa parlare di lavoro e di creatività, occuparsi di agricoltura coincide con il riflettere di ambiente, di territori, di futuro. Perché ciò che finisce nel piatto e nel calice riguarda identità, disuguaglianze, salute, desiderio.
E, in tempi in cui la gastronomia è fenomeno globale e rumorosamente "social", la squadra di Gusto cerca di dare contesto, distinguere, fare domande. Anche scomode, anche quando il racconto rischia di essere meno seducente.
Nell'incontro- online, sul mensile e negli eventi - con la "community del cibo" proviamo a tenere insieme piacere e responsabilità, tradizione e trasformazione, conoscenze é curiosità. Con la convinzione che il cibo continui a essere uno straordinario strumento per leggere il mondo.
Il mondo che cambia sostenibile e digitale
Raccontare il mondo che cambia. L'ossessione positiva che accompagna Repubblica fin dal principio ha in Italian Tech una delle sue evoluzioni più naturali. È un centro di competenza si occupa di innovazione e dei suoi impatti, rivoluzionari ma anche controversi.
Una redazione che realizza contenuti per il giornale e il digitale e che nel 2022 ha fatto nascere, in collaborazione con Talent Garden, la Italian Tech Academy, una scuola per formare chi guiderà la trasformazione tecnologica.
Non solo. Una parte del lavoro giornalistico di IT è nella fattura, ogni anno, della Italian Tech Week, il principale evento italiano dedicato a startup, innovatori e investitori, uno dei più importanti a livello europeo.
Occuparsi di futuro, soprattutto del pianeta, non significa però solo parlare di tecnologia. Ecco perché nel 2020, in piena pandemia, è nato Green&Blue, l'hub su ambiente e sostenibilità.
E che da subito ha fatto debuttare il suo festival, oggi il momento più rilevante su questi temi nel nostro Paese e che ospita ogni anno premi Nobel, ricercatori e attivisti provenienti da tutto il mondo.
Il tutto con due principi cardine. La denuncia della crisi climatica in corso e il racconto delle possibili soluzioni. A guidare entrambe le strade è la scienza, la bussola più importante per chi tratta argomenti troppo spesso strattonati, per varie convenienze, nella discussione pubblica.