Può la letteratura trovare parole nuove in tempi difficili? Alla Repubblica delle Idee scrittrici e scrittori porteranno il loro vocabolario per provare a rispondere alle domande del presente.
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Uno dei temi che attraversa il nostro festival, in programma dal 12 al 14 giugno a Bologna, è la resistenza attraverso i libri. Perché insegnano l’empatia, allargano lo sguardo. Tra le voci che parleranno al pubblico del nostro appuntamento diffuso – si snoda tra l’Arena del Sole, il cinema Modernissimo e la magnifica piazza Maggiore – ci sono grandi star internazionali: la premio Pulitzer Cristina Rivera Garza, Eshkol Nevo e Ahmet Altan.
Nevo dialogherà con Anna Lombardi. L’autore israeliano, critico nei confronti di Netanyahu che ha definito «responsabile del 7 ottobre», porterà sul palco le molte voci della sua scrittura. I suoi romanzi corali sono conosciutissimi in Italia anche grazie al sodalizio con il regista Nanni Moretti che prima ha adattato per il cinema Tre piani (Neri Pozza) e adesso si prepara a portare sul grande schermo Succederà questa notte, tratto dalla raccolta di racconti di Nevo Legami (Feltrinelli). Se Rivera Garza racconterà la sua esperienza di intellettuale messicana nell’America di Trump, con Ahmet Altan la letteratura diventerà resistenza.
Lo scrittore e giornalista turco, a lungo detenuto nel suo Paese per reati di opinione, dialogherà con Fabio Tonacci. “Scrivere per resistere” è il titolo dell’incontro che affronterà la vita difficilissima degli intellettuali turchi e, alzando lo sguardo, la minaccia che sempre di più incombe sulla libertà, a cominciare da quella d’espressione. Altan è stato liberato nel 2021. Per la sua scarcerazione erano scesi in campo gli intellettuali di tutto il mondo, da Orhan Pamuk a Roberto Saviano e Elena Ferrante.
Tante voci unite diventano un coro. Insieme agli ospiti stranieri, sono tantissimi anche gli autori e le autrici italiane che animeranno la tre giorni bolognese di RepIdee portando ciascuno il suo contributo di riflessione e analisi.
Venerdì, nella prima giornata, ci sarà per esempio Vittorio Lingiardi: saggista, psichiatra e psicoanalista con Dario Pappalardo ragionerà a partire dal suo libro Farsi male (Einaudi) sulla tendenza a infliggersi dolore invece di trovare vie d’uscita, nella vita personale così come in quella politica. E sul confine tra profili privati e pubblici, sull’egemonia culturale, sulle possibilità di futuro si confronteranno con Raffaella De Santis, Viola Ardone – Oliva Denaro, Il treno dei bambini, Grande Meraviglia (Einaudi) – e la storica Michela Ponzani. Ponzani e Ardone sono spesso intervenute anche nel dibattito sulle nuove generazioni. Perché il futuro non può che passare dalle idee dei più giovani.
Ma chi sono i ragazzi? Quelli determinanti per la vittoria del No al referendum o quelli che immaginiamo persi dentro alla Rete? Quelli consapevoli, dalle battaglie per il Pianeta all’indignazione per Gaza, o i violenti che portano a scuola i coltelli? Di questo ragioneranno Michela Marzano, filosofa e scrittrice, da sempre attenta a questi temi, e Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta autore di volumi lettissimi sull’adolescenza. Sabato sul nostro palco con Marco Romani salirà anche Walter Siti, premio Strega con Resistere non serve a niente: mentre sta per tornare in libreria, parlerà di letteratura e di maestri. Mancano pochi giorni. Vi aspettiamo a Bologna. — sa.s.