L’era della

FILANTROPIA

“a rilascio lento”

in collaborazione con EY Foundation

Il legame tra il successo di un’impresa e la valorizzazione delle sue comunità di riferimento, dalle persone ai territori, è da sempre un filo conduttore della storia industriale italiana, e in particolare delle aziende familiari. Negli ultimi anni la filantropia d’impresa sta tuttavia vivendo un vero e proprio cambio di pelle, proiettandosi in una nuova fase storica che abbandona le logiche del breve termine per abbracciare il lungo periodo

di Andrea Frollà

Siamo partiti da quello che è l’elemento più iconico del nostro PIL, il Made in Italy,

rappresentato da tredici famiglie italiane impegnate nella manifattura, nel mondo del fare, che rappresenta l’ossatura del nostro Paese e che riteniamo debba essere protetta, difesa e fatta crescere. Abbiamo voluto visitarle nel loro lato più nascosto, dove si intercetta la visione autentica del fare impresa: la connessione con il territorio, con le persone, la contaminazione con ciò che circonda l’impresa. È un luogo di eccellenze che non vive dentro le celle di Excel, ma respira fuori da esse.”

Stefania Boschetti(CEO EY in Italia)

Dopo decenni in cui l’atto filantropico è stato inteso come un atto di generosità, un’azione isolata o un’iniziativa immediata, l’ecosistema italiano ha impresso una svolta “a rilascio lento”. La filantropia è già diventata in molti casi una vera e propria pianificazione strategica che punta a incidere positivamente sulle comunità. Un investimento economico, sociale e ambientale che non risponde alle logiche dei risultati istantanei, ma agisce attraverso progetti pensati per generare benefici stabili e duraturi.

Credit Matteo Riva
Illustrazione tratta dal libro "Visioni e Connessioni, Fondazione d'impresa"

Una sosta di pensiero necessaria, che impone di sostituire l'ansia della prestazione immediata con la pazienza della semina. Una scelta metodologica che ridefinisce il ruolo stesso dell'imprenditore, trasformandolo in un custode attivo del capitale sociale del territorio. Questa evoluzione, che mette le competenze organizzative del mondo produttivo al servizio di vulnerabilità, ambizioni e sviluppi collettivi, è raccontata da “Visioni e Connessioni – Fondazioni d’impresa”, un progetto editoriale promosso da EY Foundation. Curata da Walter Mariotti e arricchita dalla ricerca fotografica di Claudio Morelli, l'opera narrativa e fotografica offre uno spaccato della filantropia d’impresa a rilascio lento sostenuta da 13 tra le più significative realtà filantropiche italiane: Fondazione Agnelli, Fondazione Bracco, Paolo Chiesi Foundation, Osservatorio Naturalistico Isola di Culuccia, Fondazione Alia Falck, Fondazione Ferragamo, Fondazione Grimaldi, Fondazione Ernesto Illy, Fondazione Lavazza, Fondazione Oltre, Fondazione Pirelli, Fondazione Lene Thun e Fondazione Ermenegildo Zegna.

Un amore eterno

a rilascio lento


Le 13 Fondazioni

dell’altra Italia

Il reportage mette in luce la cura dei territori e la responsabilità civile come un'ossatura del  fare del nostro Paese, dimostrando come l'impegno nei confronti della ricerca scientifica, della tutela ambientale, dell'assistenza medica e della bellezza non sia un fattore accessorio, bensì una componente strutturale del nostro modello industriale.

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Un’Italia che funziona
anche se non lo dice

Le storie documentate spaziano dall'anticipazione dei bisogni sociali nei grandi centri urbani fino alla valorizzazione dei distretti produttivi periferici, muovendosi dall'ottimizzazione dei processi e dei protocolli nei reparti sanitari più complessi fino all'utilizzo dell'arte e della attività ricreativa come veri e propri strumenti di supporto per i pazienti pediatrici. In ciascuna di queste esperienze, il trasferimento di competenze manageriali permette all'azione sociale di superare la dimensione dell'emergenza temporanea, favorendo la nascita di iniziative replicabili che mirano a rendere le comunità locali autonome e resilienti, trasformando la restituzione in una vera trasmissione di valori e cultura del territorio tra generazioni.

Visioni e connessioni

fondazioni d’impresa

Alcune delle principali imprese familiari italiane svelano un lato nascosto e meno evidente del loro operato: un impatto che non fa rumore come un bilancio, ma che non è da meno in termini di creazione di valore nel lungo periodo.  «Siamo partiti da quello che è l’elemento più iconico del nostro PIL, il Made in Italy, rappresentato da tredici famiglie italiane impegnate nella manifattura, nel mondo del fare, che rappresenta l’ossatura del nostro Paese e che riteniamo debba essere protetta, difesa e fatta crescere - spiega Stefania Boschetti, Ceo di EY in Italia - Abbiamo voluto visitarle nel loro lato più nascosto, dove si intercetta la visione autentica del fare impresa: la connessione con il territorio, con le persone, la contaminazione con ciò che circonda l’impresa. È un luogo di eccellenze che non vive dentro le celle di Excel, ma respira fuori da esse».

Visioni e connessioni

geografia emozionale dell’altra italia

Una galassia che trova la sua linfa vitale proprio al di fuori dei confini aziendali, offrendo l'affresco di un'altra Italia più emozionale che continua a essere operosa e discreta, ma che ha iniziato a investire con una lungimiranza aumentata sul benessere collettivo e sulle prospettive delle future generazioni.

EY Foundation,

Missione

futuro

Il panorama del terzo settore privato in Italia si scontra storicamente con l'ostacolo dell'isolamento operativo, in un contesto in cui ottime iniziative locali faticano a fare sistema. Per superare questa dispersione e generare un impatto diffuso, EY Foundation ha adottato un approccio orientato alla sinergia, con l'obiettivo di coordinare i singoli sforzi all'interno di una rete solida, dinamica e flessibile. Il focus principale di questa azione è rivolto alle nuove generazioni, in particolare a coloro che si trovano in situazioni di marginalità socio-economica, per guidarli nel delicato percorso che unisce la formazione all'occupazione stabile.

Credit Claudio Morelli/Reversocollettivo
Foto tratta dal libro «Visioni e Connessioni, Fondazioni d’impresa», Fondazione Grimaldi

EY Foundation punta a essere una parte attiva di questo ecosistema: un luogo di incontro, di ascolto e di progettazione,

capace di accompagnare chi desidera intraprendere questo cammino ed eventualmente contribuire ad aiutare chi, lungo questo cammino, riceve sostegno e aiuto. La missione è offrire ai giovani che si trovano in difficoltà, qualunque sia la natura di tale difficoltà, una nuova occasione, un punto di ripartenza, un orizzonte possibile. Non sostituzione ma accompagnamento, offrendo strumenti per rimettersi in cammino.”

Riccardo Paternò(Presidente di EY Foundation Italia e Gran
Cancelliere del Sovrano Militare Ordine di Malta)

Nel terzo settore in Italia ci sono tantissime iniziative, ma spesso sono polverizzate.

L'obiettivo profondo è fare rete, mettersi insieme per non disperdere le energie e capitalizzare l'impatto sul territorio. La priorità assoluta resta supportare i giovani, soprattutto quelli che partono da contesti di fragilità, aiutandoli a inserirsi nel mondo del lavoro attraverso l'acquisizione di competenze reali.”

Tiziana dell’Orto(Segretario Generale di EY Foundation)

In questa prospettiva si inserisce la prossima area di intervento della fondazione, un viaggio nell’Italia delle competenze, che vedrà la nascita di un'alleanza strategica con il sistema degli ITS Academy e lo sviluppo di una “piattaforma dei mestieri” finalizzata a ridurre l'attuale mismatch occupazionale.

Terzo settore,

Un’onda benefica

da 25 miliardi di euro

La filantropia  ha ormai superato la dimensione puramente ideale, configurandosi come un fattore determinante per la stabilità del Paese di fronte alle transizioni in atto. In un quadro macroeconomico caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione, il sistema del welfare pubblico si trova sottoposto a tensioni crescenti.

In questo scenario, le fondazioni stanno assumendo un ruolo strategico sul territorio, rendendo necessaria una misurazione scientifica del loro impatto per consolidare la trasparenza e quel legame di fiducia necessario a catalizzare nuovi investimenti privati e intercettare nuovi eredi.

0 mld di €

dalla filantropia privata

0 mld di €

dal volontariato

È importante misurare questo fenomeno perché la misurazione aumenta la trasparenza e rafforza la fiducia,

essenziali per far sì che le risorse si convertano in welfare. Abbiamo stimato che questo settore abbia per il nostro Paese un valore economico di 12,7 miliardi di euro, ai quali si somma il valore sociale del volontariato di 12 miliardi. Filantropia privata e volontariato valgono quindi quasi €25 miliardi.
Misurare è fondamentale per massimizzare l’efficacia degli interventi, superare la frammentazione delle erogazioni e consentire alla filantropia di partecipare attivamente, a fianco del policy maker, alla stesura delle politiche pubbliche.”

Mario Rocco(partner di EY-Parthenon Italia)

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