Come in piazza. O al parco, tra chi telefona, chi studia, chi si allena e chi fa uno spuntino. A volte ultimamente in casa ci si sente così: perché soprattutto nelle famiglie con più figli e nelle abitazioni più piccole, in questo (lungo) periodo di convivenza forzata trovare il proprio spazio non è per nulla scontato. Eppure quando la privacy sembra solo un miraggio, il design può aiutare.
Lo dimostrano gli arredi pensati per le nuove esigenze di smartworking e didattica a distanza, ma anche alcune soluzioni precedenti all’emergenza Covid che aiutano a ritagliarsi un angolo personale. «A vivere meglio la casa, che ora è tornata al centro di tutto», commenta il designer Daniele Lo Scalzo Moscheri, che per Ditre ha disegnato la poltroncina Claire, che come un’alcova circonda e abbraccia chi si siede.
Gli arredi che ti aiutano a trovare tranquillità
Sarà dunque l’emergenza sanitaria a dettare le prossime tendenze? «Non proprio, come non muteranno i layout degli interni: questo avviene solo per grandi cambiamenti epocali. Quel che è certo però, e a dirlo sono le vendite, è che c’è un forte interesse per alcuni prodotti». Per pannelli e librerie freestanding con cui dividere uno spazio, ad esempio, o per gli accessori che rendono la casa più flessibile. Senza dimenticare, conclude Daniele Lo Scalzo Moscheri, «chi fa un upgrade dei singoli pezzi, dalla sedia più comoda al tavolo allungabile. Insomma, tra ristrutturazioni e piccoli interventi, si stanno riconsiderando sia gli spazi, con modifiche temporanee, sia gli arredi, e ognuno si sta organizzando per la sua porzione di privacy e silenzio. Anche a livello psicologico: non solo attraverso un oggetto».