Olfatto: progetti di seduzione

L'Ascentium di Charline Ronzon-Jaricot
L'Ascentium di Charline Ronzon-Jaricot 
Lo chiamano anche design invisibile. Nel tempo la nostra conoscenza del senso più primordiale e di come utilizzarlo si è molto approfondita fino a farne anche un raffinato strumento di marketing. Una mostra multidisciplinare racconta questa evoluzione
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Viene anche chiamato “design invisibile” poiché sfrutta la dimensione impalpabile dei profumi. Un settore forse ancora poco esplorato eppure dalle numerose potenzialità poiché «l’olfatto è uno dei sensi più forti che l’uomo possiede, tramite gli odori captiamo migliaia di informazioni e sensazioni che stimolano quella parte ancestrale del nostro cervello legata alle emozioni e ai ricordi», commenta Elisabetta Pisu curatrice, insieme a Clara Muller, di Living with Scents, in programma al Museum of Craft and Design di San Francisco dall'11 febbraio. I lavori di oltre quaranta creativi aiutano a fare il punto su questo settore e sul rinnovato interesse dei progettisti a “usare il naso” nel processo creativo. 


«Il fatto che la materia abbia anche un proprio odore permette di dare più significato agli oggetti, attribuendogli un valore emotivo», spiega Pisu. «Un effetto ben studiato e catalogato dall’industria dei profumi e dal marketing e ora sempre più oggetto di ricerca da parte dei designer. Da qui nasce l’idea di realizzare un progetto espositivo unico e innovativo, che potesse raccontare l’evoluzione e le potenzialità del design olfattivo». 
Un portaprofumi da polso di Jody Kocken
Un portaprofumi da polso di Jody Kocken 

La mostra tocca questioni neurobiologiche, storiche, sociali ed estetiche e non si limita all’esporre prodotti ma ci svela «le interfacce creative e artistiche per fornire nuovi modi d’impiego degli odori, dal design edonico a quello funzionale», puntualizza la curatrice italiana. Qualcosa di non “fisico” come un profumo ha bisogno anche di un contesto tattile. Ecco quindi che «ci sarà una selezione senza precedenti di oggetti olfattivi utili, significativi e belli da scoprire sia con gli occhi che con il naso; in questo periodo dove l’olfatto è quasi negato, questa mostra sarà una piacevole scoperta sensoriale», chiude Pisu. I visitatori scopriranno il diffusore in porcellana Aura della designer iraniana Ariane Shirvani che cita la forma delle bottiglie persiane a collo di cigno (note con il nome di Ashkdan), i profumatori d’ambiente Templi di Sara Ricciardi dalle linee scultoree ispirati alle architetture sacre greche e romane; i contenitori Scentainer, ideati dalla svedese Monica Förster, intagliati a mano con all’interno trucioli di legno imbevuti di profumo, lo Scent clock del designer tedesco Patrick Palcic che segna il passare del tempo attraverso le fragranze, il profumo Sceloporus creato dall’artista americana Carla Bengtson basato sul potere attrattivo dei feromoni delle lucertole e i gioielli Perfume Tools di Jody Kocken, una elegante e pratica soluzione per chi ha una reazione allergica a queste tipologie di sostanze. Tutti esempi che mostrano «le numerose e affascinanti applicazioni dei profumi con i suoi molti modi di mediare la loro relazione con il corpo» afferma Clara Muller.
Sono stati concentrati in cinque percorsi come riassume la stessa curatrice americana. «La prima sezione invita i visitatori a una forma di contemplazione olfattiva e fa riferimento ad antiche culture legate a questo senso. La seconda è un’esplorazione dei diffusori di profumo tra bellezza ed efficienza. Si passa poi a una zona dedicata alle applicazioni salutistiche del design olfattivo che sono tra le prospettive più entusiasmanti che proponiamo. Gli oggetti della quarta area sfidano il modo in cui percepiamo e interagiamo con gli oggetti quotidiani, mentre l’ultima apre un nuovo campo di indagine intorno alla comunicazione olfattiva».
L'orologio olfattivo di Patrick Palcic
L'orologio olfattivo di Patrick Palcic 

Che cosa lascia ai visitatori questo viaggio? «La comprensione di come possiamo usare il nostro naso per un’ampia varietà di cose e come il design può aiutarci a vivere meglio con i profumi», risponde Muller.