L’open space non è più una prerogativa delle piccole abitazioni. Che si tratti di un monolocale o di un grande appartamento, nelle ristrutturazioni la tendenza è distribuire gli spazi a pianta aperta. Specie in questo particolare periodo storico in cui si manifesta il desiderio di vivere la casa in modo flessibile e riconfigurabile per andare incontro alle più disparate esigenze: da ufficio dove lavorare in smart working ad aula dove studiare in didattica a distanza, dalla cucina in modalità “show-cooking” al salotto in chiave palestra, cinema e sala hobby. Meno pareti significa non solo guadagnare metri quadrati ma soprattutto poter contare su ambienti ariosi che giovano maggiormente della luce del sole. Ecco quindi che scegliere i giusti arredi è fondamentale per ottimizzare la metratura sfruttando al meglio l’illuminazione naturale. Sistemi freestanding e librerie cielo-terra bifacciali sono le soluzioni vincenti: delimitano ma allo stesso tempo mettono in collegamento, garantiscono continuità visiva ma ritmano gli spazi con una propria identità e, cosa più importante, favoriscono il passaggio della luce perché senza di essa «non esiste lo spazio», commenta Giuseppe Bavuso art director di Rimadesio, marchio da sempre particolarmente attento a questa tematica. La libreria a montante Zenit, tra i best seller dell’azienda che proprio quest’anno compie 25 anni, è uno degli esempi più calzanti. Fissata da terra a soffitto, è leggera e così eclettica da accogliere la mutevolezza del quotidiano. «La abbiamo continuamente arricchita di attrezzature e funzioni per far sì che fosse coerente e al passo con i tempi», spiega il designer. «È un sistema adatto sia alla zona giorno che all’area notte, nato come elemento bifrontale che si allontana dal concetto di contenitore chiuso: la luce filtra da una parte all’altra e diventa un elemento di unione e non di separazione degli spazi pur avendo chiaramente la funzione di parcellizzarli. Un prodotto coerente con tutta la collezione casa Rimadesio: aperta e senza barriere visive».
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