Un dettaglio del grande murale "Quando la città cambia tu guarda i suoi colori", realizzato in via Varesina da CamuffoLab e SIGNS - foto di Silvia Galliani

 

Milano capitale del graphic design

Inizia venerdi prossimo la prima edizione del Milano Graphic Festival. Destinata ad appassionati, curiosi e professionisti, la rassegna diffusa proporrà in tutta la città più di ottanta appuntamenti tra mostre, workshop e incontri. Con un occhio al valore di una disciplina che sta affermando sempre più il suo ruolo culturale e sociale
Guarda la fotogallery

2 minuti di lettura

E quindi Milano capitale anche del graphic design. Ufficialmente da dopodomani, 25 marzo, quando si aprirà la prima edizione del Milano Graphic Festival, una tre giorni dedicata alla grafica e a tutto quello che le gira intorno tra illustrazione, comunicazione visiva, workshop, mostre. Francesco Dondina, visual designer e fondatore dello studio Dondina Associati, che del festival è il “motorino di avviamento” -  la definizione è di Stefano Mirti, direttore della Scuola Superiore di Arte Applicata - racconta a Repubblica Design come è nata l’idea della rassegna: «Il festival nasce per riempire un vuoto e una necessità. Milano è di certo la capitale del design, ma tra storia e contemporaneità, c’è anche una grande tradizione specificamente grafica. Un patrimonio culturale che oggi cerchiamo di codificare e portare al pubblico, non solo di appassionati e addetti ai lavori, ma a tutti, ai curiosi, a chi ha capito che la grafica è ovunque - nelle strade, negli spazi pubblici, negli oggetti che usiamo - e contribuisce a costruire la cultura di un Paese».

I curatori di Milano Graphic Festival. Da sinistra Francesco Dondina, Marta Sironi, Anna Steiner, Gaetano Grizzanti, Mauro Chiabrando, in ginocchio Franco Achilli. A destra, l'immagine grafica della rassegna
I curatori di Milano Graphic Festival. Da sinistra Francesco Dondina, Marta Sironi, Anna Steiner, Gaetano Grizzanti, Mauro Chiabrando, in ginocchio Franco Achilli. A destra, l'immagine grafica della rassegna 
Molta attenzione quindi alla storia della grafica italiana, evidente dalle diverse iniziative dedicate ai personaggi che hanno contribuito a scriverla, o meglio, a disegnarla. «A Milano, così come in altre città del nostro Paese» continua Dondina «abbiamo un grande patrimonio storico, archivi e fondazioni che conservano capolavori dei maestri della grafica del secolo scorso. Non possiamo permetterci di lasciarli lì a prender polvere. Per questo, solo per fare un paio di esempi, abbiamo ripescato alcuni tra i capolavori di John Alcorn: anche se non si tratta di pezzi originali, sono comunque tavole mai viste, i primi disegni del grafico e illustratore americano che arrivato in Italia all’inizio degli anni Settanta rivoluzionò l’identità grafica della Bur, la Biblioteca Universale Rizzoli, a partire dal logotipo. Un pezzo importante di storia della grafica italiana, recuperato grazie all’aiuto del figlio di John Alcorn, Stephen, e di Marta Sironi. Altro recupero importante, la mostra dedicata ad Albe Steiner, a cura dello studio Origoni Steiner. Grande valore grafico e artistico, ma anche testimonianza dell’impegno civile del graphic design».

A sinistra John Alcorn, Poster con autoritratto, 1976. A destra, Andrea Rauch, Altre storie (illustrazione di Milton Glaser)
A sinistra John Alcorn, Poster con autoritratto, 1976. A destra, Andrea Rauch, Altre storie (illustrazione di Milton Glaser) 
Gli appuntamenti del festival sono davvero tanti, dislocati in diverse sedi: i due hub principali saranno BASE Milano in zona Tortona e Certosa Graphic Village nella zona nord-ovest della città. Il primo ospiterà la mostra SIGNS. Grafica italiana contemporanea, una raccolta di lavori di 25 studi grafici italiani tra nomi autorevoli e giovani promesse; il secondo offrirà tremila metri quadri alla creatività contemporanea e alla grafica urbana, per esempio con la mostra Generazione YZ. Tra gli oltre ottanta appuntamenti del fine settimana, il live painting con l’artista e calligrafo Luca Barcellona, gli incontri con Andrea Rauch e Maurizio Milani alla galleria Nuages - quella che ospitò maestri come Milton Glaser e Folon - la mostra allestita per l’occasione al Nava Design di via Durini - che raccoglie i cento pezzi più significativi prodotti dall’azienda e nati dalle matite di Enzo Mari, Massimo Vignelli ed Ettore Sottsass - il talk di Paola Antonelli, senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design del MoMa di New York, dedicato al ruolo e alle responsabilità sociali del designer.

A sinistra, Salvatore Gregorietti, Manifesto per la Rinascente. A destra, un lavoro dell'illustratrice giapponese Emi Ozaki esposta alla mostra Frankenstein, Certosa Graphic Village
A sinistra, Salvatore Gregorietti, Manifesto per la Rinascente. A destra, un lavoro dell'illustratrice giapponese Emi Ozaki esposta alla mostra Frankenstein, Certosa Graphic Village 
Altro filone del festival, quello dedicato all’insegnamento - grazie al lavoro di Franco Achilli, che ha messo in piedi una sorta di stati generali riunendo 23 scuole di design da tutta Italia. «Nei ragazzi vedo passione, e nello stesso tempo impegno e consapevolezza per il ruolo sociale che il design può avere» prosegue Dondina. «Per fare un esempio, durante il lockdown avevamo chiesto a giovani studenti di disegnare dei manifesti per raccogliere fondi da destinare all’acquisto di tablet, così da permettere la didattica a distanza anche a chi non aveva un dispositivo digitale. La partecipazione è stata sentita ed efficace. Ho grande fiducia e affetto per questi ragazzi un po’ disorientati, ma comunque attenti e sensibili». Un entusiasmo dei più giovani che le istituzioni devono ancora mettere bene a fuoco: «Nel nostro sistema scolastico il graphic design non è ancora riconosciuto come materia a sé. C’è del lavoro da fare, un dialogo da costruire con le istituzioni. Per questo, anche nelle prossime edizioni del festival, che dovrebbe diventare un appuntamento biennale, torneremo a parlarne, allo scopo di dare alla grafica e alla comunicazione visiva la dignità di materia di studio ufficiale e riconosciuta».