Ponti, Albini, Colombo: a Parma, febbre da collezione

La poltrona "Che Palle" di Anacleto Spazzapan
La poltrona "Che Palle" di Anacleto Spazzapan 
Dal 4 al 12 marzo torna Mercanteinfiera, un viaggio indietro nel tempo che oggi attira sempre più appassionati di design e modernariato
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Un dipinto di Bernardino Luini, un paio di pantofole papali in filo d’oro e una farmacia da viaggio dei primi del Novecento; e poi bambole, carillon, abiti, orologi, gioielli, monete e arredi. Girando tra gli stand di Mercanteinfiera, appuntamento internazionale di antiquariato, design storico e collezionismo vintage in programma a Parma dal 4 al 12 marzo, è possibile scovare piccoli e grandi tesori che portano in un viaggio indietro nel tempo. Compresi tanti pezzi di design: mobili e complementi firmati da maestri come Gio Ponti, Franco Albini, Joe Colombo e Vico Magistretti ma anche creazioni di autori meno noti. Un settore, quello del design, che di anno in anno sta assumendo un ruolo sempre più importante nella manifestazione.
«Inizialmente improntata soprattutto all'antico, Mercanteinfiera è stata una delle prime realtà a percepire il crescente interesse verso il design e il modernariato e a dargli ampio spazio», spiega Marisa Addomine, responsabile dei servizi peritali di Mercanteinfiera.

Lampada da tavolo Barbarella disegnata negli anni Sessanta da Angelo Brotto
Lampada da tavolo Barbarella disegnata negli anni Sessanta da Angelo Brotto 
«È stata una scelta felice: dei mille espositori della fiera, oggi quelli specializzati nel design sono circa il 15% e a questi vanno sommati i tanti che hanno un'offerta generalista che comprende anche queste tipologie di arredi e accessori. Sono stand che sono letteralmente presi d'assalto». Attirano un pubblico eterogeneo con ogni tipo di budget e interesse, continua l'esperta: «dai privati che cercano mobili per la propria abitazione ai collezionisti, sempre più preparati, fino a galleristi, architetti, interior designer e semplici curiosi».
Ma cosa piace di più? «I grandi nomi sono sempre molto apprezzati e richiesti, soprattutto dai collezionisti: sono una garanzia e proteggono l'investitore con alto budget», spiega Marisa Addomine. «Ma c'è anche tanto interesse verso proposte più di nicchia: gli interior designer ad esempio, soprattutto esteri, apprezzano molto la visionarietà e spesso accanto alla qualità cercano l'insolito, il fantastico; anche lo humor a volte».

«In questo momento c'è un'attenzione particolare agli anni Settanta», aggiunge la gallerista Enrica De Micheli, titolare dello spazio espositivo Volumnia di Piacenza, «e anche l'illuminazione è un tema che sta riscuotendo successo, soprattutto quella italiana degli anni Cinquanta o ancora più datata. Creazioni molto apprezzate anche all'estero, dove arredatori e colleghi sono sempre più competenti e sanno riconoscere stili, epoca e materiali del design italiano». Un pubblico in crescita, dicono gli addetti ai lavori, con una grande fetta occupata dai giovani, più vicini al design delle generazioni più mature.