Com'è lunga l'eco dei maestri
di Maria Carlotta Mattedi , di Maria Carlotta MattediMarco Zanuso, Le Corbusier, Ico Parisi. Sono questi alcuni dei grandi designer che fanno parte della collezione iMaestri di Cassina. Nata cinquant’anni fa, celebra i più grandi architetti del XX secolo. L’obiettivo? Editare i grandi classici di questi artisti, rispettando il design originale, ma tenendo conto delle nuove evoluzioni tecnologiche.«Quello che Cassina ha utilizzato negli anni per rieditare i prodotti di questi maestri è un metodo unico. La volontà è quella di rispettare sempre il loro progetti, ma ricordandosi che sono stati degli architetti visionari e che lo sarebbero anche se vivessero nella nostra contemporaneità», racconta Luca Fuso, amministratore delegato di Cassina.
Per l’anniversario la collezione si amplia con nuovi autori: Gio Ponti, Vico Magistretti Carlo Scarpa e Charles e Ray Eames. «Per la prima volta introduciamo progettisti che hanno lavorato in vita con Cassina e che con il tempo hanno ottenuto di diritto l’entrata in questa collezione. Un’evoluzione importante che evidenzia la continuità nell’esplorazione e nel rispetto del passato percrescere nel proprio futuro», spiega Fuso.
L’attività di Cassina negli anni Cinquanta è fortemente legata a Gio Ponti. Questo legame viene celebrato con la riedizione della sedia in legno per eccellenza, Principi. Quello tra Vico Magistretti e Cassina è un rapporto durato più di trent’anni. In occasione del suo ingresso nella collezione nasce Maralunga 50, un’edizione esclusiva della poltrona e del divano, a due o tre posti, Maralunga. In stretta collaborazione con Tobia Scarpa, figlio del maestro Carlo Scarpa, Cassina presenta il tavolo Doge, disegnato nel 1968, in una nuova edizione limitata di cinquanta pezzi.
Per onorare questo importante anniversario Cassina ha voluto Echoes, 50 years of iMaestri, una mostra a Palazzo Broggi, curata dall’art director Patricia Urquiola con Federica Sala, che resterà aperta fino al 21 aprile. «Il punto di partenza per creare questa mostra e il libro, che verrà presentato in autunno, è stato l’archivio di Cassina», spiega l’art director. E continua: «Tra le tante cose racconta l’intuizione che, negli anni Settanta, portò l’azienda a editare industrialmente gli arredi progettati dai grandi architetti del modernismo per le loro committenze private, in un modo strutturato e organico». Cinque sezioni, caratterizzate dalla costante presenza del colore distintivo di Cassina, il rosso. «La mostra è concepita in cinque nuclei interconnessi, intorno ai quali si raccolgono i quattordici Maestri. Echoes è un percorso non lineare che permette di addentrarsi nell’universo Cassina e di comprenderne l’abilità nel promuovere un concetto di moderna atemporalità», prosegue l’Urquiola. Ogni parte è completata da fotografie storiche e attuali scattate dai vari autori per il libro, documenti e video, schizzi e prototipi dell’archivio.