I gelsomini di Bulgari sui tetti di Tokyo

Il nuovo Bulgari Hotel di Tokyo progettato da Antonio Citterio e Patricia Viel
Il nuovo Bulgari Hotel di Tokyo progettato da Antonio Citterio e Patricia Viel 
Novantotto camere e suite con vista mozzafiato sul monte Fuji. L'ottavo hotel del marchio in venticinque anni apre nella capitale giapponese. Un'accoglienza unica firmata Antonio Citterio e Patricia Viel

Leggi l'intervista a Silvio Ursini, vicepresidente esecutivo di Bulgari e responsabile della divisione Hotels&Resorts di Bulgari
Leggi l'intervista a Patricia Viel, ceo di ACPV architects
Leggi l'intervista allo chef tre stelle Michelin Niko Romito
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Tokyo. «Qui si ha la sensazione di essere in cima al mondo», racconta Silvio Ursini, vicepresidente esecutivo di Bulgari e responsabile della divisione Hotels&Resorts della maison, durante l’inaugurazione, lo scorso 4 aprile, del Bulgari Hotel di Tokyo, l’ottava gemma dell’ospitalità Bulgari, dopo Milano, Bali, Londra, Pechino, Dubai, Shanghai e Parigi.
Novantotto camere e suite con vista mozzafiato sulla città, sul monte Fuji e sulla baia di Tokyo. Un progetto esclusivo che occupa gli ultimi cinque piani, dal quarantesimo al quarantacinquesimo, di un nuovo ciclopico grattacielo nato dalla demolizione di un edificio preesistente, un intervento che rigenera il centro di Tokyo, in una posizione strategica accanto alla stazione ferroviaria, al parco dell’imperatore, e a Ginza, il quartiere dello shopping.

«A differenza dei grattacieli giapponesi chiusi e sigillati», continua Silvio Ursini, «il Bulgari Hotel di Tokyo si apre verso l’esterno con delle terrazze e con un inebriante giardino italiano sul tetto, un eden dove i giapponesi possono vivere un’esperienza unica, cioè sentire il profumo dei gelsomini e delle zagare al quarantacinquesimo piano nel cuore di Tokyo». Ci sono voluti nove anni per aprirlo: «Investiamo molto tempo nel selezionare i luoghi dove approdare, perché devono essere straordinari. Vagliamo due o tre opportunità a settimana da venticinque anni, ma abbiamo solo otto alberghi, nove con l’apertura, attesissima, di Roma il 9 giugno, e ciò dice molto di come procediamo, non secondo logiche commerciali, ma creando una collezione di alberghi coerenti e con una qualità eccellente, a Pechino come a Milano».
La terrazza sul tetto con gelsomini rampicanti arredata B&B Italia; sotto, il grattacielo Tokyo Midtown Yaesu: il Bulgari Hotel occupa dal quarantesimo al quarantacinquesimo piano
La terrazza sul tetto con gelsomini rampicanti arredata B&B Italia; sotto, il grattacielo Tokyo Midtown Yaesu: il Bulgari Hotel occupa dal quarantesimo al quarantacinquesimo piano  
A firmare il progetto, Antonio Citterio e Patricia Viel alla guida di Acpv Architects, autori di tutti i Bulgari Hotels: «Quando immaginiamo un Bulgari Hotel, il nostro obiettivo è sempre quello di infondere l’eleganza, la gioia di vivere e la sensualità di Bulgari e del nostro Paese, intrecciando questi elementi con lo spirito del luogo», racconta Patricia Viel, Ceo dello studio. «A Tokyo abbiamo creato una sorta di ibridazione tra l’estetica italiana e quella giapponese.
All’entrata, che non ti aspetti perché è al quarantesimo piano, abbiamo progettato una sequenza di portali esattamente come il portale della boutique Bulgari in via Condotti, a Roma, un disegno degli anni Venti simile al decoro delle sale d’apparato nella città imperiale del XVII secolo». Il Bulgari Hotel Tokyo si inserisce in modo atipico e innovativo nell’offerta alberghiera giapponese: «In una città perfetta, controllata e ordinata in modo ossessivo, vigorosa e maschile, abbiamo voluto svelare un po’ della sensibilità femminile nipponica, a partire dalle nuances delle camere, calde come il miele dell’olmo, i riflessi dorati del tessile che illuminano l’intera stanza, l’arancio tipico del paesaggio visivo di Bulgari». Gli spazi pubblici sono arredati con le collezioni di Antonio Citterio per Maxalto, B&B Italia e Flexform, «mentre nelle camere troviamo anche mobili realizzati dai raffinati artigiani locali su nostro disegno».
Sul tetto, il Bulgari bar arredato con mobili di Antonio Citterio per Flexform. Dietro il balcone, il mosaico Bisazza realizzato a mano raffigurante un giardino delle meraviglie
Sul tetto, il Bulgari bar arredato con mobili di Antonio Citterio per Flexform. Dietro il balcone, il mosaico Bisazza realizzato a mano raffigurante un giardino delle meraviglie 
Grande l’attenzione per gli usi e le abitudini dei clienti locali: «Nella camera da letto abbiamo concepito una sequenza del vestibolo, pensando al giapponese che per cultura si toglie le scarpe all’ingresso; un ambiente che al contempo ricorda che si sta entrando nella “casa” di un gioielliere, con un disegno a parete raffigurante una spilla con il monte Fuji, un gioiello che Bulgari ha creato nel 1972 per una cliente nipponica che è diventato il simbolo di questo hotel, presente nella cartotecnica e nella grafica».
Il riferimento alla cultura italiana e a quella giapponese è continuo, evidente anche nella posizione, vicina, dei due ristoranti, quello italiano di Niko Romito, tre stelle Michelin, e quello giapponese, soli otto coperti, guidato da Kenji Gyoten, anche lui tristellato. L’hotel ospita tre sale per eventi privati e matrimoni, con wedding planner Bulgari, e la spa “stellare”, come conclude Patricia Viel, «mille metri quadrati, nove sale per i trattamenti e una piscina coperta di venticinque metri, con una visuale panoramica sulla città, con vetri verso l’esterno trattati per garantire la privacy e con ambienti umidi separati, perché i giapponesi hanno un senso profondo di privatezza».