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Joana Vasconcelos. Voglio una vita esagerata

Essere portoghese e donna è stato decisivo, dice l’artista che per la prima volta con Roche Bobois si confronta con il design d'arredo
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Prodigioso e allo stesso tempo domestico. Coloratissimo e sfacciatamente pop, nella sua esuberanza smisurata, il prosaico, nelle mani di Joana Vasconcelos, si fa magico e straordinario. «La mia creatività corre veloce, sulle ali del quotidiano», spiega l’artista portoghese, classe 1971, che ha riannodato il filo della sua collaborazione con Roche Bobois, iniziata nel 2019.

La nuova collezione outdoor Bombom disegnata da Joana Vasconcelos per Roche Bobois 
Fin dai primi anni Duemila conquista collezionisti come François Pinault. A Versailles, nel 2012, è la più giovane artista (l’unica donna) e, per numero di visitatori, spazza via la concorrenza (Jeff Koons e Murakami), con un record da 1,6 milioni di visitatori per la mostra più visitata in Francia negli ultimi 50 anni. Nel 2013 rappresenta il suo Paese alla Biennale di Venezia con un padiglione galleggiante, ma è una scultura imbottita, sovraccarica di ricami e di paillettes, più spesso tentacolare, a essere al centro del suo lavoro, in un mix citazioni, dal Barocco a Duchamp, da Niki de Saint Phalle a Louise Bourgeois. Il processo racchiude salti di scala ricorrenti, per un’opera sempre corale e collaborativa.
Vasconcelos coordina saperi artigiani in un atelier animato da una cinquantina di persone specializzate (molte di queste ricamatrici). «Prima di qualsiasi altra cosa, sono portoghese e sono donna», rimarca a più riprese. «Questo ha connotato ogni singola scelta. Il domestico, il quotidiano, lo spazio intimo della casa e le tradizioni nelle quali sono cresciuta hanno dato forma a un immaginario. Negli anni ho scoperto anche come, in modo sorprendente, quel patrimonio locale, avesse un impatto globale. Ho intuito in fretta come la mia lateralità, così autentica, facesse risuonare il mondo nella mia scultura».
Ma qual è il rapporto con il design? Nel 2019, reinterpreta sei creazioni celebri di Roche Bobois. Nel 2020, firma una collezione per il 60esimo anniversario della maison. Quei divani e accessori trattenevano il medesimo spirito ludico che anima da sempre la sua scultura, fin dal titolo, BomBom. L’ispirazione per la linea è venuta dalla serie di “Crochet Paintings”, imbottiti in forma di quadro. «Ne immaginavo una declinazione interattiva, colorata e divertente. Anche la collezione evoca forme, così rotonde e libere da evocare ricordi d’infanzia, per riscoprire la dolcezza dell’ambiente domestico, concentrandoci su momenti felici e confortevoli. Alla fine, ci siamo resi conto che, siccome la collezione somigliava a deliziose caramelle di liquirizia, il nome non poteva essere che BomBom».
Quest’anno, oltre a firmare lo stand in fiera e a lanciare una versione outdoor di quella collezione (dai toni più freschi e pastellati), Vasconcelos ha creato una maestosa astrazione tentacolare per il flagship store milanese  di via Cavallotti 14. Sospesa a otto metri da terra, quella “Valchiria” stilizzata si estende per quasi 45 metri nei 1.600 metri quadrati dello show room doveva far sgranare gli occhi ai visitatori del Fuori Salone, come è stato per la recente opera d’arte totale per Dior a Parigi. Arte, design, moda, ogni cosa è connessa, fin dagli esordi, quando per una sfilata di moda nel 1994 concepiva sculture da indossare ritagliate nel polistirolo, in un crossover tra gioielleria, disegno e scultura. In passato l’artista ha collaborato con Swatch, Marina Rinaldi, Stella McCartney e Karl Lagerfeld, ma quella di Roche Bobois è la prima esperienza nel design d’arredo.
«Il mio lavoro mette da sempre le necessità del pubblico al centro attraverso una tattilità interattiva. Ma la sfida qui, pur avendo carta bianca dall’azienda, era di porre la funzione e l’ergonomia in testa. Per questo concepisco il design come un’estensione della mia scultura», racconta Vasconcelos, che in questi ultimi mesi sta preparando progetti significativi, come una mostra in autunno agli Uffizi a Firenze e un’enorme torta nuziale per il Waddesdon Manor, la residenza vittoriana di Lord Jacob Rothschild, nell’Oxfordshire, un’installazione alta 12 metri e composta di 25mila piastrelle di ceramica.
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