Tutto il cuore della ceramica. In un film

Tutto il cuore della ceramica. In un film
Un cortometraggio raccoglie le storie, di vita e di lavoro, degli artigiani della ceramica impiegati alla storica Richard Ginori. Una prima evento durante Buongiorno Ceramica, la festa toscana dell'oro bianco
2 minuti di lettura

Sono i lavoratori e le lavoratrici i protagonisti del docu-film Il cuore nelle mani, un cortometraagio di una trentina di minuti che, tra aneddoti, ricordi, storie di vita e di lavoro, racconta la sapienza artigianale e la cura che da sempre caratterizzano il mondo della ceramica, di questa parte della Toscana e la storia della Richard-Ginori. Una testimonianza resa possibile dalla Fondazione Museo Ginori in collaborazione con Associazione Zera e la Società di Mutuo Soccorso Richard-Ginori Aps, e che avrà la sua "prima" il 20 maggio alle 18, nel giardino del Museo Ginori in Viale Pratese 31 a Sesto Fiorentino, l'unica parte dello storico museo in fase di ristrutturazione.

Ma la presentazione del cortometraggio sarà anche l'occasione per lanciare un appello ad altri ex-lavoratori della Ginori, per arricchire il docufilm con altre storie. La cornice dell'evento è quella di Buongiorno Ceramica, una vera festa della ceramica che ogni anno coinvolge 45 comuni italiani noti per la loro storica produzione. Attività aperte al pubblico e gratuite, quali laboratori di modellazione dell'argilla, presentazioni di libri, visite guidate nei luoghi della ceramica, proiezioni, concerti e performance teatrali, animeranno, dal 18 al 21 maggio, il giardino del Museo Ginori e l’antica sede della Manifattura di Doccia, che oggi ospita la Biblioteca Ernesto Ragionieri di Sesto Fiorentino.
La ciotola Mongolfiere disegnata da Gio Ponti per Richard Ginori nel 1928 ora nelle collezioni del Museo
La ciotola Mongolfiere disegnata da Gio Ponti per Richard Ginori nel 1928 ora nelle collezioni del Museo 
La Manifattura Ginori di Doccia, a Sesto Fiorentino, nasce nel Settecento, un anno importante per lo sviluppo della manifattura della ceramica. Ispirato dalla passione per l'oro bianco (così vengono chiamate le porcellane di Capo di Monte per il colore), il marchese Carlo Andrea Ginori decise di dar vita a una produzione che unisse l’antica tradizione con le suggestioni moderne. Una guida che ha fatto di Ginori il simbolo della produzione della ceramica Made in Italy - dalle sculture ai servizi per la tavola - produzione che negli anni si è rinnovata affidandosi a designer come Franco Albini, Gio Ponti, Angelo Mangiarotti e Achille Castiglioni.
Exagon, porcellane con smalto celadon disegnate da Gio Ponti per Richard Ginori nel 1930
Exagon, porcellane con smalto celadon disegnate da Gio Ponti per Richard Ginori nel 1930 
Il Museo, nato insieme alla Manifattura, è stato per quasi trecento anni un museo d’impresa, custodendo una collezione di circa 8000 oggetti in porcellana e maiolica databili dal 1737 al 1990, e poi modelli scultorei, documenti cartacei e disegni, una biblioteca storica, una biblioteca specialistica e una fototeca.

Chiuso nel 2013 dopo il fallimento della Ginori, e acquisito dallo Stato italiano nel 2017, il museo attende il 2025, anno in cui è prevista la sua riapertura grazie a un progetto voluto dalla Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia, costituita da Ministero della Cultura, Regione Toscana e Comune di Sesto Fiorentino, e che continua  conservare, studiare, ed esporre al pubblico la ricchissima collezione di manufatti ceramici e documenti archivistici del museo.

In collaborazione con il corso di laurea in Moda e industrie creative dell’università Iulm di Milano