Tutti a pranzo fuori, letteralmente. La primavera, per chi ha la fortuna di avere un giardino, è l'occasione ideale per una convivialità en plen air. Ma come va allestita una tavola all'aperto? E quali sono le tendenze? Ne abbiamo parlato con Giorgia Fantin Borghi, event designer e table stylist.
Quali sono i primi aspetti a cui pensare?
«Il primo step è la pulizia dello spazio in cui andranno tavolo e sedie. Nel caso di un terreno poco curato, consiglio di mettere una stuoia sotto gli arredi: facile da reperire a un prezzo ragionevole, è un'idea carina per delineare lo spazio e aumentare il comfort. Quando l'invito è per pranzo, è fondamentale anche creare ombra. In assenza di coperture si possono sfruttare gli alberi, ma attenzione a foglie e semi che potrebbero cadere sulla tavola: meglio coprire le pietanze e tenere i bicchieri a testa in giù fino all'arrivo degli ospiti».
«Puntare su colore e semplicità; non servono grandi investimenti. Su una tovaglia colorata e con una bella fantasia, ad esempio, stanno bene piatti basici; al contrario, con piatti decorati è meglio abbinare una tovaglia bianca semplice. Il mix and match rischia di essere caotico».
Se non si hanno abbastanza stoviglie dello stesso servizio?
«Si possono mescolare senza problemi piatti diversi: basta fare attenzione a mantenere simmetria e ritmo. Se ad esempio si è in otto e si ha un servizio da sei, un'idea è usare capotavola diversi dagli altri ma uguali tra loro».
«Il trend è usare tessuti naturali come lino, canapa e cotone o scampoli di tessuto colorato da acquistare a metro; ora vanno molto sia il Toile de Jouy che le fantasie geometriche anni Settanta. Tra i colori, invece, tutti i toni del verde e del rosa, a cui io propongo di aggiungere l'arancione».
Consigli per un centrotavola che decori senza appesantire?
«Sono perfette delle piantine di rose o gerani in piccoli vasi di coccio, magari da alternare a dei fiori inseriti in bottigliette di vetro. L'importante è che nulla ostacoli lo sguardo tra i commensali. Se l'invito è a cena non devono mancare le candele: rendono tutto più morbido e scenografico con un costo contenuto. In generale, poi, via libera all'uso creativo ciò che si ha: una zuppiera, ad esempio, può diventare un'ampia glacette. Come dico sempre, non usare è come non avere».