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L’architetto Massimiliano Locatelli racconta i suoi oggetti nell’antologia Editions

Classe 1967, Massimiliano Locatelli firma progetti di architettura, interni e disegni d'arredo
Classe 1967, Massimiliano Locatelli firma progetti di architettura, interni e disegni d'arredo 
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“Per favore mi disegna un tavolo?”. Ma se il tavolo deve essere scomposto, fatto a pezzi, deve essere un po’ in camera e un po’ in salotto, ecco che allora nasce un nuovo tavolo, da una nuova esigenza. Questo è l’approccio che guida la progettazione di tutti gli oggetti firmati Locatelli, ideati per essere in dialogo con lo spazio e con il committente. Ed è raccontato nel volume Editions (Mousse magazine & publishing, 232 pagine, 40 euro).


Un’antologia che nasce dalla voglia di raccontare il lavoro di Massimiliano Locatelli attraverso qualcosa che rimanga, ma anche e soprattutto dal bisogno di fermarsi e guardarsi indietro, per rivedere tutto in modo critico. Fare selezione tra le proprie cose non è facile, come afferma lo stesso designer, ma è utile per se stessi e bello se lo scopo è condividere il proprio lavoro con gli altri. Soprattutto se quel lavoro è frutto di un’indole basata sulla ricerca e sull’attenzione per i particolari, come sottolinea Cristina Morozzi alla presentazione del libro e nella prefazione dello stesso.
Letto, qui ritratto all’interno della 3D Housing 05, prototipo di una casa stampata in opera con una macchina 3D, primo esempio europeo del genere, presentata da Locatelli Partners in occasione del Salone del Mobile di Milano nel 2018 (foto Archivio Locatelli Partners © Luca Rotondo)
Letto, qui ritratto all’interno della 3D Housing 05, prototipo di una casa stampata in opera con una macchina 3D, primo esempio europeo del genere, presentata da Locatelli Partners in occasione del Salone del Mobile di Milano nel 2018 (foto Archivio Locatelli Partners © Luca Rotondo) 

Percorrono le pagine del libro le fotografie, inedite e di archivio, scattate da numerosi fotografi. Sia dei singoli oggetti, sia degli stessi nell’ambiente in cui vivono. Una sfida, questa, perché scattare in ambienti specifici con materiali diversi e particolari non è scontato, racconta il fotografo Luca Rotondo.
La lampada Piega è realizzata dai maestri vetrai di Murano che hanno dato vita a un arco di vetro fuso soffiato con sorgente luminosa alloggiata nella base che consente allo stesso tempo una luce diffusa e puntuale (foto Archivio Locatelli Partners ©Luca Rotondo)
La lampada Piega è realizzata dai maestri vetrai di Murano che hanno dato vita a un arco di vetro fuso soffiato con sorgente luminosa alloggiata nella base che consente allo stesso tempo una luce diffusa e puntuale (foto Archivio Locatelli Partners ©Luca Rotondo) 

Nella visione di Massimiliano Locatelli la genesi degli oggetti è strettamente connessa al luogo in cui essi devono essere collocati, così come lo sono i materiali. La creazione dell’oggetto è in questo modo sia uno sfogo ludico, che un completamento degli interni. Tra i pezzi presenti nel volume, il tavolo Garda, realizzato per un committente cinese con una palette di marmi dalle cromie e venature tipiche del luogo, rendendolo riconoscibile a chi lo usa. Lo stesso tavolo, realizzato per un’imprenditrice di Los Angeles, diventa colorato e si impreziosisce quando le lacche della sua collezione di gioielli vanno a ricoprire la superficie dei piani dei vari moduli. In questo modo il progetto nasce da un’esigenza specifica, ma rinasce ogni volta per un nuovo cliente e un nuovo spazio.

In collaborazione con il corso di laurea in Moda e industrie creative dell’università Iulm di Milano

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